Endpoint centrati, tanezumab efficace nel dolore da osteoartrosi. Per la sicurezza servono altri dati

L'anticorpo monoclonale umanizzato sperimentale, tanezumab, ha consentito un miglioramento statisticamente significativo del dolore, della funzione fisica e complessivamente della malattia in pazienti con osteoartrosi (OA) rispetto ai pazienti trattati con placebo. Questi dati derivano da uno studio di Fase 3 della durata di 16 settimane in cui il l'anticorpo è stato somministrato in due dosi sottocutanee consecutive intervallate da 8 settimane e sono stati annunciati dalle due aziende che si occupano dello sviluppo del farmaco, Pfizer ed Eli Lilly.

L’anticorpo monoclonale umanizzato sperimentale, tanezumab, ha consentito un miglioramento statisticamente significativo del dolore, della funzione fisica e complessivamente della malattia in pazienti con osteoartrosi (OA) rispetto ai pazienti trattati con placebo.

Questi dati derivano da uno studio di Fase 3 della durata di 16 settimane in cui il l’anticorpo è stato somministrato in due dosi sottocutanee consecutive intervallate da 8 settimane e sono stati annunciati dalle due aziende che si occupano dello sviluppo del farmaco, Pfizer ed Eli Lilly.

Tanezumab fa parte di una classe sperimentale di farmaci per il dolore noti come inibitori del fattore di crescita nervoso (NGF),  in fase di valutazione per il trattamento del dolore da OA oltre che per la lombalgia cronica (CLBP) e il dolore oncologico (a causa di metastasi ossee).

Si tratta di un anticorpo monoclonale umanizzato, sperimentale, un potenziale trattamento di prima linea, non oppioide e che agisce mirando selettivamente. I livelli di NGF aumentano nel corpo a causa di lesioni, infiammazioni o stati di dolore cronico. Tanezumab si lega all’NGF, inibendolo; in tal modo tanezumab può aiutare a bloccare i segnali del dolore prodotti da muscoli, pelle e organi in modo che non raggiungano il midollo spinale e il cervello.

Tanezumab ha un nuovo meccanismo che agisce in modo diverso rispetto agli oppioidi e ad altri analgesici, compresi i farmaci anti-infiammatori non steroidei (FANS), e negli studi fino ad oggi il tanezumab non ha dimostrato un rischio di dipendenza o abuso.

Nel 2013, Pfizer e Lilly avevano stipulato un accordo di co-sviluppo e co-commercializzazione a livello mondiale per lo sviluppo del tanezumab. Tale programma di sviluppo clinico globale di fase 3 è attualmente in corso e comprende sei studi su circa 7000 pazienti con osteoartrite, lombalgia cronica e dolore da cancro.

Lo studio in questione, di fase 3, multicentrico, randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo, a 16 settimane, in parallelo, ha valutato l'efficacia e la sicurezza della somministrazione sottocutanea di tanezumab rispetto al placebo in pazienti con OA di ginocchio o anca.

Lo studio ha incluso un periodo di follow-up di sicurezza di 24 settimane; sono stati arruolati pazienti con dolore da OA moderato-severo che aveva sperimentato una riduzione del dolore inadeguata con altre opzioni di trattamento per il dolore.

Questo painkiller è uno dei numerosi potenti antidolorifici che erano già nella clinica 8 anni fa, poi improvvisamente sono stati accantonati per alcuni anni mentre i ricercatori erano alle prese con problemi di sicurezza inaspettati. E ora che la crisi degli oppioidi sta conquistando le prime pagine di tutto il mondo le aspettative per questo farmaco sono nuovamente alte.

Studi interrotti e poi ripresi
Già nel 2010 il tanezumab era considerato una delle maggiori promesse nella pipeline del settore. Alcuni analisti avevano stimato che l'intera classe di farmaci anti-NGF avesse un valore potenziale di 11 miliardi di dollari.

Negli studi clinici precedenti condotti in oltre 11.000 pazienti, tanezumab aveva dimostrato un’efficacia clinicamente significativa rispetto al placebo e altri antidolorifici comunemente utilizzati.

I trial su questo farmaco e altri della stessa classe (fulranumab, sviluppato da Johnson & Johnson, e REGN475 sviluppato congiuntamente dalla biotech Regeneron e dal partner Sanofi) furono però interrotti una prima volta nel giugno del 2010 dopo che in uno studio condotto con tanezumab in pazienti con artrosi si verificarono gravi danni alle articolazioni tali da rendere necessaria la protesizzazione d'anca.

Si era ipotizzato che il suo notevole effetto analgesico potrebbe aver indotto i soggetti che soffrono di questa patologia a svolgere attività non adatte alle proprie condizioni, accelerando così il decorso della malattia e peggiorando il danno articolare. E' un'iptesi però tutta da confermare.

Sicurezza sembra buona, ma andrà confermata
Dati preliminari di sicurezza derivanti da questo nuovo studio appena annunciato hanno invece mostrato che il tanezumab è generalmente ben tollerato, con solo l'1% dei pazienti che ha interrotto il trattamento a causa di eventi avversi.

Nell'1,5% dei pazienti trattati con tanezumab è stata osservata un'artrosi rapidamente progressiva, non osservata nel braccio placebo. Si tratta di un segnale di sicurezza che andrà meglio definito dagli studi ancora in corso. Non ci sono stati eventi di osteonecrosi e non sono stati identificati nuovi segnali di sicurezza.

Fast Track da parte dell'Fda
Nel giugno 2017, Pfizer e Lilly hanno annunciato la designazione Fast Track da parte della Food and Drug Administration (FDA) statunitense per questa molecola nel trattamento del dolore da OA e CLBP. Tanezumab è il primo inibitore di NGF a ricevere la designazione Fast Track, processo progettato per facilitare lo sviluppo e accelerare la revisione di nuove terapie che trattano condizioni gravi e soddisfano esigenze mediche insoddisfatte.

Passi successivi dello sviluppo
Nell'autunno sono attesi i dati a 52 settimane di uno studio di fase III su 3mila pazienti. Allora sapremo qual'è il reale potenziale clinico e sarà anche possibile avere un'idea più chiara del profilo di sicurezza del prodotto.

Commentando la notizia di oggi, Louis Chen analista della società Cantor Fitzgerald, ha dichiarato: "le preoccupazioni per la sicurezza sono state un peso sull'opportunità del tanezumab. A nostro avviso, i dati odierni dovrebbero alleviare alcune di queste preoccupazioni".

Tuttavia, Umer Raffat analista di EvercoreISI ha suggerito che sono ancora necessarie maggiori informazioni sull'osteoartrosi progressiva osservata in alcuni pazienti, con un follow-up più lungo "prima di essere più definitivi" sulla sicurezza del tanezumab. Le vendite del farmaco, se approvate, dovrebbero raggiungere 283 milioni di dollari per Pfizer entro il 2020, un livello non certo da blockbuster.

Tuttavia, Umer Raffat analista di EvercoreISI ha suggerito che sono ancora necessarie maggiori informazioni sull'osteoartrosi progressiva osservata in alcuni pazienti, con un follow-up più lungo "prima di essere più definitivi" sulla sicurezza del tanezumab. Le vendite del farmaco, se approvate, dovrebbero raggiungere 283 milioni di dollari per Pfizer entro il 2020, un livello non certo da blockbuster.