Dolore nei pazienti anziani, la chiave è il blocco dei processi neuroinfiammatori

Dolore

Nei pazienti anziani non c'è un buon controllo del dolore che in genere in questa fase della vita è di tipo cronico. Un recente revisione sistematica della letteratura da parte di esperti italiani del settore ha evidenziato che tra le terapie che cercano di preservare la funzionalità delle cellule non neuronali (bloccando i processi infiammatori) il trattamento con palmitoiletanolamide (PEA), con il suo alto rapporto efficacia/rischio, potrebbe essere un co-trattamento eccellente. I dati sono stati riportati su Pain Physician

Nei pazienti anziani non c’è un buon controllo del dolore che in genere in questa fase della vita è di tipo cronico. Un recente revisione sistematica della letteratura da parte di  esperti italiani del settore ha evidenziato che tra le terapie che cercano di preservare la funzionalità delle cellule non neuronali (bloccando i processi infiammatori) il trattamento con palmitoiletanolamide (PEA), con il suo alto rapporto efficacia/rischio, potrebbe essere un co-trattamento eccellente. I dati sono stati riportati su Pain Physician.

Allo stato attuale delle conoscenze, il PEA è considerato un integratore alimentare con proprietà antinfiammatoria e antidolorifica.

I pazienti anziani hanno in generale un’alta incidenza di condizioni di dolore cronico e neuropatico. C’è da tener presente che in questa fascia d’età da tenere in considerazione ci sono particolari condizioni farmacocinetiche e farmacodinamiche ma anche comorbidità, polifarmacia, fragilità e declino cognitivo.

Le tipologie di dolore maggiormente presenti nell’anziano sono: mal di schiena osteoartritico, soprattutto nella parte bassa schiena o al collo (circa 65%), dolore muscoloscheletrico (circa il 40%), dolore neuropatico periferico (in genere a causa di diabete o nevralgia post-erpetica, 35%) e dolori articolari cronici (15% - 25%).
 L’identificazione di trattamenti sicuri ed efficaci rimane per il dolore cronico rimane un problema di salute pubblica critico soprattutto considerando la crescita della popolazione anziana nel mondo.

L’obiettivo di questa revisione della letteratura è stato quello di considerare le principali alterazioni del sistema somatosensoriale insieme ai cambiamenti nelle cellule non neuronali col passare degli anni.
E’ stata discussa una possibile strategia di controllo del dolore cronico basandosi sulla disregolazione delle cellule non neuronali.

Le cellule non neuronali possono essere importanti obiettivi terapeutici per il trattamento di malattie con associato dolore cronico e/o neuropatico in adulti e anziani.
Sarebbe particolarmente desiderabili, molecole in grado di normalizzare l’attivazione di tali popolazioni cellulari, così da limitare lo sviluppo di processi neuroinfiammatori e bloccare la cascata di eventi che promuovono insorgenza di cambiamenti nei neuroni somatosensoriali e sensibilizzazione centrale.

Ci sono molteplici fattori sottostanti alla base del non adeguato trattamento del dolore, dal momento che il calo fisiologico comporta una serie di cambiamenti che implicano circuiti sensoriali e il sistema immunitario, in particolare mastociti e microglia, e la limitata disponibilità di opzioni terapeutiche efficaci e sicure.

Tra terapie innovative per il trattamento del dolore negli anziani, in grado di modificare il decorso della malattia vi è la palmitoiletanolamide (PEA) che arriva alla ribalta grazie alla sua elevata efficacia / rapporto rischio, e la mancanza di induzione di tolleranza e interferenza con altre potenziali terapie per il dolore e/o condizioni di co-morbidità
Gli autori riportano nel testo anche gli studi sperimentali e clinici che supportano l’utilizzo della PEA, la sua efficacia e sicurezza.
Come hanno precisato i ricercatori: “La gestione del dolore negli anziani resta una sfida per il clinico. Nonostante la sua alta prevalenza, questa condizione rimane in larga misura sottovalutata e non adeguatamente trattata”.

In conclusione, il progressivo aumento della popolazione anziana mondiale accoppiato con un limitato numero di studi sul dolore negli anziani rafforzano l'urgenza di riempire le nostre lacune sulle conoscenze in modo che possiamo capitalizzare strumenti innovativi che ci permettano di scegliere terapie adatte per l'uso cronico, garantendo nel contempo efficacia,  sicurezza e compatibilità con le multi-terapia.

Emilia Vaccaro
Paladini A. Chronic Pain in the Elderly: The Case for New Therapeutic Strategies. Pain Physician 2015; 18:E863-E876 • ISSN 2150-1149
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