Lombalgia cronica, qual è l'impatto degli analgesici su qualità della vita e costi sanitari?

Un'indagine americana pubblicata su Journal of Pain Research ha analizzato rischi e benefici di farmaci utilizzati per la lombalgia cronica evidenziando che l'uso di oppioidi sarebbero collegato a punteggi di qualità di vita più bassi e maggiori costi sanitari rispetto agli antinfiammatori non steroidei (FANS).

Un’indagine americana pubblicata su Journal of Pain Research ha analizzato rischi e benefici di farmaci utilizzati per la lombalgia cronica evidenziando che l’uso di oppioidi sarebbero collegato a punteggi di qualità di vita più bassi e maggiori costi sanitari rispetto agli antinfiammatori non steroidei (FANS).

Circa 16 milioni di americani hanno almeno un episodio di dolore lombare nella loro vita, posizionando tale problema come seconda causa di disabilità in USA.
Il trattamento farmacologico per il CBP (chronic back pain) include l'uso di farmaci anti-infiammatori non steroidei (FANS), paracetamolo, rilassanti muscolari e un breve ciclo di oppioidi.

Le prove attuali sull'efficacia degli oppioidi e dei FANS sulla gestione del CBP sono conflittuali. Inoltre, sia gli oppioidi che i FANS sono associati ad effetti collaterali che possono complicare ulteriormente il trattamento.

Pur essendo tutti questi farmaci ampiamente prescritti per il trattamento del mal di schiena cronico, non è mai stato valutato accuratamente il loro impatto sulla qualità della vita, l’assistenza e i costi sanitari.

Per tale motivo alcuni ricercatori dell’Università della Florida hanno cercato di evidenziare i modelli di trattamento farmacologico nella popolazione con CBP e l’impatto sul sistema sanitario e sull’individuo.
A tal fine sono stati considerati dati retrospettivi e trasversali ottenuti dalla Medical Expenditure Panel Survey (MEPS), un database che ha raccolto dati dal 2011 al 2015.

Il trattamento farmacologico è stato classificato in tre categorie che si escludono a vicenda: 1) solo oppioidi, 2) solo farmaci anti-infiammatori non steroidei (FANS), 3) combinazione di oppioidi e FANS.

È stato valutato l'effetto dell'uso di questi trattamenti su 5.203 individui identificati con CBP. Di questi, 2.568 (49,4%) utilizzavano solo gli oppioidi, 1448 (27,8%) utilizzavano solo i FANS e 1.187 (22,8%) utilizzavano entrambi i farmaci antidolorifici.

Per la valutazione della qualità della vita (QA) è stato utilizzato il questionario SF-12v2 che è formato da 8 domini riguardanti la salute tra cui funzionamento fisico, ruolo fisico, dolore fisico, salute generale, vitalità (energia/affaticamento), funzionamento sociale, ruolo emotivo e salute mentale (disagio psicologico e benessere psicologico).

La maggior parte della coorte di studio era costituita da donne (57,4%), individui di età compresa tra 40 e 64 anni (50,9%), bianchi (82,8%), sposati (55%), avevano un'istruzione oltre i 12 anni (86%), avevano una copertura assicurativa sanitaria pubblica (64,5%) e non presentavano alcuna comorbilità (55,1%); la maggior parte degli individui che usavano oppioidi erano uomini e con età superiore ai 64 anni.

Sono stati riportati bassi punteggi di QA correlati alla salute solo nel gruppo che utilizzava oppioidi rispetto ai FANS (punteggio relativo alla componente mentale 44,42 vs 46,67, p<0,001; punteggio relativo alla componente fisica: 35.34 vs 40.11, p<0.001).

Inoltre, solo i pazienti che utilizzavano oppioidi avevano maggiore utilizzo di servizi ospedalieri, servizi a domicilio, servizi ambulatoriali ed visite di emergenza oltre a costi sanitari più elevati.

Nonostante le linee guida recentemente pubblicate dal CDC per la prescrizione di oppioidi raccomandano l'uso di analgesici non oppioidi come terapia di prima linea per il dolore cronico in assenza di cancro, cure palliative o terminali, questo studio ha evidenziato che a quasi la metà degli individui con CBP sono stati prescritti oppioidi come terapia di prima linea, un risultato che è anche coerente con uno studio precedente.

Gli autori sottolineano che i risultati di questo studio hanno implicazioni politiche e sulla pratica clinica perché potrebbero incoraggiare una maggiore prescrizione di FANS al posto degli oppioidi per le condizioni di lombalgia cronica in quanto l'utilizzo di oppioidi in maniera cronica può portare a dipendenza e causare invalidità permanente con aumento dei costi sanitari.

Inoltre, questo studio suggerisce un cambio di paradigma da cure specifiche a una cura più centrata sul paziente.

Infine, dall’analisi emerge anche che i rischi e i benefici collegati all’utilizzo degli oppioidi andrebbero studiati più a fondo.

Desai R. et al., Utilization of pain medications and its effect on quality of life, health care utilization and associated costs in individuals with chronic back pain.
J Pain Res. 2019 Feb 1;12:557-569. doi: 10.2147/JPR.S187144. eCollection 2019.

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