Farmaci a base di cannabinoidi, anche il Consiglio della Puglia dice "sì"

Dolore
Il Consiglio regionale della Puglia ha deciso all’unanimità di dare il via libera alla cannabis a uso terapeutico negli ospedali della Regione. Ora la giunta regionale dovrà emanare gli indirizzi attuativi della legge, ma, assicura l'assessore alla sanità, Elena Gentile, il primo passaggio avverrà in una settimana e l'approvazione definitiva in un mese.

La Puglia si aggiunge così alle altre regioni che hanno già regolamentato l’utilizzo di cannabinoidi a fini terapeutici quali Marche, Toscana, Liguria, Veneto e Friuli Venezia Giulia.

Il Consiglio regionale ha approvato con consenso unanime la proposta di legge che stabilisce le “modalità di erogazione dei farmaci e dei preparati galenici magistrali a base di cannabinoidi per finalità terapeutiche”. Il testo  disciplina in modo più puntuale la modalità di prescrizione e di uso del farmaco a partire dal piano terapeutico predisposto dal medico specialista del servizio sanitario regionale.

La legge, che permette l’uso di farmaci a base di cannabis per la cura palliativa del dolore e di altre forme di disabilità fisica e mentale, è composta da sette articoli e prevede anche la possibilità di una somministrazione extra-ospedaliera. Questo trattamento, infatti, potrà essere esercitato sia nell’ambito ospedaliero pubblico, sia in ambito privato accreditato e sia in ambito domiciliare.
Il prossimo sarà quello di chiedere al ministero l'autorizzazione per la coltivazione e lavorazione, a fini sperimentali. Non prima però di aver costituito un partenariato con le facoltà di Chimica, Agraria e Medicina.

“L'approvazione della legge, spiega Elena Gentile, ha anche lo scopo di porre a livello nazionale il tema dell'uso dei cannabinoidi in un regime meno proibizionistico e anche quello di consentire un accesso al farmaco più agevole e meno costoso”.

Attualmente, l'unico farmaco a base di cannabis disponibile è prodotto in Olanda e distribuito in Italia in esclusiva da un solo rivenditore. Questo significa che i costi sono elevatissimi. "Si capisce così, spiega ancora Gentile, che molti malati sono spinti verso il mercato illegale".

Per questo motivo, la Regione sta costruendo un partenariato con le facoltà universitarie di Medicina, Agraria, Chimica e Farmacologia per chiedere al ministero l'autorizzazione alla coltivazione e alla lavorazione della cannabis a fini sperimentali.

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