Il dolore in fase avanzata di artrosi, se trattato con l'uso di fentanyl transdermico, diminuisce sensibilmente  portando a un chiaro miglioramento della mobilità e dell'efficienza della funzione articolare. Il tutto collegato al miglioramento della qualità della vita del paziente. Gli eventi avversi osservati, che si verificano soprattutto nella prima  settimana di trattamento, come nausea e vomito, diminuiscono con l’uso simultaneo della metoclopramide mentre la sonnolenza e le vertigini si placano gradualmente. Questi i risultati di uno studio condotto su pazienti anziani e pubblicato sulla rivista BioMed Research International.

L’osteoartrosi (OA) è una malattia a lenta progressione caratterizzata dalla degenerazione della cartilagine articolare che si manifesta clinicamente con l’aumento graduale del dolore, della rigidità e riduzione della mobilità. E’ una patologia in aumento nella popolazione anziana e la cui diagnosi è basata sulla valutazione clinica e radiologica; nell’OA avanzata sopraggiungono deformità articolari delle estremità delle ossa.

Per quanto riguarda il trattamento, l’attenzione è puntata principalmente al fermare il deterioramento della malattia e cercando di facilitare l’andatura dei pazienti e la mobilità articolare agendo soprattutto sul dolore che influenza la qualità della vita.

Ciò viene fatto considerando sia trattamenti farmacologici che non farmacologici; nelle ultime raccomandazioni dell’American Collage of Rheumatology sul trattamento dell’OA viene suggerito il paracetamolo, da solo o abbinato a codeina/tramadolo per diminuire il dolore oppure abbinato a antinfiammatori non steroidei  (FANS) che agiscono come analgesici e antinfiammatori. Tali farmaci però possono causare reazioni avverse riguardanti specialmente in tratto gastrointestinale. A volte vengono anche consigliati steroidi, molto spesso usati localmente, ma anche l’acido ialuronico o anestetici locali.

In questo studio i ricercatori hanno valutato l’efficacia del fentanyl transdermico sul sollievo dal dolore e dai sintomi clinici nei pazienti con OA, la maggior parte dei quali utilizzava paracetamolo in combinazione con FANS.

Nello studio sono stati inclusi pazienti di età superiore ai 55 anni, con OA delle ginocchia o dell’anca con lesioni radiologiche  2° e 3° secondo Altman. Il dolore espresso secondo l’indice di WOMAC (che definisce come si sente il paziente) doveva essere superiore agli 80mm (su una scala di 100 mm che corrisponde alla sensazione peggiore di dolore) e i soggetti dovevano lamentare una mancanza di sollievo dal dolore dopo anche l’introduzione del tramadolo, per una settimana, nel loro trattamento. Inoltre, i soggetti dovevano presentare un peggioramento dei sintomi di almeno un punto nella scala Likert.

L’indice WOMAC è una misura multidimensionale affidabile, valida e sensibile autogestita progettata specificamente per valutare i pazienti con OA del ginocchio o dell'anca.
Nella prima settimana di trattamento i pazienti hanno ricevuto paracetamolo più tramadolo alla dose generalmente raccomandata. Quindi sono stati sottoposti ad un controllo per valutare il sollievo dal dolore e dai sintomi clinici e i casi che presentavano ancora dolore sono stati sottoposti al trattamento con fentanyl transdermico nella settimana successiva con un rilascio della sostanza attiva di 25 microg/all’ora. Il cerotto veniva sostituito ogni 72 ore e i pazienti venivano invitati a prendere immediatamente la metoclopramide in caso di nausea o vomito e lassativi in caso di costipazione.
I risultati hanno mostrato che durante le 10 settimane di trattamento è stato osservata una diminuzione significativa del valore globale dell’indice WOMAC.

L’indice funzionale WOMAC, che descrive la fisica funzione dell'articolazione compromessa sulla base di 17 particolari considerazione delle difficoltà nella vita quotidiana del paziente, aveva valori simili in entrambi i gruppi all'inizio del trattamento.

I più alti punteggi iniziale del dolore (nei limiti di 60-80 mm nella scala VAS) sono stati trovati nelle seguenti categorie:  "scendere /salire le scale ", " chinarsi fino al pavimento " e " effettuare lavori domestici faticosi ". Proprio in queste categorie, il miglioramento degli indici è stato il più alto (tra 20 e 27 mm).
I pazienti hanno riportato anche altre limitazioni in particolare riguardo all’efficienza nella locomozione e all’equilibrio come, ad esempio,  "salire /scendere dalla macchina "," entrare e uscire dalla vasca da bagno " o " scendere dal letto o alzarsi da una sedia ".

In generale,  in tutte le 17 categorie dopo 10 settimane di trattamento, c’è stato un significativo miglioramento della funzione dell’articolazione compromessa, mentre dopo 6 settimane, l’effetto era simile per entrambi i gruppi. La conferma del miglioramento della compromissione della mobilità articolare e una diminuzione del dolore in seguito al movimento è stato dimostrato anche utilizzando la scala Likert (miglioramento nell'intervallo tra 1.6 e 2.0 punti).

Gli eventi avversi osservati, a seguito dell’utilizzo del fentanyl, sono stati principalmente sonnolenza e nausea. Sulla nausea ed il vomito è risultata efficace la metoclopramide che è stata introdotta dal primo giorno di trattamento.

Per quanto concerne il dolore, sono stati osservati miglioramenti dopo 7, 30 e 60 giorni rispetto al livello iniziale ma anche nella rigidità, nella funzione e dell’indice globale.
Come sottolineano gli stessi autori, la formulazione degli oppiodi sotto forma di cerotto è stata progettata per dare un sollievo dal dolore nel lungo periodo e evitare alte concentrazioni sieriche degli stessi. Questo studio ha dimostrato la validità di questa formulazione ma è necessario uno studio randomizzato, multicentrico su una popolazione più ampia e per un tempo maggiore per dimostrare l’efficacia e la sicurezza della terapia proposta.

Mordarski S. Pain management in the ederly: transdermal fentanyl for the treatment of pain caused by osteoarthritis of the knee and hip. Biomed Res Int vol. 2014; 2014:262961
leggi