Dolore da osteoartrosi, l'anticorpo monoclonale tanezumab efficace e sicuro in fase 3

La somministrazione sottocutanea di tanezumab, anticorpo monoclonale umanizzato sperimentale, ha soddisfatto tutti e tre gli endpoint co-primari di efficacia, dimostrando che tra i pazienti con dolore da osteoartrosi moderato-severo del ginocchio o dell'anca, entrambi i regimi di dosaggio del farmaco sono associati a un miglioramento statisticamente significativo del dolore, della funzione fisica e della valutazione globale del paziente rispetto al placebo. Questi dati, derivanti da uno studio di fase 3, sono stati presentati durante il meeting annuale dell'American College of Rheumatology/Association of Rheumatology for Health (ACR/ARHP) a Chicago.

La somministrazione sottocutanea di tanezumab, anticorpo monoclonale umanizzato sperimentale, ha soddisfatto tutti e tre gli endpoint co-primari di efficacia, dimostrando che tra i pazienti con dolore da osteoartrosi moderato-severo del ginocchio o dell'anca, entrambi i regimi di dosaggio del farmaco sono associati a un miglioramento statisticamente significativo del dolore, della funzione fisica e della valutazione globale del paziente rispetto al placebo. Questi dati, derivanti da uno studio di fase 3, sono stati presentati durante il meeting annuale dell'American College of Rheumatology/Association of Rheumatology for Health (ACR/ARHP) a Chicago.

Più di 27 milioni di americani vivono con l’osteoartrosi (OA), una malattia progressiva che può causare dolore debilitante. I trattamenti per il dolore da OA sono limitati e molte persone non sono in grado di trovare sollievo o tollerare le opzioni attualmente disponibili.
Tanezumab fa parte di una classe sperimentale di farmaci per il dolore noti come inibitori del fattore di crescita nervoso (NGF) e, oltre al dolore da OA, è anche studiato come potenziale trattamento per la lombalgia cronica (CLBP) e il dolore oncologico (a causa delle metastasi alle ossa).

Questa classe di inibitori dell’NGF avevano inizialmente mostrato risultati promettenti prima che si manifestassero problemi di sicurezza che hanno portato allo stop dello sviluppo clinico nel 2010 e nel 2011.
In particolare, si erano verificati danni alle articolazioni inusuali nei pazienti con osteoartrite che hanno indotto la Food and Drug Administration a sospendere gli studi su tre inibitori di NGF.

Pfizer e Lilly hanno successivamente collaborato e hanno ripreso i test sul farmaco nel 2015 anche perché se approvato, il tanezumab sarebbe un trattamento di prima classe e non oppiaceo per il dolore da OA e CLBP.
Le questioni relative alla sicurezza sono rimaste e restano al di sopra del programma di sviluppo delle aziende. Pfizer e Lilly hanno riferito a luglio che il loro studio di fase 3 sul tanezumab aveva soddisfatto tutti e tre gli endpoint co-primari, rivelando al momento un breve riassunto del profilo di sicurezza del farmaco.
I dati sono stati presentati ora al congresso ACR/ARHP.

Lo studio OA di Fase 3 (A4091056) è stato uno studio multicentrico, randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo, a 16 settimane, in parallelo, che valutava l'efficacia e la sicurezza della somministrazione sottocutanea di tanezumab rispetto al placebo.
Lo studio ha incluso un periodo di follow-up di sicurezza di 24 settimane; i pazienti sono stati arruolati con dolore da OA moderato-severo. Erano tutti soggetti che avevano sperimentato una riduzione del dolore inadeguata con altre opzioni di trattamento per il dolore da OA o non erano in grado di assumere altri farmaci antidolorifici.

Un totale di 698 pazienti sono stati randomizzati a tre gruppi di trattamento in un rapporto 1: 1: 1 per ricevere due iniezioni nel periodo di trattamento di 16 settimane, una volta ogni otto settimane.
Un gruppo ha ricevuto due dosi di placebo, il secondo gruppo ha ricevuto due dosi di tanezumab 2,5 mg e il terzo gruppo ha ricevuto una dose di 2,5 mg di tanezumab seguita da una seconda dose di 5 mg otto settimane più tardi.

Nel trial sono stati valutati i cambiamenti dal basale a 16 settimane per tre endpoint co-primari di intensità del dolore e funzione fisica, valutati utilizzando la sottoscala WOMAC (Western Ontario and McMaster Universities Index) Pain and Physical Function (scala di valutazione numerica a 11 punti, dove i punteggi più alti indicano livelli di dolore più alti o funzione peggiore) e punteggi PGA-OA (punteggio numerico a 5 punti delle condizioni del paziente, dove 1 è uguale a "molto buono" e 5 uguale a "molto scarso").

I punteggi medi di base per questa popolazione di pazienti erano i seguenti: le sottoscale del dolore e della funzione fisica WOMAC erano di circa 7,1-7,4 e i punteggi PGA-OA erano di circa 3,4-3,5 tra i gruppi di trattamento.
Dopo 16 settimane di trattamento, il tanezumab è stato associato a una significativa riduzione del dolore rispetto al placebo.

Nello studio, gli eventi avversi più comuni sono stati nasofaringite (raffreddore comune), dolore alle estremità e parestesia (formicolio o intorpidimento) e hanno avuto una frequenza più elevata in entrambi i gruppi di trattamento con tanezumab rispetto ai pazienti trattati con placebo.

Tanezumab è stato generalmente ben tollerato, con lo 0,4% e l'1,3% dei pazienti che hanno discontinuato il trattamento per eventi avversi nei bracci di tanezumab 2,5 mg e 2,5/5 mg, rispettivamente. Anche nel gruppo placebo si è verificato l’1,3% di interruzioni a causa di eventi avversi.
Non sono stati osservati casi di osteonecrosi.

L'artrosi rapidamente progressiva (RPOA) è stata osservata in pazienti trattati con tanezumab ad una frequenza dell'1,3% e non è stata osservata nel braccio placebo. L'incidenza di RPOA di tipo 1 (restringimento dello spazio articolare accelerato) nei bracci di tanezumab 2,5 mg e 2,5/5 mg si è verificata nell’ 1,3% e nello 0,4%, rispettivamente, e l'incidenza di RPOA di tipo 2 (danno o deterioramento dell'articolazione) si è verificato nello 0,9% e 0% dei pazienti, rispettivamente.

Nello studio, il 3,5% e il 6,9% dei pazienti trattati con tanezumab 2,5 mg e 2,5/5 mg, rispettivamente, ha avuto un intervento chirurgico di sostituzione totale dell'articolazione, rispetto all'1,7% di quelli trattati con placebo.

La maggior parte degli interventi chirurgici (68%) ha avuto luogo dopo il completamento del trattamento, durante o dopo il periodo di follow-up di sicurezza di 24 settimane dello studio. Tutti gli interventi chirurgici in questo studio hanno avuto luogo tra i pazienti con OA più grave allo screening (grado 3-4 di Kellgren-Lawrence).
In conclusione, questi risultati di fase 3 sono a favore del tanezumab nel dolore da osteoartrosi moderato-severo del ginocchio o dell'anca.