Dolore

Il dolore diffuso aumenta il rischio di fratture negli anziani

Tra gli anziani, il dolore in pi¨ siti Ŕ stato associato al rischio di frattura incidente in modo dose-risposta, suggerendo che il dolore diffuso Ŕ un contributo indipendente al rischio di fratture. ╚ quanto emerge da uno studio australiano pubblicato sul Journal of Bone and Mineral Research.

Tra gli anziani, il dolore in più siti è stato associato al rischio di frattura incidente in modo dose-risposta, suggerendo che il dolore diffuso è un contributo indipendente al rischio di fratture. È quanto emerge da uno studio australiano pubblicato sul Journal of Bone and Mineral Research.

«Negli anziani la presenza di dolore diffuso in più siti corporei è un marker indipendente per le fratture future», ha affermato l’autore principale dello studio Feng Pan del Menzies Institute for Medical Research presso la University of Tasmania, in Australia. «Il trattamento e la gestione del dolore in più siti possono potenzialmente ridurre il rischio di fratture in questa popolazione».

Il dolore muscoloscheletrico è comune e si verifica tipicamente in più siti. È stato dimostrato che il dolore è associato al rischio di cadute, anche se non è stato studiato se l'aumento del rischio di cadute associato al dolore multisito si traduca in un aumento del rischio di fratture, hanno premesso gli autori. Questo studio aveva l’obiettivo di descrivere le associazioni tra il numero di siti doloranti e le fratture prevalenti e incidenti.

Uno studio osservazionale australiano
I ricercatori hanno analizzato i dati di oltre 1000 adulti che partecipavano al Tasmanian Older Adult Cohort Study, un trial longitudinale, osservazionale, basato sulla popolazione su soggetti di età compresa tra 50 e 80 anni (età media al basale di 63 anni). Hanno effettuato delle misurazioni di riferimento nel 2002 seguite da follow-up dopo circa 2,6 anni, 5,1 anni e 10,7 anni.

Ad ogni visita venivano registrate le fratture che si erano verificate in qualsiasi distretto corporeo, poi i partecipanti sono stati suddivisi in cinque gruppi: qualsiasi frattura, vertebrale, non vertebrale, anca e fratture maggiori. I soggetti in studio hanno anche segnalato la posizione dei siti in cui avevano riscontrato dolore al basale, compresa la presenza di dolore (risposta sì/no) a collo, schiena, mani, spalle, fianchi, ginocchia o piedi.

Il numero totale di siti doloranti (da 0 a 7) è stato stratificato in tre gruppi (0-2 siti, 3-4 siti e 5-7 siti). Per identificare gli individui a rischio di caduta è stato utilizzato il short-form Physiological Profile Assessment e sono state esaminate le associazioni tra il numero di siti doloranti e le fratture prevalenti e incidenti in diversi aree corporee.

Più fratture in caso di dolore diffuso
Al basale i partecipanti avevano riferito 450 fratture e durante i 10,7 anni di follow-up sono state riportate 154 nuove fratture. «I soggetti che hanno riportato un numero maggiore di siti doloranti avevano più probabilità di essere di sesso femminile, più pesanti, con un indice di massa corporea più elevato, fisicamente inattivi, con più comorbilità, un maggior impiego di farmaci antidolorifici, un punteggio di rischio di cadute più elevato, così come un maggior numero di fratture prevalenti e incidenti», hanno scritto gli autori.

Le fratture prevalenti sono cresciute con l'aumento del numero di siti doloranti in modo dose-risposta per le fratture in qualsiasi sito, siti non vertebrali e anca (p per il trend <0,05), mentre i risultati per le fratture vertebrali e maggiori non hanno raggiunto la significatività, hanno riportato i ricercatori.

I partecipanti che avevano lamentato dolore in cinque o sette siti hanno mostrato un aumento del rischio di fratture incidente in qualsiasi sito (RR = 1,69), di frattura maggiore (RR = 2,17) e di frattura vertebrale (RR = 6,44) rispetto a quanti segnalavano dolore in due siti o meno. Le associazioni persistevano dopo l'aggiustamento per il rischio di cadute e la densità minerale ossea.

Secondo Pan le potenzialità della gestione del dolore nella prevenzione delle fratture merita ulteriori approfondimenti. «Sono necessari studi genetici, infiammatori e neurologici per esplorare ulteriormente i meccanismi alla base del dolore in più siti, in modo da sviluppare un approccio basato sui meccanismi per prevenire le fratture», ha concluso.

Bibliografia

Pan F et al. Pain at multiple sites is associated with prevalent and incident fractures in older adults.J Bone Miner Res. 2019 Jun 25.

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