Fibromialgia, idroterapia efficace ma va svolta in maniera continuativa

Secondo uno studio randomizzato e controllato pubblicato sul Journal of Physical and Rehabilitation Medicine, l'idroterapia, cioè l'esercizio fisico eseguito in acqua, può efficacemente migliorare i sintomi clinici della fibromialgia ma solo se eseguita in modo continuativo.

Arriva la bella stagione e molte persone anche con problemi a livello muscolare cercano conforto fisico al mare e in piscina. Secondo uno studio randomizzato e controllato pubblicato sul Journal of Physical and Rehabilitation Medicine, l'idroterapia, cioè l’esercizio fisico eseguito in acqua, può efficacemente migliorare i sintomi clinici della fibromialgia ma solo se eseguita in modo continuativo.

Diverse strategie non farmacologiche sono state proposte per gestire i sintomi della fibromialgia. Nonostante alcune controversie, diversi studi hanno dimostrato che l'attività fisica può contribuire efficacemente a ridurre alcuni sintomi della malattia.

Tra le possibilità non farmacologiche è compreso l'allenamento fisico acquatico, o l'idroterapia, che consiste in un programma di allenamento fisico aerobico condotto in una piscina riscaldata. Questa opzione di trattamento alternativa ha ridotto il dolore e migliorato la qualità della vita dei pazienti affetti.

Un team di ricercatori brasiliani hanno condotto uno studio controllato che ha arruolato un totale di 54 donne con fibromialgia clinicamente diagnosticata che sono state assegnate in modo casuale a subire idroterapia o semplicemente svolgere le normali attività quotidiane.

Il programma di allenamento consisteva in 32 sessioni di 45 minuti, due volte alla settimana, per un totale di 16 settimane. Ogni sessione includeva una fase di riscaldamento di 10 minuti, 30 minuti di esercizio intenso e cinque minuti di esercizi di rilassamento.

Dopo il completamento del programma, i partecipanti sono stati seguiti per un ulteriore periodo di 16 settimane durante il quale è stato chiesto loro di mantenere la loro attività fisica a livelli bassi (irregolarmente attivi o sedentari).

I ricercatori hanno valutato i cambiamenti nel consumo di ossigeno rispetto alla massa corporea magra, come misura della capacità aerobica, dopo periodi di idroterapia e periodi senza training. Inoltre, i cambiamenti nelle manifestazioni cliniche della fibromialgia e dello stato di salute generale sono stati valutati dal Fibromyalgia Impact Questionnaire (FIQ) e dal questionario sugli outcome medici a 36-item (SF-36).

Dopo 16 settimane di allenamento di idroterapia, i partecipanti hanno mostrato un miglioramento significativo della loro capacità aerobica rispetto ai livelli basali e rispetto a quelli del gruppo di controllo.

Inoltre, dopo il programma di allenamento i pazienti hanno affermato di sperimentare meno affaticamento e ansia, migliorando il benessere, la capacità funzionale e la vitalità.
I pazienti hanno mostrato una riduzione del 7% dei punteggi del dolore, un aumento del 192% della funzione fisica secondo l’SF-36 e una riduzione del 19% del punteggio FIQ dopo il completamento delle 16 settimane di terapia.

Tuttavia, questi effetti positivi sono stati persi durante le 16 settimane successive, in cui i partecipanti hanno interrotto il programma di allenamento. I loro livelli di assorbimento di ossigeno sono tornati ai valori di base, così come molte delle loro manifestazioni cliniche della malattia.
I ricercatori non hanno trovato alcuna associazione tra capacità aerobica migliorata e riduzione delle manifestazioni cliniche della fibromialgia.

Supportato da questi risultati, il team ritiene che l'allenamento fisico acquatico debba essere eseguito in maniera continuativa al fine di migliorare la sintomatologia clinica e aumentare la capacità funzionale aerobica di coloro che vivono con fibromialgia.

Andrade CP et al., Effects of aquatic training and detraining on women with fibromyalgia: controlled randomized clinical trial. Eur J Phys Rehabil Med. 2018 Jul 6. doi: 10.23736/S1973-9087.18.05041-4.
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