Dolore

Fibromialgia e Sindrome dolorosa regionale complessa, quanto impatta la temperatura ambientale?

Le persone con dolore cronico spesso riferiscono che i loro sintomi sono esacerbati dalle condizioni meteorologiche, come il freddo. Alcuni studi rilevano che tale sensibilità alla temperatura ambientale è segnalata più frequentemente da persone con fibromialgia rispetto ad altre condizioni di dolore. Uno studio pubblicato su Pain Medicine ha evidenziato come sia i pazienti con fibromialgia che con sindrome dolorosa regionale complessa possono avere innesco o aumento del dolore in seguito a temperature ambientali fredde o calde.

Le persone con dolore cronico spesso riferiscono che i loro sintomi sono esacerbati dalle condizioni meteorologiche, come il freddo. Alcuni studi rilevano che tale sensibilità alla temperatura ambientale è segnalata più frequentemente da persone con fibromialgia rispetto ad altre condizioni di dolore.

Uno studio pubblicato su Pain Medicine ha evidenziato come sia i pazienti con fibromialgia che con sindrome dolorosa regionale complessa possono avere innesco o aumento del dolore in seguito a temperature ambientali fredde o calde.

Gli autori del lavoro sottolineano che nella loro esperienza, persone con sindrome dolorosa regionale complessa (CRPS) segnalano sensibilità meteorologiche e alla temperatura.
Tuttavia, la ricerca su questo argomento è scarsa, e non è chiaro se la natura sia diversa da quella delle persone con fibromialgia o altre condizioni di dolore.

Inoltre, l’impressione degli autori è che le persone con CRPS o fibromialgia a volte indichino con curiosa specificità le temperature a cui si avvertono un peggioramento dei loro sintomi.
Per valutare se esiste un supporto empirico in relazione a queste osservazioni, questo gruppo di ricercatori inglesi hanno recentemente raccolto dati sulla sensibilità alla temperatura ambientale come parte di un più ampio sondaggio online su cambiamenti corporei e fattori scatenanti ambientali.

Il sondaggio è stato diffuso tramite associazioni di pazienti, social media e passaparola di amici e parenti.
Sono state raccolte 2.200 risposte, di cui ne sono state incluse 1.501 (68,23%). L'esclusione era basata sull'età inferiore ai 16 anni (N=13), dati mancanti (N=666), risposte incoerenti (N=6) e doppie voci (N=14).

Gli intervistati sono stati assegnati a uno di cinque gruppi a seconda che riferivano di provare dolore nella maggior parte dei giorni per tre o più mesi e a seconda delle loro diagnosi o carenze dichiarate: CRPS (N=339), fibromialgia (N=409), entrambi CRPS e fibromialgia ("fibromialgia CRPS"); N=79), controlli con dolore (N=280) e controlli senza dolore (N=394) (dati supplementari).

Per quanto riguarda le domande sulla temperatura ambientale, sono state poste in maniera specifica, separando la temperatura "fredda" o "calda" e se questa generasse dolore, disagio o angoscia.
Agli intervistati nei gruppi di dolore è stato anche chiesto se il dolore peggiore fosse stato scatenato dal freddo o dal caldo ("intensificatore del dolore").

Sono stati quindi confrontati tramite test statistici i gruppi riguardanti le proporzioni degli intervistati che avevano segnalato sensibilità al freddo o al caldo (usando la correzione di Bonferroni per confronti post hoc).
Nel complesso, una alta percentuale di persone con CRPS e/o fibromialgia riportava un’intensificazione del dolore in seguito a freddo o caldo e come fattore innescante dolore, disagio e angoscia rispetto ai controlli che non provavano dolore.

Tra i gruppi CRPS e fibromialgia, non c'era nessuna differenza tra le proporzioni delle persone con CRPS, fibromialgia e fibromialgia+CRPS che riferivano intensificazione o innesco di dolore, disagio o angoscia in seguito al freddo.
Tuttavia, sono emerse differenze tra questi tre gruppi per quanto riguarda il caldo/caldo intenso.

Le persone con CRPS (con o senza fibromialgia) hanno riportato più spesso intensificazione o innesco del dolore in concomitanza con clima caldo/caldo intenso rispetto alle persone con solo fibromialgia. Le persone con fibromialgia hanno riferito più spesso innesco di disagio a seguito di clima caldo/caldo intenso rispetto alle persone con CRPS.
I risultati erano sostanzialmente gli stessi se corretti per diverse covariate (dati supplementari).

Depressione, ansia, durata del dolore in anni, ore di dolore al giorno, numero di diagnosi correlate al dolore e genere erano ulteriori fattori predittivi di sensibilità agli agenti atmosferici.
Gli autori fanno notare che può essere fatta una dissociazione nella CRPS tra "caldo" e "caldo intenso", con un maggiore contributo dei meccanismi infiammatori al sottotipo caldo intenso.

Potenzialmente, la sensibilità alle condizioni meteorologiche differisce tra questi sottotipi. Sono necessarie ricerche future per studiare potenziali differenze tra i sottotipi in modo più approfondito.
Gli intervistati sono stati poi invitati a indicare le temperature in maniera più o meno precisa a cui si verificava l’intensificazione/innesco del dolore, disagio o angoscia

Rispetto ai controlli senza dolore, gli intervistati con CRPS e/o fibromialgia hanno fornito più spesso specifiche temperature.
La soglia di temperatura per il clima caldo/caldo intenso oltre la quale si innescava dolore, disagio o angoscia era inferiore per le persone con CRPS o fibromialgia rispetto ai controlli indolori.

Il sondaggio includeva una domanda aggiuntiva in cui gli intervistati potevano elencare, qualsiasi ulteriore intensificatore del dolore o disagio.
Un numero leggermente più elevato di persone con CRPS e/o fibromialgia ha riportato altri fenomeni meteorologici come intensificatori/inneschi rispetto ai controlli indolori (fibromialgia CRPS: 1,3%/3,8%; CRPS: 5,6%/5,9%; fibromialgia: 3,2%/3,2%; controlli con dolore 2,9%/2,9%;controlli indolori: 0). Questi riguardavano principalmente l'umidità, cambiamenti nella pressione barometrica e (tuoni) temporali.

I ricercatori hanno concluso che questi risultati confermano il sospetto iniziale di esacerbazione dei sintomi dolorosi nelle persone con CRPS in parallelo a cambiamenti della temperatura dell'ambiente in misura ampiamente comparabile rispetto alle persone con fibromialgia e in misura maggiore rispetto alle persone con altre condizioni di dolore.

Le persone con CRPS hanno riferito più spesso che il clima caldo/caldo intenso aumenta o innesca il dolore, mentre un numero più elevato di persone con fibromialgia ha riferito che il caldo/caldo intenso innesca disagio.
Questi risultati mostrano che la differenza tra dolore, disagio e angoscia è utile, poiché, molto probabilmente, influenzano tutti negativamente la qualità di vita e sono importanti fattori da considerare in studi futuri.

In conclusione, gli intervistati con CRPS e/o fibromialgia hanno riferito di essere più sensibili sia al freddo che a temperature ambientali calde/calde intense rispetto ai controlli senza dolore.

Questi risultati sottolineano l'importanza di considerare veritiere le credenze sulla sensibilità alla temperatura di persone con CRPS e fibromialgia per identificare le persone sensibili agli agenti atmosferici, in modo da prepararsi a strategie per affrontarle.

Ten Brink AF et al.,Sensitivity to Ambient Temperature Increases in Fibromyalgia and CRPS. Pain Med. 2020 Apr 15. pii: pnaa074. doi: 10.1093/pm/pnaa074. [Epub ahead of print]
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