Dolore trigeminale, in caso di sclerosi multipla si manifesta prima degli altri sintomiá

Dolore

Il dolore trigeminale nei pazienti affetti da sclerosi multipla inizierebbe a manifestarsi prima della comparsa dei sintomi motori della patologia. ╚ quanto evidenzia un importante lavoro dei ricercatori dell'UniversitÓ Statale di Milano che hanno approfondito lo studio dei meccanismi alla base dell'insorgenza di tale dolore. Lo studio Ŕ stato pubblicato su Brain, Behavior and Immunity.

Il dolore trigeminale nei pazienti affetti da sclerosi multipla inizierebbe a manifestarsi prima della comparsa dei sintomi motori della patologia. È quanto evidenzia un importante lavoro dei ricercatori dell’Università Statale di Milano che hanno approfondito lo studio dei meccanismi alla base dell’insorgenza di tale dolore. Lo studio è stato pubblicato su Brain, Behavior and Immunity.

Il dolore è presente in oltre il 50% delle persone con sclerosi multipla, ed ha un notevole impatto sulla qualità di vita.
Le sindromi dolorose possono essere suddivise in: neuropatiche, nocicettive somato-sensoriali, psicogene e altro come cefalea e fenomeni parossistici.

Il dolore neuropatico trigeminale è il tipo di dolore acuto più comune nelle persone con sclerosi multipla. È presente nel 2-4% dei casi di SM, ha distribuzione radicolare ed è parossistico, a insorgenza acuta. La sintomatologia è tipicamente descritta come dolore di brevissima durata, a scossa elettrica, distribuito a carico di una o più branche trigeminali, di solito unilaterale, scatenato da stimoli cutanei portati in aree del volto definite punti trigger (grilletto).

Come riportato sul sito dellìAISM, i farmaci più impiegati appartengono alla categoria degli antiepilettici e tra questi la carbamazepina è il più impiegato. In caso di inefficacia altri farmaci con fenitoina, gabapentin, lamotrigina e misoprostolo sono stati provati con discreti risultati.
I farmaci non sempre sono efficaci e, al di là dell’opzione chirurgica, ci sono ancora pochi dati in letteratura che permettono di capire quali sono i meccanismi molecolari e cellulari che conducono allo sviluppo di dolore trigeminale nella SM.

La nevralgia del trigemino è spesso un sintomo precoce della sclerosi multipla (SM) e generalmente non è correlata alla gravità della malattia. Pertanto, è attualmente in discussione se sia innescato semplicemente dalla demielinizzazione in specifiche aree del sistema nervoso centrale.

Gli obiettivi di questo studio erano di monitorare lo sviluppo del dolore trigeminale spontaneo in un modello animale di sclerosi multipla recidivante-remittente e di analizzare: i) cellule gliali, in particolare astrociti e microglia nel sistema nervoso centrale e cellule gliali satelliti nel ganglio trigemino e ii) cambiamenti metabolici nel sistema trigemino.

è stato dimostrato che i sintomi di dolore trigeminale iniziano a manifestarsi entro un paio di giorni dall’induzione della patologia, ben prima della comparsa dei sintomi motori della SM che compaiono intorno ai giorni 8-11, in analogia con quanto si osserva in alcuni pazienti.

Inoltre, è stato osservato che il dolore trigeminale peggiora costantemente durante il progredire della malattia, anche durante la fase di remissione dei sintomi motori; questo suggerisce che esistano meccanismi diversi che controllano in parallelo lo sviluppo del dolore e la progressione della SM.

L’Encefalomielite Autoimmune Sperimentale (EAE) è il modello di SM in grado di riprodurre i principali aspetti neuroimmunologici e istopatologici della malattia. L’induzione di EAE nel ratto Dark Agouti (DA) dà origine ad una patologia con decorso cronico, caratterizzata dal raggiungimento di un Riassunto e scopo del lavoro II picco clinico a cui seguono fasi di remissione e riacutizzazione di malattia. L’EAE indotta nel ratto DA rappresenta quindi il modello sperimentale più adeguato allo studio della forma Recidivante-Remittente della SM (SM-RR).

L'iniezione sottocutanea di un frammento di proteina MOG (1-125) ricombinante nei ratti maschi di Dark Agouti ha portato allo sviluppo di EAE recidivante-remittente, con un primo picco dopo 13 giorni, una fase di remissione dal giorno 16 e un secondo picco dal giorno 21.

Interessante, l'allodinia orofacciale si è sviluppata dal primo giorno post iniezione, cioè molto prima dell'inizio di EAE, ed è peggiorata nel tempo, indipendentemente dalla fase della malattia.

È stata osservata l'attivazione delle cellule gliali sia nei gangli del trigemino che nel tronco encefalico, senza segni di demielinizzazione in quest'ultimo tessuto, insieme ad alterazioni metaboliche del ganglio del trigemino.

Questi ultimi in tal modo diventano dei possibili bersagli cellulari per lo sviluppo di nuovi farmaci.

Come concludono i ricercatori: “I nostri dati mostrano, per la prima volta, lo sviluppo spontaneo della sensibilizzazione trigeminale prima dell'insorgenza di EAE recidivante-remittente nei ratti. Inoltre, il dolore viene mantenuto elevato durante tutte le fasi della malattia, suggerendo l'esistenza di meccanismi paralleli che controllano i sintomi motori e il dolore orofacciale, probabilmente coinvolgendo l'attivazione delle cellule gliali e alterazioni metaboliche che possono contribuire a innescare la sensibilizzazione dei neuroni sensoriali”.

Magni G. et al., Glial cell activation and altered metabolic profile in the spinal-trigeminal axis in a rat model of multiple sclerosis associated with the development of trigeminal sensitization. Brain, Behavior, and Immunity

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