Dolore

Dolore: dare voce e cura a chi non ha voce. Un progetto della Fondazione Paolo Procacci

Gli anziani con deficit cognitivi hanno minori probabilitÓ di ricevere un adeguato trattamento del dolore. ╚ stato per esempio dimostrato che i pazienti con demenza sottoposti a intervento chirurgico per frattura di femore ricevono circa un terzo in meno di analgesici oppioidi

Gli anziani con deficit cognitivi hanno minori probabilità di ricevere un adeguato trattamento del dolore. È stato per esempio dimostrato che i pazienti con demenza sottoposti a intervento chirurgico per frattura di femore ricevono circa un terzo in meno di analgesici oppioidi (1). Questa condizione permane, seppure sia stato confermato che le diverse forme di demenza non siano responsabili di una modificazione nella percezione del dolore e che le persone anziane con deterioramento cognitivo sentano il dolore come tutti gli altri (2).

Gli anziani con demenza incontrano difficoltà più o meno severe nel comunicare, a seconda dello stadio della malattia e quando questa è molto avanzata esprimono il proprio dolore non più con le parole, ma  attraverso il comportamento, le espressioni del volto, il lamento.

Sviluppare le capacità di osservazione e di ascolto di chi di essi si prende cura ed utilizzare strumenti adeguati, consente una corretta valutazione del dolore, che risulterà certamente più difficile e lunga, ma sicuramente doverosa e possibile.

La valutazione del dolore rappresenta infatti un atto indispensabile della cura del paziente ancorché anziano e con deficit cognitivi.

A questa fragile categoria di pazienti rivolge la particolare attenzione il gruppo di lavoro di infermieristica del dolore nell’anziano, promosso dalla Fondazione Paolo Procacci onlus e coordinato da Manuela Rebellato, Responsabile Counselling Ospedale a Domicilio, Geriatria, UVA, Cure Intermedie-Post Acuzie, e Maria Marina Torresan, Infermiera  Terapia del Dolore e Cure Palliative, Città della Scienza e della Salute, Presidio Molinette.

Alle Molinette si è svolta il 21 novembre scorso una delle prime iniziative programmate: un evento formativo a Torino, presso il Dipartimento di Geriatria, con il patrocinio del Collegio Ipasvi di Torino, dell’Associazione Italiana per lo Studio del Dolore e dell’AOU Città della Salute e della Scienza.

Dopo il saluto del prof. Gian Carlo Isaia, Direttore Struttura Complessa Geriatria e malattie metaboliche dell'osso, hanno preso la parola Manuela Rebellato, Maria Marina Torresan, Infermiera  Terapia del Dolore e Cure Palliative, il prof. Stefano Coaccioli, Direttore Clinica Medica e Terapia Medica, Università di Perugia, sede di Terni, editor in chief di Pain Nursing Magazine (www.painnursing.it) e la dott. Vittoria Tibaldi, dirigente medico geriatra, Ospedalizzazione a Domicilio, il Dipartimento di Geriatria, AOU Città della Salute e della Scienza di Torino.

Da alcuni mesi è inoltre compilabile online un questionario rivolto agli infermieri. Il questionario ha posto domande sulle loro conoscenze delle scale di valutazione del dolore nell’anziano demente e le loro capacità di applicazione, e sulle difficoltà incontrate nella gestione del dolore. Il questionario è stato diffuso grazie alla collaborazione degli altri componenti del Gruppo di studio, gli organi informativi dei Collegi Ipasvi e della Federazione hanno caldeggiato la compilazione.

Risultati preliminari del questionario in Piemonte
Hanno risposto 176 infermieri, per il 71% di età compresa tra 20 e 40 anni (35% tra i 20 e 30 anni e il 36% tra 30 e 40 anni). Il 47% degli infermieri dichiara di essersi formato alla scuola regionale e il 53% di avere una formazione universitaria. Dall’analisi dei dati raccolti emerge che la maggior parte (59%) presta servizio presso un reparto di Medicina; ben il 50% di coloro che hanno risposto non ha frequentato corsi di formazione sulla tematica del dolore, mentre il 30% ha seguito corsi promossi all’interno dell’azienda in cui lavora e il 20% corsi esterni.

Quasi la metà degli infermieri (49%) riferisce di valutare il dolore nella persona con deficit cognitivi in maniera “abbastanza adeguata” e il 36% di valutarlo in maniera “poco adeguata”, il 6% di non valutarlo affatto. Per rilevare il dolore di questi pazienti, il 45% degli infermieri non utilizza alcuna scala di valutazione, il 16% la scala VAS, il 17% la scala NRS e solamente il 13% la scala PAINAD.

Il 64% degli infermieri afferma di essersi trovato in difficoltà nella gestione del dolore di malati con deterioramento cognitivo “qualche volta” e il 26% “molte volte”, il 3% “sempre”.
Le cause a cui attribuire questa difficoltà vengono riconosciute nella mancata valutazione del sintomo (9%), il non utilizzo di strumenti di valutazione (12%), l’uso di scale non appropriate al paziente (39%), la mancanza di una prescrizione farmacologica (35%).

La strada è in salita, ma sicuramente la corretta rilevazione e la comunicazione del dolore rende infatti non solo possibile, bensì auspicabile, la collaborazione tra i curanti: soltanto
attraverso un intervento integrato si può controllare efficacemente il dolore dei pazienti ancorché anziani.
    

Riferimenti bibliografici
1. Stolee P, Hillier LM, Esbaugh J, Bol N, et al. Instruments for the assessment of pain in older persons with cognitive impairment. J Am Geriatr Soc. 2005;53(2):319-26.
2. Scherder E, Oosterman J, Swaab D, et al. Recent development in pain and dementia. BMJ 2005; 330:461-64.

Per approfondire: Pain Nursing Magazine – Italian Online Journal www.painnursing.it

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