Dolore

Meno decessi da paracetamolo riducendo il numero di compresse delle confezioni

Uno studio retrospettivo inglese appena uscito sul British Medical Journl mostra che si è avuta una  drastica riduzione dei decessi e dei casi di insufficienza epatica acuta dovuti al paracetamolo grazie a una legge che ha ridotto a 32 compresse il numero massimo contenuto in una confezione.


Dopo l’entrata in vigore della normativa, nel settembre 1998, il numero medio di decessi in Inghilterra e Galles per avvelenamento da paracetamolo - tra suicidi, overdose accidentali e casi di intento sconosciuto - è sceso a 31 per trimestre, a fronte di tassi stimati compresi tra 46 e 53 per trimestre se non fosse stata varata quella legge.


Gli autori dello studio, coordinati da Keith Hawton, psichiatra dell’ Università di Oxford, hanno stimato che la misura legislativa abbia impedito qualcosa come 765 decessi. I ricercatori hanno anche calcolato che i casi insufficienza epatica acuta provocata da paracetamolo, tale da portare il paziente a essere messo in lista per il trapianto di fegato, sono diminuiti del 61%.


"L'effetto della legge del 1998 sulle dimensioni delle confezioni di paracetamolo riflette probabilmente il fatto che molte persone che intenzionalmente ingeriscono dosi eccessive di paracetamolo prendano ciò che è disponibile in casa, soprattutto se l'overdose è impulsiva" scrivono Hawton e il suo gruppo.


Gli autori fanno però notare che la legge non ha risolto del tutto il problema, tant’è che in Gran Bretagna continuano a verificarsi casi di overdose da paracetamolo. Altre misure che si potrebbero prendere per ridurle ulteriormente, suggeriscono i ricercatori, potrebbero comprendere limiti ancora più severi sulle dimensioni delle confezioni e dosaggi più bassi delle compresse, così come una migliore attuazione delle attuali restrizioni.


La questione paracetamolo è stata presa in esame su entrambi i lati dell'Atlantico, perché dosaggi superiori non di molto ai livelli raccomandati possono portare a insufficienza epatica acuta, anche se di rado, specie quando il farmaco è combinato con l'alcol.


Nel 2011, per esempio, la Food and Drug Administration ha ridotto il dosaggio massimo del paracetamolo nei prodotti con più principi attivi, riducendolo a 325 mg per compressa o capsula, proprio per via del rischio di insufficienza epatica. Tuttavia, le compresse di solo paracetamolo possono ancora essere da 500 mg e sono disponibili sul mercato confezioni da 100 o più compresse.


Nel loro articolo, Hawton e i colleghi spiegano che la legge promulgata nel 1998 nel Regno Unito è stata una risposta del governo a un’ondata di casi di overdose da paracetamolo. Le interviste con i sopravvissuti hanno indicato che il sovradosaggio era il risultato di un atto "spesso impulsivo e coinvolgeva l’uso di farmaci già presenti in casa" scrivono i ricercatori.


Da allora, è stato fissato il limite di 32 compresse per le confezioni da banco vendute nelle farmacie e di 16 compresse per quelle vendute attraverso altri canali, e la misura ha riguardato non solo i prodotti contenenti esclusivamente paracetamolo, ma anche quelli multi-farmaco.


Nel periodo compreso tra il 1993 e il 1998, il totale delle vittime del paracetamolo in Inghilterra e Galles è stato in media di 5081 ogni anno, mentre dal 1999 al 2009 la media è stata di 4773. Questi dati e altri usati nello studio non hanno considerato i prodotti multi-farmaco, ma hanno invece tenuto conto dei casi di intossicazione mista da paracetamolo e alcol.


I ricercatori hanno usato un metodo statistico particolare (noto come analisi di regressione segmentata) per fare una proiezione del tasso di decessi da paracetamolo che si sarebbe avuto se non fosse stata varata la legge. Per le morti da overdose di paracetamolo di tutti i tipi (suicidio, incidente e con intento sconosciuto), Hawton e il suo gruppo hanno stimato che di base, senza la normativa, si sarebbero verificati una media di 53 decessi per trimestre; una proiezione più conservativa ha portato a 46 morti ogni trimestre. In entrambi i casi, il tasso effettivo di decesso aggiustato è risultato di 31 morti per trimestre, dunque significativamente più basso di quello previsto senza la legge.


I ricercatori hanno effettuato calcoli simili per valutare il numero di inserimenti nelle liste d’attesa per il trapianto di fegato e il numero di trapianti effettivi, aggiustando i dati in funzione ai tassi complessivi di trapianto di fegato indipendentemente dalla causa.


Hanno così stimato un numero di inserimenti in lista per il trapianto pari a 18 casi per trimestre se non fosse stata introdotta la legge, mentre il numero effettivo aggiustato è stato di 7 per trimestre. La proiezione conservativa, però, era solo di 11 inserimenti per trimestre, e in questo caso la differenza con il numero di inserimenti effettivo non è risultata statisticamente significativa.


Il numero aggiustato effettivo di trapianti eseguiti per trimestre è risultato inferiore rispetto a quelli stimati se non fosse stata introdotta la legge (sia quello massimo sia quello conservativo), ma non in modo significativo.


Da notare, invece, che il tasso complessivo di suicidi è rimasto invariato, il che porta a chiedersi se gli aspiranti suicidi abbiano semplicemente scelto di adottare un metodo più semplice e accessibile per porre fine alla loro vita.


K. Hawton, et al . Long term effect of reduced pack sizes of paracetamol on poisoning deaths and liver transplant activity in England and Wales: interrupted time series analyses. BMJ 2013; doi: 10.1136/bmj.f403.
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