La glucosamina usata per il dolore articolare sembra ridurre il rischio di malattie cardiache

L'assunzione regolare di glucosamina come supplemento dietetico per il trattamento del dolore e della rigiditÓ articolare nell'osteoartrosi potrebbe essere associata a un minor rischio di eventi cardiovascolari, secondo quanto riportato da un ampio studio sulla popolazione appena pubblicato sul British Medical Journal.

L’assunzione regolare di glucosamina come supplemento dietetico per il trattamento del dolore e della rigidità articolare nell’osteoartrosi potrebbe essere associata a un minor rischio di eventi cardiovascolari, secondo quanto riportato da un ampio studio sulla popolazione appena pubblicato sul British Medical Journal.

La ricerca di tipo osservazionale ha considerato i dati dalla UK Biobank, uno studio basato sulla popolazione che ha coinvolto oltre mezzo milione di uomini e donne britannici senza malattie cardiovascolari, arruolati tra il 2006 e il 2010 e seguiti fino al 2016. All’inizio dello studio quasi un partecipante su cinque aveva segnalato l'assunzione di glucosamina.

La glucosamina è un aminozucchero presente in diverse sostanze naturali e coinvolta nella sintesi di lipidi e proteine glicosilate. Viene venduta sotto forma di integratore alimentare e tra le proprietà che le vengono attribuite, la principale riguarda la sua potenziale attività di rinforzo delle articolazioni per via degli effetti positivi sulla cartilagine. Non risultano claim specifici approvati dall’Efsa (l’Autorità europea per la sicurezza alimentare) per i prodotti a base di glucosamina e le indicazioni proposte per i benefici articolari sono state rifiutate a causa dell’assenza di prove scientifiche sufficienti a giustificarle.

Potenziale correlazione con un minor rischio cardiovascolare
L’analisi ha evidenziato che l'uso regolare era associato a un rischio inferiore del 15% di eventi cardiovascolari totali e a un rischio inferiore del 9-22% di cardiopatia ischemica, ictus e morte da malattia cardiovascolare rispetto al non utilizzo. Le associazioni favorevoli si sono mantenute anche dopo aver considerato i classici fattori di rischio come età, sesso, indice di massa corporea, etnia, stile di vita, dieta, farmaci e uso di altri integratori.

L'associazione è risultata ancora più stretta nei fumatori (37% in meno di rischio) rispetto agli ex fumatori (18%) e a quelli che non hanno mai fumato (12%). Secondo gli autori ci sono diversi meccanismi che potrebbero motivare i risultati in questi soggetti. Per esempio, l'uso regolare di glucosamina è stato correlato a una riduzione dei livelli di proteina C-reattiva, una sostanza chimica associata all'infiammazione. Questo potrebbe aiutare a spiegare questo apparente maggior effetto nei fumatori, che hanno livelli più elevati di infiammazione e un maggior rischio di malattia cardiovascolare rispetto ai non fumatori.

«Questa è una buona notizia per le persone che fanno uso di questi supplementi», ha detto l'autore senior Lu Qi della Tulane University di New Orleans. Aggiungendo che «prima di raccomandarne l'uso, abbiamo però bisogno di dati aggiuntivi da studi sulla popolazione e conferme più solide da studi clinici».

Qualche dubbio e un comprensibile scetticismo
«Questo studio osservazionale ci parla di associazioni piuttosto che di causa ed effetto. Non sappiamo se le persone che hanno assunto glucosamina abbiano meno probabilità di sviluppare malattie cardiovascolari per via proprio della sostanza o se ci siano altri fattori in gioco» ha affermato Sonya Babu-Narayan della British Heart Foundation. «Per esempio gli utilizzatori potrebbero essere più propensi a prendersi cura della propria salute in generale. Sono comunque necessari degli studi clinici controllati per scoprire se si tratta di una sostanza realmente utile nella prevenzione delle malattie cardiache e circolatorie».

«Nel Regno Unito una persona su quattro nel muore ancora di malattie cardiocircolatorie e sono circa 7,4 milioni coloro che vivono quotidianamente con queste condizioni devastanti. Abbiamo un bisogno urgente di finanziare le ricerche che potrebbero migliorare la prevenzione, la diagnosi e il trattamento» ha continuato. «Se c’è la possibilità che un integratore molto conosciuto e ampiamente disponibile come la glucosamina possa aiutare a prevenire problemi cardiaci come infarti e ictus, allora è un percorso di ricerca che vale la pena esplorare. Nel frattempo il modo migliore per ridurre il rischio è mantenere uno stile di vita sano e, se necessario, assumere i farmaci raccomandati dal medico».

«Gli studi osservazionali possono generare solo nuove idee da testare, non dimostrare un nesso causale. Molti altri integratori non hanno dimostrato benefici negli studi anche quando lo suggerivano i dati osservazionali, mentre altri hanno invece dimostrato di essere dannosi» è stato il commento di Naveed Sattar della University of Glasgow. «Quindi, per ora, non avrei fretta di acquistare la glucosamina per ridurre i miei rischi cardiaci quando ci sono molti altri metodi efficaci e dimostrati per farlo».

Molto critica la posizione della dottoressa Louisa Lam della Federation University Australia, la quale ha sollevato dei dubbi sulla veridicità della ricerca. «C'è molta polemica intorno agli effetti della glucosamina e degli integratori vitaminici in generale e ho i miei dubbi su questa analisi», ha affermato. «Ci sono molte evidenze scientifiche che supportano le mie riserve. Con campioni molto grandi come quelli dello studio è facile trovare un significato statistico in ciò che interessa ai ricercatori».

«Mi piacerebbe davvero vedere se esiste un'associazione tra altri integratori e gli eventi cardiovascolari o la morte. Gli autori dovrebbero fornire informazioni su altri supplementi dietetici a titolo di confronto» ha aggiunto. «Inoltre non è sufficiente una risposta SI/NO sull’uso di glucosamina. Abbiamo bisogno di conoscere i dosaggi e la durata del periodo di assunzione».

Bibliografia

Ma H et al. Association of habitual glucosamine use with risk of cardiovascular disease: prospective study in UK Biobank. BMJ 2019;365:l1628.

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