Idrossiclorochina inefficace nel dolore da osteoartrosi alle mani

Dolore

L'idrossiclorochina non si è dimostrata più efficace del placebo nel ridurre il dolore da osteoartrosi moderato-severo nella mano, dicono i ricercatori nel Regno Unito in uno studio recentemente pubblicato sulla rivista Annals of Internal Medicine.

L'idrossiclorochina non si è dimostrata più efficace del placebo nel ridurre il dolore da osteoartrosi moderato-severo nella mano, dicono i ricercatori nel Regno Unito in uno studio recentemente pubblicato sulla rivista Annals of Internal Medicine.

«I trattamenti farmacologici di prima linea per l'artrosi della mano, tra cui il paracetamolo e i farmaci antiinfiammatori non steroidei, spesso non sono efficaci e sono associati a effetti collaterali», ha commentato tramite e-mail a Reuters Health l’autrice dello studio, la dott.ssa Sarah Kingsbury, del Leeds Institute of Rheumatic and Musculoskeletal Medicine.

«I medici hanno usato l'idrossiclorochina, un trattamento consolidato per l'artrite reumatoide, come alternativa fuori indicazione, supportata da una crescente evidenza che l'infiammazione è una componente dell'osteoartrosi», ha detto per email. «Fino a ora, non è stato condotto uno studio su larga scala sull'utilizzo di idrossiclorochina».

Uno studio per testare l’efficacia dell'idrossiclorochina
Per valutare l’efficacia del farmaco è stato condotto uno studio clinico randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo e con follow-up di 12 mesi su pazienti provenienti da 13 centri di assistenza primaria e secondaria in Inghilterra.

Gli autori hanno assegnato 248 partecipanti (età media di 63 anni; 82% donne) con dolore sintomatico (almeno 4 su una scala analogica visiva da 0 a 10 punti) e artrite della mano su base radiografica, a idrossiclorochina (200 o 400 mg al giorno, a seconda del peso corporeo) o placebo. Tutti i partecipanti erano in questo stato da almeno cinque anni e avevano riportato una risposta inadeguata o effetti collaterali con farmaci antidolorifici come paracetamolo, FANS orali e oppioidi.

Dopo sei mesi, il dolore medio della mano è risultato simile nei due gruppi: 5,66 per idrossiclorochina contro 5,49 per il placebo (95% CI, p= 0.57). I risultati non sono risultati significativi dopo aggiustamento per aderenza, dati mancanti e uso di farmaci di salvataggio.

Non sono state osservate differenze tra i gruppi a tre, sei o dodici mesi negli endpoint secondari, tra cui dolore e funzione auto-riportati, qualità della vita, cambiamento della struttura radiografica e forza di presa.

Sebbene il 94% dei partecipanti abbia avuto al basale almeno un'articolazione con sinovite, questo risultato non è stato associato alla risposta al trattamento.

Di sette eventi avversi gravi nel gruppo idrossiclorochina, tre erano correlati al farmaco: intervallo QT prolungato con aritmie ventricolari, eritema multiforme e pustolosi eritematosa acuta generalizzata.

Il rafforzamento muscolare aiuta più dei farmaci
Kingsbury ha dichiarato: «Questi risultati non supportano l'attuale pratica dell'uso off-label di questo farmaco in pazienti con osteoartrosi della mano, e costituiscono un razionale per modificare la pratica clinica».

«Questo può essere un problema molto frustrante sia per il paziente che per il medico», ha riconosciuto. «Dal momento che sappiamo che il dolore alle mani è causato da problemi ai tendini, che migliorano con il rafforzamento muscolare, la nostra attenzione dovrebbe allontanarsi sempre di più dalle opzioni farmacologiche».

«In un'analisi esplorativa», ha aggiunto, «abbiamo trovato un'associazione statisticamente significativa tra pazienti che avevano una maggiore forza di presa e il sollievo dal dolore da idrossiclorochina (p= 0.033). Una minore forza di presa può predisporre le persone a tenosinovite (infiammazione a carico del complesso guaina sinoviale-tendine, ndr) o entesite (infiammazione dell’inserzione di un muscolo su un osso, ndr), che in questi pazienti rappresentano cause alternative o aggiuntive per il dolore alla mano. L'idrossiclorochina non dovrebbe avere un effetto su tale dolore».

«Questi risultati sottolineano nuovamente l'importanza di includere esercizi di rafforzamento nella gestione dell'osteoartrite, un trattamento di base raccomandato dal National Institute for Health and Care Excellence (NICE) e dall'American College of Rheumatology».

E’ necessaria una migliore comprensione delle cause
«Sono necessarie ulteriori ricerche per svelare i meccanismi molecolari dell'infiammazione nell'osteoartrosi e il suo ruolo nei sintomi e nella progressione della malattia», ha osservato il dott. Kingsbury. «Inoltre una migliore fenotipizzazione del paziente migliorerà la nostra comprensione dei driver del dolore della mano e consentirà l'esclusione di altre cause di dolore come la tenosinovite».

La dott.ssa Elena Losina del Brigham and Women's Hospital di Boston, coautore di un editoriale sullo studio, ha detto a Reuters Health in una e-mail: «L'osteoartrite della mano è una condizione dolorosa e diffusa. Al momento non ci sono opzioni di trattamento per arrestarne la progressione. Quindi, ogni studio dedicato al trattamento di questa condizione porta speranza e una promessa anticipata di risultati positivi».

Il coautore dell’editoriale, il Dr. Jeffrey N. Katz, anche lui del Brigham and Women's Hospital, ha aggiunto nella stessa email: «I risultati negativi sono spesso considerati scoraggianti. Ma ogni processo, anche negativo, se è un processo ben fatto (come quello attuale), fornisce informazioni utili».

«Dal momento che l'idrossiclorochina è un debole agente antiinfiammatorio, i risultati negativi di questo studio dovrebbero stimolare i ricercatori a studiare farmaci antiinfiammatori più potenti e, forse, a continuare a concentrarsi su una migliore comprensione dei meccanismi alla base dell'osteoartrite della mano, e a testare terapie che prendono di mira questi meccanismi».

Bibliografia
Kingsbury SR et al. Hydroxychloroquine Effectiveness in Reducing Symptoms of Hand Osteoarthritis: A Randomized Trial. Ann Intern Med. 2018 Feb 20


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