Il trattamento del dolore in Pronto Soccorso

Dolore
Il Dr. Fabio De Iaco, responsabile del Pronto Soccorso di Imperia, nella sua relazione al SIAARTI di Torino ha portato la sua eccellente esperienza nel trattamento del dolore acuto in emergenza anche in veste di membro della SIMEU (Società Italiana Medicina Emergenza e Urgenza).

Il Dr. De Iaco è testimone dell’esigenza di un efficace e tempestivo trattamento del dolore nel Dipartimento d’Emergenza come missione riconosciuta per la Medicina d’Urgenza. Il passaggio dalla teoria alla pratica appare però ancora lento e per alcuni versi difficoltoso. E’ stato evidenziato come le resistenze e le diffidenze nei confronti dell’oppiaceo siano da abbandonare.

L’oppioidofobia è, nei fatti, ingiustificata in termini di appropriatezza, di efficacia e di rischio, poichè la tanto temuta depressione respiratoria imputata a tali farmaci è in realtà facilmente controllabile attraverso la giusta titrazione dell’oppiaceo e dall’utilizzo, quando appropriato, dell’antidoto.

A tal proposito il Dr. De Iaco riporta come dato di apertura della sua relazione l’indice di consumo degli oppiacei, ricavato da una indagine svolta dalla SIMEU nel 2009 in 49 Pronto Soccorso distribuiti su tutto l’ambito nazionale. Il rapporto ricavato dal numero di fiale di oppiaceo/numero di accessi mostra un livello decisamente insufficiente di utilizzo dell’oppiaceo: solo l'1.6% (0.7 fl su 100 accessi su un totale di 2452505 accessi totali).

Se a ciò si aggiunge che solo il 5% dei medici di Pronto Soccorso mostrano un comportamento virtuoso per l’utilizzo di oppiacei e quindi del trattamento del dolore in emergenza/urgenza, ciò impone margini di miglioramento e livelli di crescita assolutamente indispensabili da perseguire, nel prossimo futuro. Barriere culturali dure da abbattere non sono appannaggio esclusivo del medico, ma anche del paziente e del sistema di approvvigionamento.

Per valicare tali barriere deve essere disegnata e radicata un’azione di formazione sanitaria e di divulgazione per l’utenza. Si pensi a come potrebbe essere facilitato il trattamento del dolore con il semplice impiego di un Triage in PS che prenda in considerazione anche questo aspetto, che utilizzi semplici scale per il rilevamento dell’intensità, come la scala verbale numerica a 11-punti, da 0-10. Infatti, misurare il dolore equivale a trattare bene e rapidamente la sofferenza dei pazienti che arrivano in PS. Attuare trattamenti precoci del dolore anche in emergenza rappresenta il gold standard e l’obiettivo primario da perseguire.

Il dottor De Iaco, inoltre, pone l’attenzione della platea sulla risoluzione di alcuni punti caldi di discussione:

 • l’impiego degli oppiacei nel bambino, sicuro ed efficace sia utilizzando la morfina per via iniettiva, sia utilizzando vie di somministrazione alternative quali la endonasale e la sublinguale (fentanyl, impiego off labeling), con grande tollerabilità e compliance da parte del piccolo paziente;
 • gli oppiacei nell’anziano, preferendo in questo caso la via sublinguale, riducendo i rischi che comporta la somministrazione di un FANS;
 • sicurezza e affidabilità degli oppiacei nella gestione del dolore procedurale (sedazione per riduzione di frattura, sutura ferite e procedure diagnostico-terapeutiche di urgenza)
 • la continuità assistenziale attuabile con la pronta e preferenziale comunicazione del PS con l’ambulatorio di Terapia del Dolore, indirizzando il paziente con dolore alla dimissione dal PS verso una gestione e presa in carico continuata nel tempo e non lasciandolo abbandonato a se stesso.

Chiara Angeletti, MD
Anesthesiology,  Intensive Care and Pain Medicine. 
University of L’Aquila, Italy
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