Dolore

Le disuguaglianze nel trattamento del dolore. La scheda IASP tradotta dall'Associazione Italiana per lo Studio del Dolore onlus

A livello mondiale sussistono disuguaglianze nel trattamento del dolore, tra Paesi ad alto reddito e Paesi a basso e medio reddito, nonché all'interno delle nazioni stesse, in base a fattori di razza, sesso, genere, etnia, situazione socioeconomica ed età. L'argomento "disuguaglianze nel trattamento del dolore" è discusso ed approfondito in una scheda della IASP (International Association for the Study of Pain) redatta in occasione dell''anno mondiale contro il dolore per il 2022 e tradotta in italiano dall'AISD (Associazione Italiana per lo Studio del Dolore onlus). Riportiamo la traduzione e rimandiamo al sito web di AISD per referenze e ulteriori approfondimenti

A livello mondiale sussistono disuguaglianze nel trattamento del dolore, tra Paesi ad alto reddito e Paesi a basso e medio reddito, nonché all'interno delle nazioni stesse, in base a fattori di razza, sesso, genere, etnia, situazione socioeconomica ed età.

L’argomento “disuguaglianze nel trattamento del dolore” è discusso ed approfondito in una scheda della IASP (International Association for the Study of Pain) redatta in occasione dell’'anno mondiale contro il dolore per il 2022 e tradotta in italiano dall'AISD (Associazione Italiana per lo Studio del Dolore onlus). Riportiamo la traduzione e rimandiamo al sito web di AISD per referenze e ulteriori approfondimenti.

Le disuguaglianze nel trattamento del dolore sono più evidenti nei Paesi a basso reddito a causa del minore accesso alle cure, dell’uso sproporzionato di trattamenti consolidati e di una preparazione accademica inadeguata sulla gestione della condizione. Queste barriere diventano più complesse se si considera l’impatto dei fattori socioeconomici e del contesto socioculturale sull'esperienza del dolore e di come questi contribuiscano alle differenze individuali nel dolore tra le popolazioni di pazienti che ne sono fortemente afflitte.

Inoltre fino a tempi relativamente recenti la maggior parte della ricerca scientifica di base, preclinica e clinica ha studiato il dolore e il suo trattamento negli uomini e negli animali maschi, eppure ora sappiamo che ci sono differenze significative legate al sesso e al genere. La sfida oggi è tradurre la ricerca nella pratica, soprattutto nelle popolazioni sottorappresentate e storicamente escluse nonché nei Paesi a basso e medio reddito.

Esempi di disuguaglianze

  • Differenze di sesso e/o genere nell'esperienza e nel trattamento del dolore e differenze nella risposta alla terapia, in cui le donne sono svantaggiate
  • Disparità nella percezione del dolore, nell'esperienza, nella valutazione e nel trattamento in base alla razza, all'etnia e/o all'età dei pazienti
  • Il sottotrattamento del dolore è più comune nelle persone di razza diversa dai bianchi e appartenenti a minoranze 
  • Disuguaglianze in termini di accessibilità, presenza ed esiti all’interno dei centri di terapia del dolore di terzo livello
  • Mancanza di accesso agli analgesici essenziali, in particolare agli oppioidi, nei Paesi a basso e medio reddito che rappresentano l'85% della popolazione mondiale. Inclusi i pazienti con dolore oncologico o malattie terminali non oncologiche, cure di fine vita e analgesia post parto cesareo.
  • L'eccesso agli oppioidi disponibili in alcuni Paesi a reddito più elevato ha penalizzato quello nei Paesi a reddito medio e basso, soprattutto dove gli oppioidi non sono ampiamente disponibili
  • Nei Paesi a reddito medio e basso Il peso della malattia è maggiore e la probabilità che i trattamenti siano efficaci è inferiore (fino al 34% nella popolazione generale e fino al 62% nelle donne).

Quali fattori contribuiscono alle disuguaglianze?
  • Discriminazione e razzismo influenzano l'accesso e la qualità della cura del dolore, nonché gli esiti 
  • False convinzioni tra i medici in formazione, come le false credenze secondo le quali i neri hanno una pelle più spessa con meno terminazioni nervose e provano meno dolore
  • Mancanza di cure del dolore culturalmente appropriate che rispettino le diverse esigenze dei pazienti
  • Stigma. I pazienti sono spesso stigmatizzati (dagli operatori sanitari, dal pubblico in generale o dai familiari) quando il loro dolore persiste nonostante il trattamento
  • Le politiche governative (o la loro mancanza) e i sistemi sanitari influiscono sulla disponibilità e sull'accessibilità alle cure per il dolore
  • Insufficiente istruzione e formazione sul dolore nelle professioni mediche e sanitarie affini, che è ancora maggiore nei Paesi a reddito medio e basso, con conseguente scarsa erogazione di servizi sanitari per il dolore a tutti i livelli.
  • Nei Paesi a basso e medio reddito, a causa della formazione e di risorse insufficienti e di finanziamenti limitati, si fa meno ricerca. 

Fattori da considerare per progredire 
Per affrontare il problema globale delle disuguaglianze e aumentare l'equità nella cura del dolore, bisogna riflettere su come il potere, le convinzioni razziste e l'oppressione nei confronti dei membri di gruppi minoritari o razziali, abbiano contribuito alle disuguaglianze nell'esperienza e nel trattamento del dolore

La ricerca futura dovrebbe valutare come il sistema delle caste, il classismo, il “colorismo” (pregiudizio o discriminazione in favore di razza dalla pelle più chiara), il razzismo, l'età, il sessismo, lo stigma e la discriminazione e/o i pregiudizi basati su razza, etnia, colore, età, sesso, genere, identità sessuale, religione, reddito, area geografica e stato di disabilità contribuiscono alle disuguaglianze nella ricerca e nel trattamento del dolore. È inoltre importante esaminare e superare i pregiudizi e le disuguaglianze esistenti riguardo alla ricerca condotta nei Paesi a basso e medio reddito.

Azioni che si possono intraprendere
  • Riconoscere l'esistenza delle disuguaglianze. Quando vengono identificate differenze etniche e razziali nel trattamento del dolore, dovrebbero essere affrontate per raggiungere l'equità sanitaria
  • Condurre studi che includano popolazioni diverse e con meno servizi sanitari, per aiutare a generalizzare i risultati
  • Collaborare con le persone che convivono con il dolore nella ricerca, nella formazione e nel trattamento della condizione. Includere come partner dei pazienti provenienti da popolazioni che sono state storicamente, socialmente o economicamente escluse, come le minoranze razziali 
  • Sviluppare valutazioni e trattamenti culturalmente appropriati/sensibili in collaborazione con pazienti e professionisti, per contribuire efficacemente al trasferimento e all'implementazione delle ultime pratiche basate sull'evidenza
  • Sviluppare o utilizzare la tecnologia esistente, ove appropriato e fattibile, per migliorare l'accesso al trattamento del dolore, soprattutto nelle aree remote. Coinvolgere leader delle comunità, esperti di salute ed esperti nello sviluppo e nell'attuazione tecnologica
  • Collaborare con le comunità locali per identificare e dare priorità alla ricerca, alla formazione, alle cure e al supporto, soddisfacendo le loro esigenze
  • Utilizzare quadri antirazzisti, intersezionali e orientati all'equità per la ricerca sul dolore
  • Sviluppare capacità di ricerca nelle nazioni a basso e medio reddito
  • Promuovere e sostenere la collaborazione mondiale tra gruppi di ricerca di tutte le nazioni, ad alto, medio e basso reddito
  • Promuovere e sostenere lo scambio di visite accademiche di esperti del dolore tra Paesi con diverso reddito
  • Facilitare le rotazioni degli studenti di medicina provenienti dai Paesi a basso e medio reddito nei centri accademici dei Paesi ad alto reddito per migliorare la pratica clinica
  • Facilitare il contatto e la collaborazione tra i gruppi di pazienti dei Paesi ad alto reddito e gruppi simili nei Paesi a basso e medio reddito, ad esempio attraverso la Global Alliance of Partners for Pain Advocacy (GAPPA) della IASP
  • Riconoscere e studiare l’impatto della colonizzazione e della medicina coloniale, ancora oggi presenti nelle credenze, negli atteggiamenti, nelle politiche e nelle pratiche della medicina e della ricerca.