Anche i pazienti con dolore lombo-sacrale che non rispondono in modo deciso alle infiltrazioni intrarticolari di steroidi possono comunque essere candidati al trattamento con l'ablazione con radiofrequenza (RFA) e trarne beneficio. Lo sostiene un gruppo di ricercatori della Cleveland Clinic di Cleveland (in Ohio) in base ai risultati di uno studio appena presentato dal team al congresso annuale dell'American Academy of Pain Medicine a Palm Springs, in California.

Durante la sua presentazione, il primo autore della ricerca Jianguo Cheng ha spiegato che i pazienti con dolore all’articolazione sacro-iliaca che avevano avuto una risposta almeno del 25% alle iniezioni hanno beneficiato comunque dell’RFA nei rami laterali.

"La durata del sollievo dal dolore dopo l’ablazione con radiofrequenza è indipendente dal grado di sollievo dal dolore, se superiore almeno al 25%, ottenuto dopo le infiltrazioni di steroidi nell’articolazione sacro-iliaca" ha spiegato il ricercatore, che ha aggiunto, come messaggio finale: "Se il sollievo dal dolore ottenuto con le iniezioni di steroidi è risultato compreso soltanto tra il 25% e il 49%, non è il caso di escludere il paziente dalla RFA”. L’obiettivo dei ricercatori era proprio valutare se il grado di sollievo ottenuto con le infiltrazioni di steroidi sia predittivo della durata del sollievo ottenibile mediante l’RFA dei rami laterali.

Al momento, ci sono poche opzioni terapeutiche disponibili per il trattamento del dolore spinale, in particolare a livello dell'articolazione sacro-iliaca, perché i meccanismi alla base del dolore non sono noti fino in fondo. I medici ricorrono comunemente alle iniezioni intrarticolari di steroidi, ma la durata del sollievo offerto dal dolore è variabile.

Tradizionalmente, i medici hanno utilizzato il grado di sollievo dal dolore ottenuto con le iniezioni di steroidi come criterio per stabilire se i pazienti possano essere buoni candidati per la RFA dei rami laterali che innervano l'articolazione sacroiliaca. Spesso si prende in considerazione la possibilità di ricorrere a questo trattamento solo se il paziente, con le infiltrazioni di steroidi, ottiene una riduzione del dolore almeno del 50%.

Per valutare se questo approccio sia realmente corretto, il gruppo di Cheng ha eseguito uno studio retrospettivo su 80 pazienti che erano stati sottoposti a iniezioni intrarticolari di steroidi prima di una RFA nel periodo compreso tra gennaio 2006 e giugno 2009 presso la Cleveland Clinic.

La stragrande maggioranza di questi pazienti (il 75%) ha ottenuto una riduzione del dolore almeno del 50% grazie alle iniezioni, mentre i rimanenti hanno mostrato una riduzione del dolore compresa tra il 25 e il 49%.

Nel complesso, gli autori hanno visto che il grado di sollievo dal dolore ottenuto grazie alle iniezioni di steroidi nell’articolazione sacro-iliaca, se compreso nel range 25-100%, non è predittivo dei risultati dell’RFA. Infatti, la durata del sollievo dal dolore post-RFA dei rami laterali è risultata indipendente dal grado di sollievo dal dolore ottenuto dopo le iniezioni di steroidi (se pari almeno al 25%).

Dopo aggiustamento per variabili quali l'età, le modalità di insorgenza del dolore, e le risposte all’estensione o alla rotazione assiale del rachide lombare, la differenza nella durata del sollievo dal dolore dopo l’RFA tra il gruppo che aveva avuto un buona risposta (> 50%) e quello che aveva risposto meno bene alle infiltrazioni di steroidi, non è risultata significativa (hazard ratio 0,96; IC al 95% 0,49-1,90; P = 0,91).

Tuttavia, Cheng ha notato che a 6 mesi dall’RFA, l'efficacia complessiva della procedura nella loro popolazione di pazienti è sembrata essere più bassa rispetto a quella evidenziata in studi precedenti. Ciò, secondo l’autore, potrebbe essere dovuto al fatto che la coorte studiata dal suo gruppo era più anziana, la percentuale di pazienti che avevano già subito un intervento alla colonna era superiore, il consumo di oppiacei era più elevato e i pazienti si lamentavano di più del dolore.

Per questo, ai medici che stanno valutando la possibilità di sottoporre a RFA i pazienti che rispondono poco alle iniezioni di steroidi, l’autore consiglia di effettuare un esame obiettivo e di raccogliere l’anamnesi prima di procedere.

Il ricercatore, tuttavia, ha anche aggiunto che non ci sono molti trattamenti alternativi per i pazienti a cui viene negata l’RFA dalle loro compagnie di assicurazione e ha osservato che molti di questi pazienti finiscono per diventare consumatori a lungo termine di oppiacei, con tutti i possibili problemi che ciò comporta

J. Cheng, et al. The degree of pain relief from intraarticular steroid injection of the sacroiliac joint does not predict the outcomes of radiofrequency ablation of the lateral branches" AAPM 2012; Abstract 136
leggi