Dolore nel diabete mellito, frequente e non trattato in maniera adeguata

Dolore
La presenza del dolore in soggetti con diabete mellito è maggiore negli individui di sesso femminile, con una prevalenza del 60% rispetto al 38% dei soggetti di sesso maschile. Il picco massimo di prevalenza del dolore si raggiunge tra i 70 e i 79 anni ma non c’è una relazione tra dolore ed età. Questi importanti dati sono stati pubblicati sulla rivista Recenti Progressi in Medicina e presentati al 37° congresso dell’AISD, l’associazione italiana per lo studio del dolore a Stresa. Nel lavoro, gli autori hanno anche evidenziato che il 50% dei soggetti non riceve un soddisfacente beneficio dal trattamento.

Ad oggi numerosi studi hanno valutato il collegamento tra diabete mellito e dolore sia in termini di impatto sulla qualità della vita che di spesa sanitaria. Dai dati presenti in letteratura si evince che il dolore neuropatico ha una prevalenza del 16% nei soggetti diabetici e del 5% nei non diabetici e anche la gravità della malattia risulta maggiore nei diabetici; inoltre, il 39% di questi individui non riceve alcun trattamento per il dolore. Uno studio inglese ha anche evidenziato una maggior presenza di dolore nei soggetti con diabete di tipo 2 (35%, T2DM)) rispetto a quelli con la forma 1 (23%, T1DM).

Inoltre, la prevalenza di dolori muscoloscheletrici cronici è maggiore nei soggetti diabetici rispetto ai non diabetici. E’ stata anche trovata una relazione tra il numero dei tender point e i livelli di emoglobina glicata e anche con una maggior frequenza di fibromialgia nelle donne con diabete di tipo 2. C’è anche da evidenziare che i pazienti con dolore severo hanno maggiori difficoltà ad assumere la terapia e a svolgere esercizio fisico, questi ultimi sono i comportamenti corretti che vanno considerati nella prevenzione delle complicanze del diabete mellito

Lo studio in questione è stato realizzato da un gruppo di ricercatori italiani dell’Azienda Ospedaliera Universitaria di Terni, sotto la guida del Prof. Stefano Coaccioli e sotto gli auspici dell’associazione italiana per lo studio del dolore (AISD), della fondazione Paolo Procacci e del Lions international per Lions club di San Gemini-Terni dei Naharti.

L’obiettivo è stato quello di valutare la prevalenza e le caratteristiche del dolore nei soggetti affetti da diabete mellito (DM), l’approccio ed i risultati terapeutici oltre alla conoscenza della legge 38 del 15 marzo 2010.

A tal fine sono stati reclutati 462 soggetti con DM (242 (52.4%) uomini, 209 (42.5%) donne) [in 11 casi (5.1%) non è stata riportata l'indicazione del genere], così suddivisi: 62 (13.4%) con T1DM (37 uomini, 25 donne) e 400 (86.6%) con T2DM (224 uomini e 176 donne). L'età media dell’intero campione era pari a 65.2 anni e i pazienti sono stati reclutati presso l’Ambulatorio Diabetologico nell’Azienda Ospedaliera Universitaria di Terni, tra il 1 giugno e il 30 dicembre 2012.

A tutti i pazienti è stato presentato un questionario composto da 10 domande. La presenza di dolore è stata segnalata da 221 soggetti (48% del totale), nelle donne in particolare si raggiungeva il 60% con differenza altamente significativa tra donne e uomini (p<0.001). Nei soggetti con T1DM il dolore veniva segnalato nel 31% dei casi mentre in quelli con T2DM nel 50.5% dei casi con una differenza statisticamente significativa (p<0.01).
I risultati hanno mostrato che la presenza di dolore cronico è stata segnalata in 162 casi (35%) con una prevalenza significativamente maggiore (p<0.001) nelle donne (74%) rispetto agli uomini (46.4%); nei pazienti con T1DM la presenza di dolore cronico era segnalata nel 26%, in quelli con T2DM nel 37%. I soggetti in genere indicavano come sede del dolore cronico: nell’80% dei casi dolore di tipo articolare, nel 38% alla colonna e nel 18% ai muscoli. Il dolore veniva definito da 69 soggetti (43%) tipo “spillo”, da 55 (34%) come “morsa”, da 18 (11%) “peso”, da 28 (17%) “bruciore” e da 11 (7%) “scossa elettrica”.

Il Prof. Coaccioli, Direttore della Clinica Medica Generale e Terapia Medica - Università di Perugia, sede Terni, vicepresidente dell'Associazione Italiana per lo Studio del Dolore (AISD),  ha dichiarato a Pharmastar che: “Per quanto riguarda il dolore urente e a scosse elettriche provato dai pazienti diabetici, che si configura come un dolore neuropatico, è stato evidenziato un uso del pregabalin al di sotto dell’1%, quindi un trattamento non adeguato. Questo mancato trattamento del dolore riporta ad una mancata applicazione delle legge 38. Tra l’altro è inammissibile che non ci sia conoscenza della legge 38 tra i pazienti diabetici che sono dei grandi frequentatori degli Ospedali. Tale legge tra l’altro non è la prima che parla di ospedale senza dolore ma già nel 2001 la legge 149 descriveva nel dettaglio questa tipologia di ospedale, ma anche questa legge non è stata applicata altrimenti avremmo visto gli effetti prima della necessità di emettere la legge 38 nel 2010.”

L'entità del dolore cronico veniva definita moderata da 73 soggetti (45%), forte da 59 (36%), lieve da 15 (9%), fortissima da 5 (3%), moderata/forte da 1 (1%); il 6% non rispondeva alla domanda.

Per quanto concerne i farmaci per trattare tale dolore cronico: in 66 casi (41%) usavano anti-infiammatori non-steroidei (FANS), in 48 (30%) paracetamolo, in 5 (3%) glucocorticoidi, in 4 (2%) oppioidi deboli; 44 soggetti, pari al 27%, non assumevano terapia.
Come ha sottolineato il Prof. Coaccioli: I pazienti diabetici sono spesso ipertesi e, come abbiamo visto anche dalla nostra analisi, ricevono anti infiammatori non steroidei, di conseguenza sono esposti a maggiori rischi. I FANS, soprattutto COX2 negli ipertesi sono rischiosi, nei diabetici c’è già rischio renale, quindi, in questi individui tali farmaci sono anche qui rischiosi. Nei diabetici ipertesi, il rischio diventa elevatissimo.
La riduzione del dolore cronico risultava consistente in 59 casi (50%), scarsa in 43 casi (36%), molto scarsa in 15 casi (13%) ed in 1 caso (1%) la remissione risultava completa.

Solo l’8% degli intervistati conoscevano anche se sommariamente le legge 38 del 2000.
In conclusione, lo studio ha dimostrato, come hanno sottolineato gli stessi autori, la significativa associazione tra DM e dolore cronico, particolarmente nel genere femminile, la rilevanza clinica del dolore, l’inadeguatezza della terapia e la scarsa conoscenza della legge 38 e, più in generale, sul tema dolore.

Emilia Vaccaro

Coaccioli S. et al. Dolore e diabete mellito: studio osservazionale quali-quantitativo. Rec Progr Med 2014;105(4):155-158

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Giorgio Celi, Francesco Masia, Ilenia Grandone*, Giuseppe Fatati* e Stefano Coaccioli
EPIDEMIOLOGIA E CARATTERISTICHE CLINICHE DEL DOLORE NEL DIABETE MELLITO. 37° Congresso Nazionale AISD - Stresa, 22-24 maggio 2014
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