Dolore

Dolore postoperatorio, controllo non sempre ottimale con le nuove linee guida sulla prescrizione in dimissione

Anche se linee guida progettate per ridurre l'eccessiva prescrizione di compresse di oppioidi alla dimissione dei pazienti chirurgici hanno di fatto avuto successo nel limitare l'uso di questi farmaci, in un gruppo di soggetti sono aumentate le segnalazioni di un insoddisfacente controllo del dolore post-operatorio, secondo quanto emerso da uno studio presentato al congresso virtuale dell'American College of Surgeons (ACS) 2020.

Anche se linee guida progettate per ridurre l’eccessiva prescrizione di compresse di oppioidi alla dimissione dei pazienti chirurgici hanno di fatto avuto successo nel limitare l’uso di questi farmaci, in un gruppo di soggetti sono aumentate le segnalazioni di un insoddisfacente controllo del dolore post-operatorio, secondo quanto emerso da uno studio presentato al congresso virtuale dell’American College of Surgeons (ACS) 2020.

«Le linee guida per la prescrizione di oppioidi basate sull'evidenza hanno ridotto con successo la prescrizione di questi farmaci», ha affermato Cornelius Thiels, chirurgo oncologo presso il Memorial Sloan Kettering Cancer Center di New York e ricercatore presso la Mayo Clinic di Rochester, in Minnesota, dove è stato condotto lo studio. «Tuttavia rimane un sottogruppo di pazienti il ​​cui dolore potrebbe non essere gestito in modo ottimale».

Verifica delle nuove linee guide per gli antidolorifici in dimissione
In uno studio precedente, il team guidato da Thiels aveva stimato che fino al 62% degli oppioidi prescritti dopo gli interventi chirurgici non era stato utilizzato, il che equivaleva a oltre 1 milione di compresse per istituto ogni anno. Sulla base di questi dati la Mayo Clinic di Rochester ha stilato delle linee guida per la prescrizione basate sull'evidenza.

Per valutare gli effetti del protocollo, i ricercatori hanno analizzato i dati di pazienti sottoposti a chirurgia generale elettiva e sono stati intervistati dopo un tempo mediano di 26 giorni dalla dimissione dalla Mayo Clinic, prima e dopo l'implementazione delle linee guida.

Tutti i pazienti erano naïve agli oppioidi prima delle procedure. Di questi, 603 erano stati sottoposti a un intervento prima dell'attuazione delle linee guida, mentre 138 avevano subito un’operazione dopo le stesse. Non sono state osservate differenze significative tra i gruppi in termini di età, sesso, razza e diagnosi di ansia o depressione.

Prima delle linee guida, i pazienti usavano oppioidi per un tempo mediano di 3,0 giorni dopo l'intervento. Dopo l'implementazione il tempo è aumentato a 4,0 giorni nel gruppo trattato (p=0,007), ma non è stata rilevata una crescita significativa nel numero di nuove prescrizioni, ha osservato Thiels.

Il controllo del dolore riportato dal paziente dopo la dimissione era migliore prima dell'implementazione delle linee guida rispetto a dopo (9 vs 8 punti, in una scala 0-10 dove un punteggio inferiore rappresenta un controllo del dolore peggiore, p=0,002).

Anche se la maggior parte dei pazienti ha riferito di essere molto/piuttosto soddisfatta del controllo del dolore in entrambi i periodi (93,3% prima delle linee guida vs 87,7% dopo le linee guida), il numero di quelli molto/piuttosto insoddisfatti del controllo del dolore dopo l’adozione delle nuove procedure è più che raddoppiato (4,2% vs 9,4%, p=0,04).

Dopo le linee guida la percentuale di pazienti che lamentavano una insufficiente prescrizione di farmaci alla dimissione è aumentato dal 4,9% al 12,5% (p=0,002). Di contro, i soggetti in questo gruppo che hanno indicato di ricevuto un’eccessiva prescrizione di farmaci alla dimissione è diminuito dal 33,8% al 20,8% (p=0,002).

Meno oppiacei, ma senza far soffrire i pazienti
Le nuove linee guida per la gestione del dolore postchirurgico suggeriscono un approccio multimodale di controllo del dolore che combina l'uso di oppioidi e altre categorie di antidolorifici, come ibuprofene, naprossene e paracetamolo.

«L'obiettivo è prescrivere ai pazienti la quantità più adeguata di farmaci, in modo da limitare il numero di oppioidi inutilizzati nella nostra comunità, assicurandoci però di non esagerare e lasciare i pazienti doloranti» ha affermato Thiels. «Le persone tornano a casa prima, e questo è fantastico, ma dobbiamo assicurarci che il loro dolore sia ben controllato una volta che hanno lasciato l'ospedale, oltre a bilanciare la terapia per evitare il rischio di dipendenza da oppiacei».

Il passo successivo sarà determinare come identificare al meglio i pazienti che potrebbero avere punteggi di dolore più bassi dopo la dimissione e quindi necessitare di una proscrizione ridotta di farmaci oppiacei, ha osservato. «La risposta giusta potrebbe essere di usare più farmaci non oppioidi, una migliore educazione del paziente e la definizione delle aspettative. In alcuni casi i pazienti potrebbero effettivamente necessitare di più oppioidi, ma questo è accettabile perché è giusto assicurare a tutti un controllo adeguato del dolore dopo l'intervento chirurgico» ha concluso.

Bibliografia

Finding the Balance between Reduced Opioid Prescribing and Patient-Reported Pain Management among General Surgery Patients. Scientific Forum Session. Presented at American College of Surgeons Clinical Congress 2020, October 3-7, 2020.


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