Dolore da alluce valgo, forte impatto sulla qualità di vita. Ne sa qualcosa Michelle Hunziker

Ne soffre il 28,4% degli adulti sopra i 40 anni e nelle persone affette ha un forte impatto sulla vita quotidiana, dal lavoro al tempo libero. Parliamo dell'alluce valgo, problema comune con cui ha fatto i conti anche Michelle Hunziker durante l'ultimo festival di Sanremo; la showgirl infatti, al termine della seguitissima trasmissione canora ha dichiarato, durante un'intervista alle Iene, di aver sofferto parecchio durante le serate del festival e che prima o poi dovrà sottoporsi a un intervento chirurgico risolutivo

Ne soffre il 28,4% degli adulti sopra i 40 anni e nelle persone affette ha un forte impatto sulla vita quotidiana, dal lavoro al tempo libero. Parliamo dell’alluce valgo, problema comune con cui ha fatto i conti anche Michelle Hunziker durante l’ultimo festival di Sanremo; la showgirl infatti, al termine della seguitissima trasmissione canora ha dichiarato, durante un’intervista alle Iene, di aver sofferto parecchio durante le serate del festival e che prima o poi dovrà sottoporsi a un intervento chirurgico risolutivo

Cos’è l’alluce valgo?
Questa condizione è caratterizzata da progressiva deformazione della prima articolazione metatarso-falangea ed è spesso accompagnata da significativa disabilità e dolore al piede soprattutto quando si deambula.  E’ diffuso più tra le donne che negli uomini con un rapporto di 8:1.

Il paziente prova dolore e disagio a causa dell’infiammazione della borsa che sovrasta l’eminenza mediale e l’irritazione del nervo cutaneo dorsale.

Michelle Hunziker, regina del palco dell’Ariston, ha sottolineato che il momento più brutto del Festival è stato quando si è resa conto che il suo piede destro era diventato uno zampone tale da non riuscire più a infilare la scarpa, colpa dell’alluce valgo.

Le cause sono molteplici, ci può essere una predisposizione individuale, in questo caso l’esame podoscopico consente di rivelare un piede cavo da cui può iniziare il problema.

La maggior parte dei casi però insorge in conseguenze dell’utilizzo di scarpe non idonee, potremmo dire anche scomode. Tacchi molto alti costringono il piede ad assumere una posizione in cui la maggior parte del carico grava sulle dita che assumono una posizione di adattamento ma sbagliata, in particolare l’alluce.

E’ necessario dunque scegliere le scarpe giuste già nei bambini perché il problema in tenera età possono iniziare processi deformativi che predispongono all’alluce valgo.

Trattamenti per gestirlo
Il trattamento conservativo prevede l’adattamento delle scarpe e l’utilizzo di particolari solette. Questi accorgimenti possono dare sollievo momentaneo dal dolore ma sono unicamente trattamenti conservativi che non correggono la deformità.

Il problema viene in genere risolto attraverso trattamento chirurgico di cui sono state descritte 150 differenti procedure che, a livello tecnico, sono spesso concettualmente diverse.

Pertanto, l'opzione chirurgica non è unica e la scelta su quale praticare dipende da una molteplicità di fattori causali e dalla preferenza personale del chirurgo.

Gli ultimi 15 anni hanno visto l’aumento della chirurgia mini-invasiva in tutti i campi della chirurgia ortopedica e traumatologica. I vantaggi potenzialmente includono la diminuzione dei tempi di recupero e riabilitazione, riduzione dei tempi operativi e meno stress per il paziente. Dopo l’intervento il paziente però continua a provare dolore, acuto, per alcuni giorni e per lenire tale dolore vengono generalmente usati farmaci oppioidi.

Alcuni studi hanno valutato anche l’utilizzo di cerotti a base di fentanil ma una recente review ha evidenziato come questi non riescano a dare un sollievo consistente e quindi a far diminuire il consumo di oppiacei in questa fase (anche se gli studi analizzati hanno il limite di aver fornito il cerotto al paziente troppo tardi). Il patch andrebbe posizionato 12 ore prima della chirurgia per avere delle concentrazioni ematiche di fentanil efficaci.

La stessa revisione mostra, inoltre, che un’analgesia multimodale, a base di desametasone, anestetici locali e FANS, durante i primi 3-4 giorni postoperatori è la migliore alternativa.
Spesso in questa modalità è incluso anche il paracetamolo che però risulta efficace anche come monoterapia.

In particolare, il desametasone come parte di un’analgesia preoperatoria multimodale (insieme a ibuprofene e paracetamolo) è efficace nel diminuire il consumo di oppioidi e anche la nausea, altro evento avverso post chirurgia.

In conclusione, secondo quanto riportato dagli esperti è importante scegliere la calzatura adatta già in tenera età. Se il problema insorge ci sono numerose modalità chirurgiche per risolverlo, la più adatta è scelta dal chirurgo valutando fattori legati soprattutto al paziente. Nel post chirurgico, per lenire il dolore la scelta migliore è l’analgesia multimodale.

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