Fibromialgia, discordanza tra diagnosi clinica e criteri diagnostici

Un lavoro recentemente pubblicato su Arthritis Care & Research mette in discussione gli studi sulla fibromialgia basati sui criteri identificati dall'ICD (International Classification of Disease) in quanto vi è un notevole disaccordo tra la diagnosi clinica e la diagnosi basata su criteri relativi alla fibromialgia.

Un lavoro recentemente pubblicato su Arthritis Care & Research mette in discussione gli studi sulla fibromialgia basati sui criteri identificati dall’ICD (International Classification of Disease) in quanto vi è un notevole disaccordo tra la diagnosi clinica e la diagnosi basata su criteri relativi alla fibromialgia.

La fibromialgia è caratterizzata da dolore muscoloscheletrico cronico e diffuso, spesso associata ad astenia, disturbi del sonno, problemi cognitivi (es. di attenzione, di memoria), problemi psichici (es. ansia, depressione), e ad un ampio insieme di sintomi somatici e neurovegetativi.

Attualmente, non disponiamo di esami di laboratorio e/o strumentali che ci permettono di confermare la diagnosi di SF nella pratica clinica quotidiana.

Recenti studi hanno suggerito che la fibromialgia è erroneamente diagnosticata nella comunità e che circa il 75% delle persone che hanno segnalato una diagnosi di fibromialgia da parte del medico non soddisferebbe i criteri pubblicati. Per indagare sulla possibile errata classificazione diagnostica, un lavoro multisito ha confrontato la diagnosi del medico esperto con i criteri pubblicati.

Frederick Wolfe, del National Data Bank per le malattie reumatiche di Wichita, nel Kansas, e colleghi hanno esaminato possibili errate classificazioni diagnostiche tra i pazienti con fibromialgia. Durante le loro visite mediche ordinarie, 497 pazienti hanno completato il questionario multidimensionale di valutazione della salute (MD-HAQ) e i criteri diagnostici preliminari dell'American College of Rheumatology del 2010 modificati per l'autosomministrazione.

Dei 497 pazienti, 121 (24,3%) hanno soddisfatto i criteri relativi alla fibromialgia, mentre 104 (20,9%) hanno ricevuto una diagnosi di fibromialgia secondo l’International Classification of Diseases (ICD).

L'accordo tra medici e criteri è stato del 79,2%. Tuttavia, un accordo al di là del caso era equo (κ=0,41).
Per valutare la concordanza è stato usato il valore kappa di Cohen che rappresenta il grado di accuratezza e affidabilità in una classificazione statistica; è un indice di concordanza. Se k assume valori compresi tra 0-0,4, allora la concordanza è scarsa; se k assume valori compresi tra 0,4-0,6, allora la concordanza è discreta.

I medici non sono riusciti a identificare 60 pazienti con criteri positivi (49,6%) e hanno identificato erroneamente 43 pazienti con criteri negativi (11,4%).

In un sottogruppo di 88 pazienti con artrite reumatoide (RA), il valore kappa era di 0,32, indicando un accordo da lieve a equo. Universalmente, punteggi di disagio polisintomatici più elevati e diagnosi basata su criteri sono stati associati a punteggi clinici MD-HAQ più anormali.

Le donne e i pazienti con più sintomi ma con meno aree dolorose avevano più probabilità di ricevere una diagnosi da parte del clinico che di soddisfare i criteri per la fibromialgia.

Da quanto detto emerge un notevole disaccordo tra la diagnosi clinica e la diagnosi basata su criteri relativi alla fibromialgia, che mette in discussione gli studi basati sull'ICD

Gli autori hanno commentato evidenziando che: "La diagnosi errata può impattare come problema di salute pubblica e portare a sovradiagnosi e sovra-trattamento, così come a trattamenti inappropriati di individui non riconosciuti come sintomi legati alla fibromialgia".

Wolfe F. et al., Diagnosis of Fibromyalgia: Disagreement Between Fibromyalgia Criteria and Clinician-Based Fibromyalgia Diagnosis in a University Clinic. Arthritis Care Res (Hoboken). 2019 Feb 6. doi: 10.1002/acr.23731.

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