Dolore

Linee guida dolore in emergenza: raccomandazioni principali

Le principali raccomandazioni incluse nelle linee guida intersocietarie di prossima pubblicazione sono state riassunte e illustrate nel dettaglio in dodici punti dal Prof. Gennaro Savoia in occasione del congresso SIAARTI di Torino.

La pianificazione di percorsi formativi e progetti integrati diagnostico-terapeutici, la diffusione di tecniche anestesiologiche quali la titolazione degli oppiacei in emergenza, l’impiego di tecniche locoregionali nel politrauma, l’impiego di protocolli standardizzati e di valutazione del dolore nelle schede di triage sono gli elementi che rappresentano i principali punti di forza della sua esposizione.

Nel dettaglio i punti cardine nella gestione del dolore in emergenza sono i seguenti:
1. Adozione di protocolli;
2. Identificazione delle red flag: primo approccio al paziente con dolore con anamnesi ed esame obiettivo in grado di escludere red flag quali cefalea, low back pain, sindromi depressive e intenzioni suicidarie, tendenza all’addiction, seguendo in tal caso le linee guida più recenti ed appropriate per la determinata condizione clinica;
3. Approccio al dolore intrattabile: non responsivo cioè alla somministrazione di oppiacei;
4. Corretta titolazione degli oppiacei forti;
5. Tecniche locoregionali elementari;
6. Conoscenza delle complicanze legate alle tecniche invasive;
7. Corretto approccio alle emergenze nei pazienti terminali inseriti o meno nella rete di continuità assistenziale;
8. Obiettivi da valorizzare nel trauma: misura del dolore nelle schede di triage, diagnostica del dolore nella valutazione secondaria individuazione precoce dei pazienti predisposti allo sviluppo di dolore cronico o neuropatico;
9. Inserire i codici rossi delle complicanze perioperatorie legate al trattamento del dolore postoperatorio: interconnessione tra MET e Acute Pain Service, nel trattamento delle emergenze intraospedaliere;
10. Gestione delle richieste effettuate dai reparti medici;
11. Gestione del dolore intrattabile: adottare protocolli finalizzazi al trattamento del dolore intrattabile durante tutto il percorso delle emergenze;
12. Scelte di fine vita ed avvio dei percorsi di cure palliative: analgosedazione terminale

Infine il Prof. Gennaro Savoia ha posto l’accento su come si venga a creare, nello spirito della legge 38/2010 e delle linee guida della IASP, la necessità di un vero e proprio BLS del dolore all’interno degli ospedali in cui il terapista del dolore sia l’anello finale di una catena di assistenza sanitaria coordinata e sinergica.

I primi rilevatori diventano gli infermieri e i medici di guardia, chiamati a  valutare il dolore e a impostare, rapidamente e secondo protocolli standard, una terapia del dolore sin dai primi momenti del percorso ospedaliero ed extraospedaliero.  In tal modo, solo in caso di dolore intrattabile, ci si rivolgerà allo specialista Algologo, il quale deve essere in grado di impostare una adeguata terapia con i device e i farmaci specifici, dando, in più, indicazioni al personale di reparto in merito al monitoraggio.

Così si sviluppa e cresce il progetto di un vero e proprio Acute Pain Service  rapido, efficiente ed efficace. L’ultimo accento è posto dal Prof. G. Savoia sulla necessità di raccordarsi con l’ambulatorio di terapia del dolore, al fine di garantire la prosecuzione e l’integrazione dei trattamenti con il risultato di un miglioramento netto della qualità di vita dei pazienti a prescindere dalla prognosi.

Chiara Angeletti, MD

Anesthesiology,  Intensive Care and Pain Medicine. 
University of L’Aquila, Italy

SEZIONE DOWNLOAD