Lombalgia e sciatica, la terapia combinata non trova supporto in letteratura

Ci si aspetta che l'uso di combinazioni di farmaci per trattare la lombalgia e la sciatica dia un maggiore sollievo dal dolore o una migliore tollerabilità rispetto un solo farmaco. Le evidenze della letteratura scientifica non sono però sufficienti per raccomandare la terapia combinata per gestire questo tipo di dolore, secondo una revisione e meta-analisi pubblicata sul Journal of Pain.

Ci si aspetta che l’uso di combinazioni di farmaci per trattare la lombalgia e la sciatica dia un maggiore sollievo dal dolore o una migliore tollerabilità rispetto un solo farmaco. Le evidenze della letteratura scientifica non sono però sufficienti per raccomandare la terapia combinata per gestire questo tipo di dolore, secondo una revisione e meta-analisi pubblicata sul Journal of Pain.

«La maggior parte delle combinazioni non ha avuto alcun effetto o solo un effetto minimo sul dolore e sulla disabilità», scrivono i ricercatori, che hanno anche criticato la «bassa qualità complessiva delle evidenze».

La lombalgia è una condizione molto diffusa, che causa notevoli disabilità a livello globale. Fino al 70% delle persone soffre di lombalgia nel corso della vita e, anche se molte migliorano in modo sostanziale entro le prime sei settimane, alcune continuano a presentare dolore e disabilità dopo un anno. Molti pazienti con sciatica accusano la sintomatologia anche dopo due anni e un quarto di quelli che si riprendono hanno una recidiva entro un paio d’anni.

Le linee guida cliniche per i pazienti con lombalgia e sciatica forniscono raccomandazioni sugli analgesici, generalmente a singolo componente. La terapia farmacologica combinata è però normalmente impiegata nelle cure primarie sia in pazienti con lombalgia cronica che in quelli con lombalgia con possibile componente neuropatica del dolore, e il suo uso aumenta in funzione dell’intensità del dolore. Secondo gli studi le combinazioni più frequenti sono analgesici oppioidi più farmaci antiinfiammatori non steroidei (FANS) o miorilassanti o paracetamolo, piuttosto che come monoterapia.

Una revisione sistematica della letteratura
Gli autori dello studio hanno condotto una revisione sistematica della letteratura per valutare quali agenti farmacologici utilizzati in combinazione sono efficaci nel ridurre il dolore e la disabilità, e in che misura vengono tollerati dai pazienti, ha detto il primo autore Stephanie Mathieson, dell’Università di Sydney in Australia.

Il team di ricerca ha valutato 260 studi e ne ha inclusi solo 27 nella revisione. Venti di questi avevano valutato solo la lombalgia, sei avevano considerato anche la presenza o meno di dolore alle gambe e uno aveva incluso i pazienti con sciatica. Nel complesso 16 diverse terapie combinate erano state confrontate con la monoterapia e sette con placebo.

«I risultati sono interessanti perché mettono in luce la necessità di studi ulteriori e meglio progettati che valutino la terapia combinata per la lombalgia acuta e cronica con o senza dolore alle gambe», ha commentato Ignacio Badiola, dell’Università della Pennsylvania, a Philadelphia, non coinvolto nello studio. Ha fatto presente che la lombalgia, sia sola che con sciatica, sono tra i motivi più comuni per cui i pazienti visitano i loro medici di base, e normalmente ricevono una terapia di combinazione.

«Per cinque combinazioni abbiamo rilevato un effetto del trattamento, ma solo una di questa mostrava una differenza clinicamente importante, cioè l’associazione tra buprenorfina e pregabalin rispetto alla sola buprenorfina per la lombalgia cronica con o senza dolore alle gambe, con effetto nell’immediato e nel breve termine», ha detto la Mathieson. «Ma si trattava di un’evidenza di bassa qualità».

Nessuna combinazione ha dimostrato un effetto statisticamente significativo sulla disabilità, peraltro segnalata di rado, ha aggiunto.

I commenti degli autori sono stati estremamente critici in merito alla letteratura disponibile, affermando che circa il 50% degli studi «presentava dati di outcome incompleti e altri pregiudizi che riflettono la sponsorizzazione del settore. Molti studi non rivelavano i finanziamenti ricevuti oppure gli autori erano consulenti di case farmaceutiche. Questi fattori hanno contribuito al fatto che non ci fossero evidenze di alto livello a supporto di una qualsiasi combinazione di terapia farmacologica».

«Non vi è alcuna chiara evidenza che la combinazione di farmaci comporti un maggiore sollievo dal dolore o riduca la disabilità in misura superiore alla monoterapia o al placebo in questi pazienti», ha affermato la Mathieson. Nel complesso, la letteratura è «limitata dalla scarsa qualità delle evidenze e dal basso numero di studi per la terapia combinata, dato che la maggior parte delle combinazioni veniva valutata in un solo studio».

«Alla luce dei risultati della nostra revisione, i medici di base che gestiscono i pazienti con dolore alla schiena dovrebbero tenere in considerazione il fatto che ci sono poche evidenze a sostegno dell'uso della terapia combinata» ha concluso.

Bibliografia

Mathieson S et al. Combination Drug Therapy for the Management of Low Back Pain and Sciatica: Systematic Review and Meta-Analysis. The Journal of Pain

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