Un lavoro presentato in occasione dei lavori del congresso annuale dell’American Association of Pain Medicine ha dimostrato come la somministrazione intraoperatoria di basse dosi di ketamina sia in grado di ridurre il ricorso alla terapia con oppioidi dopo chirurgia ortopedica maggiore in pazienti affetti da fibromialgia. Tali risultati, suggeriscono, pertanto, come la somministrazione di ketamina a dosi sub-anestetiche possa dar luogo a sinergie con altri analgesici e ridurre il consumo di oppioidi, con conseguenti benefici in termini di riduzione degli eventi collaterali legati al consumo di queste sostanze.

Come è noto, la fibromialgia è una sindrome cronica di eziologia sconosciuta, caratterizzata da dolore generalizzato, disfunzione muscolare, disabilità, astenia, stress psicologico, disfunzione cognitiva, sonno e disturbi dell’umore.
Il trattamento di questa condizione prevede l’impiego di diverse categorie di farmaci (antidepressivi, oppioidi, sedativi) in associazione all’adozione di alcune misure non farmacologiche quali l’esercizio fisico e le terapie comportamentali). Tale approccio, tuttavia, si caratterizza ancora per scarsa efficacia e l’insorgenza di alcuni eventi avversi.

Ketamina è un anestetico utilizzato in medicina umana e veterinaria sin dal lontano 1963. Il razionale d’impiego di ketamina come analgesico adiuvante deriva dalla capacità di questa molecola antagonista del recettore NMDA di sopprimere la tolleranza agli analgesici oppioidi, eliminandone pertanto gli eventi avversi da dipendenza.

In letteratura sono presenti documentazioni a favore dell’impiego di basse dosi di ketamina in ragione della possibilità di ridurre il consumo post-operatorio di morfina nei pazienti destinati alla chirurgia (sottoposti a dosaggi elevati di sostanze oppiacee), nonché  osservazioni aneddotiche relative al miglioramento della sintomatologia associata alla fibromialgia in pazienti sottoposti a trattamento con ketamina.

Sulla base di queste premesse, i ricercatori hanno condotto, pertanto, uno studio retrospettivo per confermare su basi più solide l’osservazione del potenziale impatto della ketamina sul dolore da fibromialgia.

Sono stati presi in considerazione 25 pazienti fibromialgici, aventi un’età mediana di 60 anni (con un range compreso tra i 28 e gli 82 anni). Dieci pazienti sul totale erano stati sottoposti ad artroplastica totale all’anca e 15 pazienti ad artroplastica totale del ginocchio. Quindici pazienti erano stati sottoposti allo stesso blocco regionale anestetico, fatta eccezione per 10 pazienti (5 con artroplastica all’anca e 5 con artroplastica al ginocchio) che sono stati trattati con infusione di ketamina a bassa dose (dosaggi sub-anestetici compresi tra 0,1 mg/kg e 0,5 mg/kg).

L’outcome dello studio è stato rappresentato dall’impiego post-operatorio di morfina espresso in equivalenti di morfina orale (ME).

I risultati hanno mostrato che nei pazienti sottoposti a trattamento con ketamina, la mediana della dose richiesta di morfina a 48 ore dall’intervento chirurgico, espressa in ME, era pari a 135 mg a fronte dei 250 mg di morfina, espressi in ME, necessari nel gruppo non trattato con ketamina (P=0,054). “Nonostante le piccole dimensioni del campione, la significatività statistica osservata è risultata consistente con le documentazioni aneddotiche a favore dell’impiego di ketamina a basse dosi – scrivono gli autori nelle loro conclusioni – Pertanto, l’impiego di ketamina a basse dosi, in ragione della capacità di limitare il consumo di narcotici – potrebbe rappresentare una nuova possibilità di trattamento nei pazienti con fibromialgia, da approfondire con studi prospettici di dimensioni adeguate.”.

Day et al. Perioperative ketamine reduces post-operative opioid consumption after major orthopedic surgery in patients with  fibromyalgia: A retrospective chart review of 26 cases. AAPM 2013; Abstract 113.
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