L’uso continuativo di gabapentin in pazienti con dolore neuropatico afferenti a hospice o strutture per cure palliative apporta benefici nel 42% di essi. Questo risultato deriva da uno studio clinico pubblicato sulla rivista BMJ Supportive & Palliative Care.

Farmaci analgesici adiuvanti sono comunemente raccomandati per la gestione del dolore neuropatico.
E’ disponibile un’ampia gamma di farmaci adiuvanti provenienti da diverse classi:  i più comuni sono antidepressivi e antiepilettici.

Gabapentin, un analogo dell’acido γ-ammino butirrico, è un antiepilettico comunemente prescritto per il dolore neuropatico negli hospice/cure palliative. La maggior parte delle prove su di esso, però, si riferisce a patologie non maligne, sindromi da dolore cronico (neuropatia diabetica, nevralgia posterpetica, sindromi da dolore centrale, fibromialgia).

I pazienti che afferiscono agli hospice/cure palliative  e che presentano dolore neuropatico hanno spesso caratteristiche diverse dalle popolazioni considerate in genere negli studi, e i dati provenienti da altre popolazioni non possono essere necessariamente estrapolati alla pratica clinica degli hospice e delle strutture che si occupano di cure palliative.
Studi di farmacovigilanza forniscono l’opportunità di comprendere i danni e i benefici dei farmaci nella pratica di routine.

Lo scopo di questo studio è stato quello di quantificare i benefici clinici nell'immediato e a breve termine e i rischi di gabapentin nei pazienti in trattamento in strutture dedicate alle cure palliative e negli hospice.

Lo studio multisito, prospettico, di  coorte è stato condotto su una popolazione di 127 pazienti (114 dei quali avevano cancro) che avevano iniziato il gabapentin per il trattamento del dolore neuropatico come parte della cura clinica di routine.

Lo studio ha coinvolto 42 centri da sette Paesi tra settembre 2012 e agosto 2013, i dati sono stati raccolti a tre time-point: al basale, al giorno 7 e al giorno 21 (benefici clinici).
I criteri utilizzati per la valutazione degli EA sono quelli del National Cancer Institute-Common Toxicity Criteria (NCI CTCAE) e è stato preso in considerazione soprattutto la globalità nella severità dei sintomi e il loro impatto sulle attività quotidiane.

Al basale le percentuali dell’affaticamento (60%), sonnolenza (42%), disturbi cognitivi (23%) e vertigini (16%) erano tutte elevate.
Al giorno 21 (il timepoint a cui verificare i benefici clinici) 14 (11%) pazienti erano morti, 44 (35%) non avevano registrato i dati. Il 78% dei pazienti aveva dati sufficienti all’analisi.

La dose media di gabapentin, per chi lo utilizzava ancora (n=68), era di 653 mg/ nelle 24 h (range 0-1800 mg); 54 pazienti segnalavano benefici (42%) , di cui 7 (6%) con risoluzione completa del dolore. Sono stati segnalati eventi avversi (EA) in 39/127 pazienti (30%) al giorno 7, i più frequenti dei quali erano disturbi cognitivi, sonnolenza, nausea e vertigini.

Dieci pazienti avevano cessato le loro medicine a causa di EA. La presenza di comorbidità significative, la dose più alta e l’aumento dell'età aumentavano la probabilità di EA.
Nel complesso, il 42% delle persone ha trovato beneficio ad un livello che risultava dall’uso continuativo per 21 giorni.

In conclusione, il gabapentin è ampiamento utilizzato nella pratica clinica di hospice e per le cure palliative. Questo studio suggerisce più basse percentuali di risposta e più alti livelli di effetti avversi rispetto alle popolazioni in genere selezionate per gli studi. Inoltre, questo studio sottolinea il bisogno di capire le performance delle terapie nella pratica e non solo i dati che derivano dagli studi clinici.


Emilia Vaccaro

Sanderson C. et al. Pharmacovigilance in hospice/palliative care: net effect of gabapentin for neuropatic pain. BMJ Support Palliat Care. 2014 Oct 16. pii: bmjspcare-2014-000699. doi: 10.1136/bmjspcare-2014-000699
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