Dolore

Lanreotide moderatamente efficace nell'occlusione intestinale maligna

Delude in parte la terapia palliativa con lanreotide nell’ostruzione intestinale inoperabile dovuta a carcinomatosi peritoneale. In uno studio di recente pubblicazione online sulla rivista Journal of Clinical Oncology, l’utilizzo dell’analogo sintetico della somatostatina ha determinato una riduzione marginale dell’emesi e un lieve miglioramento dello stato di benessere di questi pazienti, ragion per cui gli autori dello studio ne raccomandano l’impiego come farmaco di seconda opzione dopo i corticosteroidi.

Nei pazienti con tumore a carico del tratto gastrointestinale,del sistema genitourinario, o con mesotelioma peritoneale, lo sviluppo di metastasi peritoneali rappresenta l’evoluzione più comune del processo di progressione tumorale. Una volta insediatesi e sviluppatesi nel peritoneo, aumenta la morbi- mortalità di questi pazienti in conseguenza della progressione tumorale nella cavità addominale. Le opzioni terapeutiche disponibili sono rappresentate da combinazioni chemioterapiche sistemiche e, in alcuni pazienti, dalla chirurgia citoriduttiva associata a chemioterapia regionale intra- e perioperatoria.

Le sequele cliniche derivanti da una progressione tumorale incontrollata comportano il manifestarsi di dolore  e distensione addominale, lo sviluppo occasionale di asciti, il calo ponderale e, da ultimo, l’occlusione intestinale maligna. Nella palliazione del dolore associato a questi eventi, l’idratazione endovenosa, la decompressione intestinale mediante sondino naso-gastrico o gastrostomia e l’impiego di analgesici rappresentano lo standard di trattamento. Da ultimo, l’impiego degli analoghi della somatostatina per trattare i sintomi associati all’occlusione intestinale malignante è diventato prassi comune da molti anni, suffragato da evidenze di efficacia ottenute su casistiche limitate di pazienti.

In questo trial multicentrico europeo di fase III randomizzato, in doppio cieco, controllato vs placebo, si è voluta saggiare l’efficacia di una singola dose intramuscolo di lanreotide, un analogo del recettore della somatostatina a lunga durata d’azione, nella palliazione dei sintomi associati all’occlusione intestinale maligna su un campione di pazienti ospedalizzati.

A tal scopo, 80 pazienti con carcinomatosi peritoneale, ostruzione intestinale maligna non operabile, e con due episodi emetici quotidiani o sottoposti a intervento di posizionamento di sondino nasogastrico, precedentemente trattati con corticosteroidi endovena e inibitori di pompa protonica, sono stati randomizzati al trattamento con iniezione singola (30 mg) di microparticelle di lanreotide o placebo e seguiti per 10 giorni. L’endpoint primario era rappresentato dalla proporzione di pazienti responsivi al trattamento al settimo giorno (al massimo un episodio emetico giornaliero o assenza di vomito dopo rimozione del sondino naso-gastrico per più di tre giorni consecutivi in entrambi i casi). Lo studio ha preso in esame anche altri endpoint secondari quali la frequenza di episodi emetici, la presenza di nausea o di dolore addominale, la valutazione dello stato di benessere  e il verificarsi di eventi avversi.

I risultati hanno mostrato che l’endpoint primario veniva raggiunto da un numero maggiore di pazienti in terapia con lanreotide rispetto a quelli trattati con placebo. Tale differenza non era statisticamente significativa nella popolazione intent-to-treat (ITT) sulla base dei diari giornalieri dei pazienti (41,9% di pazienti responders – 18 su 43 – vs 29,7% - 11 su 37 – rispettivamente; odds ratio=1,75; CI 95% compreso tra 0,68 e 4,49). La significatività statistica, invece, era raggiunta quando si procedeva invece all’analisi per-protocol (in questo caso si aveva il 57,7% di pazienti responders – 15 su 26 – vs il 30,4% - 7 su 23 - rispettivamente; P<0,05) o all’analisi ITT sulla base delle valutazioni dei ricercatori (50.0% - 19 su 38 - vs 28.6% - 10 su 35; P < 0.05).

Il miglioramento della sensazione di benessere era significativamente maggiore nei pazienti trattati con l’analogo recettoriale della somatostatina rispetto a quelli trattati con placebo (rilevazione a 3, 6 e 7 giorni dal trattamento), anche se non statisticamente significativo (p=0,07), mentre non sono state osservate differenze di rilievo relativamente agli altri endpoint considerati. Inoltre, sono stati registrati due eventi legati al trattamento con lanreotide (peraltro di entità lieve-moderata).

Mariani P, Blumberg J, Landau A et al.  Symptomatic Treatment With Lanreotide Microparticles in Inoperable Bowel Obstruction Resulting From Peritoneal Carcinomatosis: A Randomized, Double-Blind, Placebo-Controlled Phase III Study. Published online before print October 29, 2012, Journal of Clinical Oncology, 2012; doi: 10.1200/JCO.2011.40.5712

SEZIONE DOWNLOAD