Federazione Cure Palliative, i progetti della nuova presidente Stefania Bastianello

Lo scorso 25 maggio la dr.ssa Stefania Bastianello ha preso le redini della Federazione Cure Palliative (FCP); ingegnere di formazione ma con una lunga esperienza nel settore delle cure palliative, subentra alla lunga presidenza del dr Luca Moroni, ben 8 anni di guida della FCP, con tante nuove idee da sviluppare. Ci siamo fatti raccontare dalla nuova presidente quali saranno i progetti principali e gli obiettivi che cercherà di raggiungere nei due anni di mandato.

Lo scorso 25 maggio la dr.ssa Stefania Bastianello ha preso le redini della Federazione Cure Palliative (FCP); ingegnere di formazione ma con una lunga esperienza nel settore delle cure palliative, subentra alla lunga presidenza del dr Luca Moroni, ben 8 anni di guida della FCP, con tante nuove idee da sviluppare. Ci siamo fatti raccontare dalla nuova presidente quali saranno i progetti principali e gli obiettivi che cercherà di raggiungere nei due anni di mandato.

In Italia ci sono oltre 250.000 malati che ogni anno muoiono a causa di malattie inguaribili. FCP onlus da sempre ha a cuore queste persone e i loro familiari strutturando e sviluppando progetti che vanno dalla cura, all’assistenza socio sanitaria senza trascurare formazione e informazione.

Dottoressa lei conosce bene il settore delle cure palliative (CP) essendo in AISLA (Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica) da 10 anni ma coinvolta in queste problematiche da ben 25 anni. Quanto sono sviluppate le CP nel nostro Paese e quanto c’è ancora da fare?

C’è ancora tanto da fare soprattutto dal punto di vista della palliazione per il paziente non oncologico, basti considerare che nel mondo il bisogno di ricorso a queste cure riguarda per il 40% i pazienti oncologici e per il 60% i non oncologici.
Inoltre, lungo lo stivale lo sviluppo delle CP è molto a macchia di leopardo.
L’ultimo rapporto ISTAT sui dati di crescita della popolazione anziana e malata parlano di una triplicazione delle demenze nei prossimi vent’anni; avremo un mondo di malati cronici con grandi disabilità e di conseguenza un grande bisogno di cure palliative.
Alcune malattie come le demenze, gli scompensi d’organo, la Bpco, problematiche cardiovascolare sono al momento non accolti in cure palliative.

Qual è l’obiettivo principale che si pone nel suo mandato?
Innanzitutto traghettare la Federazione attraverso la riforma del terzo settore. Ce ne siamo occupati ampliamente nel consiglio direttivo precedente, in cui ero consigliere, realizzando anche degli eventi itineranti in Italia raggruppando le varie associazioni.

La riforma del terzo settore coinvolgerà pesantemente tutte le associazioni che decideranno di aderire al registro unico quindi decadrà il concetto di onlus. Ci saranno dei cambiamenti molto importanti anche sulla Federazione, essendo un’organizzazione di secondo livello.
Questo è un focus primario anche perché il terzo settore in questo momento sta assumendo una grande importanza.

Quali progetti svilupperete o continuerete a sviluppare quest’anno?
Quest’anno continueremo con gli incontri regionali di sensibilizzazione che abbiamo avviato, saranno oggetto di discussione nel prossimo incontro del direttivo in cui cercheremo di fare un programma per il resto dell’anno ma anche un programma di sviluppo a medio termine.

Negli ultimi tempi si è parlato molto del fine vita ed è stata approvata all’inizio di quest’anno la legge sul Biotestamento. Qual è la sua opinione su questa legge?
Le legge sul fine vita l’abbiamo accolta con grande gioia ma alla stesso tempo riteniamo che sia una legge con molti spazi grigi. Noi ci occupiamo di cure palliative e, quindi, di persone con una patologia inguaribile per cui non ci interessa molto l’art 4 che riguarda il cittadino sano, ma sicuramente l’art 5 cioè la pianificazione condivisa delle cure per persone malate inguaribili e che hanno bisogno di un percorso di comunicazione, di affiancamento, di processo condiviso di quelle che saranno le loro scelte nel futuro quando potrebbe istaurarsi la capacità di non decidere.

Questo è uno dei punti su cui vorrei lavorare molto in futuro.

Ci saranno dei cambiamenti all’interno della Federazione con la sua presidenza?
Io credo che la federazione sia cresciuta tantissimo e l’ex presidente Moroni è stato la cartina al tornasole di questa crescita compiendo dei passaggi importantissimi ma FCP onlus è, e probabilmente continuerà a rimanere, molto eterogenea cioè con piccole e grandi associazioni, geolocalizzazioni molto differenti (quindi cultura molto differente). Mi piacerebbe molto valorizzare questa diversità che allo stesso tempo è anche una grande ricchezza.