Dolore da travaglio, la richiesta di epidurale diminuisce col remifentanil

Le donne trattate con remifentanil per dolore al parto hanno meno probabilitą di avere bisogno di un'epidurale durante il travaglio rispetto alle donne che hanno ricevuto la petidina, secondo uno studio pubblicato su Lancet.

Le donne trattate con remifentanil per dolore al parto hanno meno probabilità di avere bisogno di un'epidurale durante il travaglio rispetto alle donne che hanno ricevuto la petidina, secondo uno studio pubblicato su Lancet.

Ad oggi si può partorire senza dolore, con l’anestesia epidurale, almeno nelle fasi più avanzate del travaglio cioè dopo che la cervice uterina ha raggiunto una dilatazione oltre i 4 cm. Non tutte le donne possono accedere a questa pratica, per vari motivi, problemi fisici ed anatomici della donna, disponibilità dell’epidurale etc e non sempre viene ben sopportata in quanto puà comportare prurito, mal di schiena, febbre ed altri effetti collaterali.

Se guardiamo alle percentuali di utilizzo di questo metodo analgesico in Europa e nel mondo, l’Italia è abbastanza fanalino di coda, infatti nel nostro Paese solo il 20% delle partorienti dà alla luce il proprio figlio sotto epidurale, contro il 30% del Regno Unito, il 45% della Svezia, il 60% della Spagna, il 65% degli Stati Uniti e il 77% della Francia. Secondo l'Osservatorio O.N.Da in media in Italia ottiene l'epidurale, infatti, una futura mamma su cinque, con percentuali inferiori al sud.

Esistono delle metodiche alternative che riducono il dolore del parto da subito e secondo questo nuovo studio pubblicato da poco su Lancet, sono anche scevre da effetti collaterali.
Parliamo dell’analgesia attraverso l’oppioide remifentanil che si è mostrato efficace e sicuro. Questo è ovviamente un primo passo a cui dovranno seguire ulteriori dati clinici per confermare i dati.

"Lo studio ha mostrato rigorosamente per la prima volta, nel contesto di uno studio controllato e ben condotto, che il remifentanil si traduce in progressione verso l'epidurale in circa la metà delle volte rispetto alla petidina", ha affermato il primo autore Matthew JA Wilson, anestesista e docente presso l'Università di Sheffield, in Inghilterra.

Aver dimostrato che c’è qualcosa di più potente della petidina, per il Regno Unito è un risultato alquanto importante visto che al momento attuale la petidina è lo “standard of care” oppiaceo per il travaglio.
Lo studio controllato randomizzato in aperto è stato condotto nell'arco di due anni, dal 2014 al 2016, in 14 ospedali nel Regno Unito. Dei 401 pazienti reclutati, 201 sono stati assegnati a ricevere il remifentanil IV controllato dalla paziente (un bolo da 40 mcg con un blocco di due minuti), mentre 200 sono stati assegnati a ricevere petidina per via intramuscolare (100 mg ogni quattro ore con un massimo di 400 mg per 24 ore).

Tutte le donne nello studio hanno ricevuto assistenza individuale, con controlli sulla frequenza respiratoria, sulla sedazione, sul grado di dolore e sui livelli di ossigeno ogni 30 minuti.

Le donne potevano richiedere un'epidurale in qualsiasi momento. Poiché lo studio era in aperto, né i medici consenzienti né le ostetriche erano coinvolti nella decisione di procedere con l'analgesia epidurale. L'outcome primario era la progressione verso l'analgesia epidurale, con esiti secondari relativi all'analgesia materna, al benessere materno e agli esiti neonatali per monitorare il benessere neonatale.

Nel braccio con remifentanil 186 pazienti (93%) hanno ricevuto il farmaco, mentre nel braccio petidina lo hanno ricevuto in 154 (77%).
Dopo essere stati assegnati in modo casuale al braccio della petidina, 22 donne hanno immediatamente richiesto l'analgesia epidurale. E’ stato eseguito un test di sensibilità che ha dimostrato come questa aggiunta non ha influenzato significativamente i risultati dello studio.

"Quello che abbiamo dimostrato è stato che le donne randomizzate a remifentanil hanno avuto una progressione verso l'epidurale con una frequenza di circa la metà (19% vs 41%, 95% CI, 0,34-0,66) rispetto alle donne nel gruppo petidina" hanno sottolineato gli autori nel lavoro.

Altri risultati importanti, per le donne che hanno assunto analgesia controllata dal paziente con remifentanil (PCA), includevano una minore possibilità di richiedere un parto vaginale strumentale con o senza epidurale (15% vs 26%), un tasso simile di parto cesareo, sollievo dal dolore di grado superiore, migliori punteggi analogici visivi, maggiore soddisfazione e la richiesta di assumere ossigeno materno supplementare (14% vs 5%).

In conclusione, il remifentanil appare più efficace della petidina nel controllare il dolore durante il travaglio e dati sono molto confortanti sull’utilizzo di questo oppioide ma bisognerà aspettare risultati ulteriori che confermeranno i dati del Lancet.

Wilson MJA et al., Intravenous remifentanil patient-controlled analgesia versus intramuscular pethidine for pain relief in labour (RESPITE): an open-label, multicentre, randomised controlled trial. Lancet. 2018 Aug 25;392(10148):662-672.
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