Uno studio danese pubblicato sulla rivista Annals of Emergency Medicine ha documentato la sicurezza e l’efficacia della somministrazione extra-ospedaliera di fentanile intranasale da parte del personale sanitario delle ambulanze. Quasi il 79% dei soggetti partecipanti allo studio, infatti, ha riportato riduzioni clinicamente rilevanti dei punteggi relativi al dolore percepito.
Tale modalità di somministrazione potrebbe risolvere i problemi di somministrazione di trattamenti analgesici a livello extra-ospedaliero per impedimenti al trattamento endovena di varia natura (accidentali o da abilità insufficienti alla somministrazione di oppioidi endovena).

Obiettivo del nuovo studio è stato quello di valutare il profilo di sicurezza e gli effetti analgesici di fentanile intranasale in somministrazione extra-ospedaliera da parte del personale sanitario delle ambulanze. A tal scopo sono stati considerati 903 pazienti di età uguale o superiore agli 8 anni cin dolore di entità severa a causa di condizioni ortopediche, di dolore addominale o di sindrome coronarica acuta non responsiva a spray di nitroglicerina.

Conditio sine qua non per la somministrazione intranasale di fentanile era l’approvazione al trattamento da parte di un medico, comunicata al personale dell’ambulanza, mentre la conoscenza di intolleranza agli oppioidi costituiva motivo di esclusione dallo studio. I pazienti reclutati totalizzavano un punteggio uguale a 15 sulla Glasgow Coma Scale (stato piena coscienza), avevano una frequenza respiratoria uguale o maggiore di 10 atti/minuto, e non erano affetti da epistassi o trauma nasale.

La somministrazione di fentanile era effettuata in una narice alla dose di 50 o 100 mcg. La dose inferiore era somministrata ai pazienti pediatrici (<18 anni) e agli anziani (>65 anni), come pure ai soggetti affetti da BPCO (malattia cronico ostruttiva polmonare) o ai soggetti indeboliti o malnutriti. Alle dosi iniziali potevano seguire 1-2 dosi aggiuntive dopo rispettivamente, periodi di 10 e di 25 minuti.
Il personale paramedico, inoltre, registrava la natura della condizione dolorosa e un punteggio numerico compreso da 0 a 10 per esprimere l’intensità del dolore riferito dal paziente prima e dopo somministrazione di fentanile.

Il punteggio mediano iniziale relativo al dolore percepito era pari a 8, mentre la riduzione mediana del dolore percepito dopo somministrazione del farmaco è stata pari a 3 (range: 2-5).
Sono stati  documentati alcuni eventi avversi a seguito del trattamento, quail ipotensione, nausea, emesi, riduzione dello stato di coscienza, vertigini, asthenia, peggioramento del dolore addominale e rash. Nessuno di questi eventi, tuttavia, è stato di entità seria al punto tale da interrompere il trattamento.
La riduzione media della  frequenza respiratoria è stata pari a 1,2 atti/ minuto e in nessun paziente è stata riscontrata una frequenza respiratoria inferiore agli 11 atti/minuto.

Gli autori riconoscono il carattere promettente dei dati ottenuti nello studio ma invitano a considerare i risultati con prudenza, ricordando alcuni limiti metodologici del trial, quali l’assenza di cecità e la mancanza di un gruppo controllo e sottolineando l’attenta scelta dei soggetti reclutati nella sperimentazione, tutti a basso rischio di AEs da impiego di sostanze oppioidi.

Di qui la necessità di attendere, pertanto, nuovi studi, meglio dimensionati e metodologicamente ad hoc, per confermare quanto osservato.

Hansen MS, et al "Safety of intranasal fentanyl in the out-of-hospital setting: a prospective observational study" Ann Emerg Med 2013; DOI: 10.1016/j.annemergmed.2013.10.025.
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