L'uso di aspirina e di farmaci antinfiammatori non steroidei (Fans) può ridurre il rischio di esofago di Barrett e di adenocarcinoma esofageo. Questo risultato, già riportato in altri studi presenti in letteratura, è stato analizzato nel dettaglio da uno studio pubblicato sulla rivista Digestive Diseases and Sciences in cui gli autori sottolineano che l’uso regolare di questi farmaci agisce soprattutto sulle persone con sintomi da reflusso gastroesofageo con implicazioni per la chemioprevenzione, grazie a eventi che si verificano prima dello sviluppo dell’esofago di Barrett.

L’incidenza di adenocarcinoma esofageo è aumentata di 6 volte nelle ultime quattro decadi; l’unico precursore di questo carcinoma è la comparsa dell’esofago di Barrett,. L’identificazione di fattori di rischio modificabili e misure preventive per questa patologia potrebbe diminuire le morti per cancro. Diversi studi epidemiologici hanno suggerito un’associazione inversa tra uso di aspirina e Fans e rischio di adenocarcinoma esofageo. Ma temporalmente, quando agiscono questi agenti nella trasformazione da normale mucosa a esofago di Barrett fino ad adenocarcinoma esofageo?

L'obiettivo di questo studio è stato proprio quello di valutare l'associazione tra aspirina e uso di Fans e l'esofago di Barrett in uno studio caso-controllo all'interno di un’ampia popolazione.
La popolazione è stata selezionata all'interno del Kaiser Permanente Northern California (KPNC). I casi selezionati avevano avuto una nuova diagnosi di esofago di Barrett tra ottobre 2002 e settembre 2005; i controlli erano membri del KPNC senza una diagnosi di esofago di Barrett.

I partecipanti hanno compilato un questionario relativo ai sintomi della GERD e ai trattamenti utilizzati fino al momento dell’arruolamento nello studio. Hanno poi risposto alle domande relative al loro utilizzo di Fans ed aspirina.

I risultati hanno mostrato che i soggetti con esofago di Barrett utilizzavano meno l'aspirina rispetto ai controlli  [odds ratio (OR) 0.59, 95% intervallo di confidenza (CI) 0.39-0.87]; è stata trovata una forte associazione inversa tra uso di aspirina e/o Fans e soggetti (casi e controlli) con sintomi da reflusso (OR 0.49, 95% CI 0.32-0.75; valore di interazione  p=0.004). Associazioni simili sono state trovate con l’uso combinato di aspirina e/o Fans  (OR 0.53, 95% CI 0.35-0.81), anche se Fans utilizzati da soli non era significativamente associati con esofago di Barrett (OR 0.74, 95% CI 0.47-1.16). La differenza di risposta osservata usando aspirina o Fans fa ipotizzare a una possibile differenza tra queste due classi di farmaci

Gli autori ipotizzano che in questo collegamento possa essere coinvolta l’inibizione differenziata tra ciclossigenasi 1 e 2 oppure differenze nelle modificazioni che coinvolgono altri patway coinvoti ad esempio nella crescita cellulare, nell’apoptosi o nell’angiogenesi.
Per ora sono tutte ipotesi, ma l’esatta identificazione di come e dove l’aspirina e i Fans possono influenzare il patway neoplastico è critico per il giusto tempo in cui esplicare l’azione protettiva.

La forza dell'associazione è stato più alta tra le persone con uso a dose più alta e per un tempo più lungo nell’assunzione dei farmaci.
L’associazione tra assunzione di aspirina ed esofago di Barrett era molto più forte nelle persone con anticorpi negativi per l’H. pylori (OR 0.54, 95 % CI 0.35–0.84) rispetto a quelli con anticorpi positivi OR 0.82, 95 %CI 0.30–2.23; p value interaction = 0.004).Nessuna associazione è stata vista tra H. pylori e uso di Fans.

In conclusione, l'uso regolare di aspirina o FANS è stato associato ad un ridotto rischio di esofago di Barrett, in particolare tra le persone con sintomi da reflusso gastroesofageo. Questi risultati hanno implicazioni per la chemioprevenzione ma servono ulteriori studi per indagare meglio a che livello si esplica questa azione protettiva.

Emilia Vaccaro


Schneider JL et al. Aspirin and Nonsteroidal Anti-Inflammatory Drug Use and the Risk of Barrett's Esophagus. Dig Dis Sci. 2014 Sep 12.
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