Fibromialgia, l'uso di oppiacei influisce sul sonno?

L'uso di oppioidi induce cambiamenti nell'architettura del sonno tra le persone con fibromialgia, aumentando il sonno più leggero e riducendo quello più profondo. L'interruzione del sonno è esacerbata a dosi di oppioidi più elevate negli anziani e nei pazienti con meno dolore. E' quanto emerge da uno studio pubblicato su Pain.

L'uso di oppioidi induce cambiamenti nell'architettura del sonno tra le persone con fibromialgia, aumentando il sonno più leggero e riducendo quello più profondo. L'interruzione del sonno è esacerbata a dosi di oppioidi più elevate negli anziani e nei pazienti con meno dolore. E’ quanto emerge da uno studio pubblicato su Pain.

L'uso di oppiacei e sonno disturbato sono prevalenti nella fibromialgia. Eppure, gli effetti degli oppioidi sul sonno fisiologico nella fibromialgia sono poco chiari.
Pochi studi (su pochi pazienti) hanno esaminato gli effetti degli oppioidi sul sonno.

E’ stato osservato che in adulti sani gli oppioidi riducono l'SWS, il sonno più profondo ad onde lente detto anche si stadio 3-4 e aumentano lo stadio più leggero del sonno (stadio 2).
L'uso di oppiacei diminuisce anche la quantità di fase REM (fase dei movimenti oculari rapidi) in giovani adulti sani senza dolore.

Collettivamente, questi studi suggeriscono che l'uso di oppiacei sconvolge l'architettura del sonno in soggetti sani.
Si ritiene che gli oppioidi interrompano il sonno a causa della loro interazione con i recettori e neurotrasmettitori coinvolti nella regolazione degli stati di sonno/veglia.

In precedenza gli stessi autori di questo studio hanno scoperto che l'uso di oppiacei, rispetto al non uso, eraassociato a una latenza di insorgenza del sonno (SOL) segnalata più lunga in pazienti con fibromialgia e insonnia (FMI), ma solo nei pazienti che riportavano meno dolore.

L'obiettivo di questo studio era quello di valutare le associazioni tra uso/dosaggio orale di oppiacei comunemente prescritto negli adulti con FMI.
Gli autori hanno ipotizzato che l'uso di oppioidi potesse essere associato a un diminuito SWS (stadio 3/4) e sonno REM e a un aumento del sonno leggero (stadio 1/2), e questi effetti fossero più evidenti con l'aumento del dosaggio.

E’ stato anche ipotizzato che l'uso di oppiacei fosse associato a più lungo un SOL e a una veglio più lunga
dopo l'inizio del sonno (WASO), a un tempo di sonno totale ridotto (TST), e a una peggiore efficienza del sonno (SE), e che questo fosse esacerbato dal dosaggio crescente.

Le associazioni tra uso/dosi di oppiacei e sonno sono state valutate attraverso valutazione polisonnografica nei pazienti con fibromialgia e insonnia (FMI) e sono stati anche esaminati gli effetti di moderazione generati dall'età e dal dolore.

Allo studio hanno partecipato 193 pazienti con età media di 51.7 anni con quadro di fibromialgia ed insonnia. Tutti avevano eseguito un esame polisonnografico ambulatoriale e avevano compilato 14 diari giornalieri.
La regressione multipla ha determinato se uso o dosaggio di oppiacei orali comunemente prescritti interagisse con l’età e l’intensità del dolore sul sonno o fosse indipendente.

L'uso di oppioidi interagiva con l'età nel prevedere una maggiore latenza di inizio del sonno (SOL) negli adulti di mezza età/anziani.
Tra i pazienti che utilizzavano oppioidi (n=65, 3 anni di utilizzo), la dose di oppioidi (misurata nel dosaggio più basso raccomandato) ha interagito con l'età nel prevedere la latenza di inizio del sonno e la “bontà” del sonno; in particolare, un dosaggio più elevato prevedeva un SOL più lungo e una minore efficienza del sonno per i più anziani, ma non negli adulti di mezza età/giovani.

La dose di oppioidi interagiva con il dolore nel predire il sonno ad onde lente (SWS-terzo/quarto stadio del sonno, sonno più profondo) e l’indice di eccitazione.
Specificamente, un dosaggio più alto prediceva un ridotto SWS e un più alto indice di eccitazione per soggetti con meno dolore, un aumento dell’ SWS per pazienti con dolore più elevato, e non prediceva alcun SWS per i pazienti con dolore medio.

L’uso e la dose degli oppioidi non prediceva la veglia dopo l'insorgenza del sonno, il tempo di sonno totale, lo stadio 1 o il sonno REM.

L'uso di oppioidi sembra indurre cambiamenti nell'architettura del sonno tra le persone con fibromialgia, aumentando il sonno più leggero e riducendo quello più profondo. L'interruzione del sonno è esacerbata a dosi di oppioidi più elevate negli anziani e nei pazienti con poco dolore quindi molto dipende dal dolore riferito dal paziente.

Curtis AF et al., Opioid use, pain intensity, age, and sleep architecture in patients with fibromyalgia and insomnia. Pain. 2019 Jun 7. doi: 10.1097/j.pain.0000000000001600.


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