Dolore nel paziente oncologico, principali fattori che influiscono sulla gestione ottimale

Dolore
Il dolore nei pazienti oncologici ambulatoriali con tumori solidi è complesso e dinamico e un'adeguata gestione del dolore richiede un costante monitoraggio e intervento terapeutico in caso di necessità. E’ quanto sottolineato da un recente articolo pubblicato sulla rivista Journal of Clinical Oncology in cui è emerso anche che alla base del peggioramento del dolore ci sono un’inadeguata gestione dello stesso, la severità al basale, caratteristiche demografiche e specifiche della malattia.

La Eastern Cooperative Oncology Group (ECOG) ha condotto uno studio multicentrico per valutare i cambiamenti della severità del dolore nel tempo e per analizzare i fattori associati a questi cambiamenti.

Sono stati considerati pazienti oncologici ambulatoriali reclutati in 38 centri (6 accademici e 32 comunità). I pazienti sono stati valutati attraverso la scala MDASI (M. D. Anderson Symptom Inventory),alla visita di valutazione iniziale e di nuovo dopo 4-5 settimane alla visita di follow-up.

La scala MDASI serve, in generale, per rilevare la presenza e l’intensità dei più comuni eventi avversi dei pazienti con cancro.
I partecipanti sono stati invitati a valutare la loro esperienza di dolore nelle 24 ore precedenti il primo incontro, su una scala da 0 a 10 (valori da 1 a 3 sono stati considerati lievi, da 4 a 5 moderato e grave da 6 a 10).

Cambiamenti di almeno due punti sulla scala MDASI sono stati considerati clinicamente significativi.
I tumori solidi rappresentati in questo studio sono stati mammella (49.7%), colon-retto (23.6%), prostata (10.3%) e polmone (16.4%).
il Dr. Fengmin Zhao del Dana-Farber Cancer Institute di Boston, e i co-autori hanno confrontato la gravità del dolore alle due visite . Dei 2.761 pazienti che hanno completato le due indagini, 1.298 (47.0%) ha descritto qualche dolore alla visita iniziale. In particolare, il 23.5% dei pazienti ha dichiarato di provare dolore di  lieve intensità, il 10.3% aveva dolore moderato e il 13.2% di provare dolore forte.

Al follow-up, il 32.2% dei pazienti che aveva segnalato un iniziale dolore forte ha dichiarato di provare un dolore meno intenso, il 19.6% aveva avuto un peggioramento del dolore e il 48.2% aveva mantenuto la stessa intensità di dolore.
Nei pazienti che non avevano alcun dolore alla visita iniziale (n=1.463; 53%), al follow up il 19.5% aveva dolore lieve, il 4.9% aveva dolore moderato e il 4.0% provavo dolore forte.

Gli autori hanno riscontrato che il 54.9% dei pazienti ha mostrato un'adeguata gestione del dolore in entrambe le visite; l’11.4% dei pazienti mostrava una buona gestione del dolore al momento dell'arruolamento, ma si sono dimostrati sotto-trattati alla visita di follow-up; il 10.2% dei pazienti mostrava di essere sotto-trattato alla visita iniziale, ma la gestione del dolore risultava adeguata al follow-up, l’11.7% dei pazienti mostrava di essere sotto-trattato ad entrambe le visite (un ulteriore 11.8% aveva dati mancanti per una o più visite).

I pazienti che avevano descritto un forte dolore alla visita iniziale sono stati esclusi da questa analisi (un punteggio del dolore di 10 non può aumentare di 2), così come i pazienti che non avevano completato la valutazione.
Dei pazienti che avevano descritto di non provare dolore alla visita iniziale, il 28.4% aveva dolore (8.9% moderato o grave) alla valutazione di follow-up.
Giovane età, etnia ispanica, disoccupazione, grave costipazione, effetti avversi dei farmaci di trattamento e tipologia di cure ricevute sono stati tra i fattori che hanno influenzato i livelli di dolore segnalato.

In particolare, l'analisi ha rivelato che la gestione inadeguata del dolore, livelli più bassi di dolore al basale, l'età più giovane e lo stato di salute più “povero” erano tutti significativamente associati a un aumento del dolore nelle autovalutazioni.

In conclusione, gli autori  raccomandano frequenti valutazioni del dolore nel setting ambulatoriale in modo da poter modulare il relativo trattamento; questo perché come gli stessi autori sottolineano:  "Il dolore in questa tipologia di pazienti non è solo diffuso, ma anche persistente e dinamico".

Emilia Vaccaro

Zhao F. et al. Determinants of pain severity changes in ambulatory patients with cancer: an analysis from Eastern Cooperative Oncology Group trial E2Z02. J Clin Oncol. 2014 Feb 1;32(4):312-9. doi: 10.1200/JCO.2013.50.6071

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