Negli Stati Uniti, i programmi su base territoriale di distribuzione di naloxone come ‘antidoto’ all’overdose di oppiacei, unitamente all’addestramento dei pazienti su come usare il farmaco amministrarlo sembrano funzionare in qualche misura nel prevenire i decessi per overdose da oppiacei.

Lo si legge in un documento pubblicato in Morbidity & Mortality Weekly Report, la rivista dei Centers for Disease Control and Prevention (Cdc) di Atlanta, in cui si riporta che circa un quinto dei pazienti trattati col farmaco hanno superato l’overdose e sono stati salvati.

Il naloxone è il trattamento di scelta per contrastare la depressione respiratoria che spesso è alla base del decesso overdose da oppiacei ed è impiegato anche in combinazione con buprenorfina per il trattamento della tossicodipendenza.

Negli Usa, quello delle morti per overdose è un fenomeno in costante aumento, al quale danno un contributo sostanziale gli oppiacei come l'eroina e gli analgesici su prescrizione.

Nel 2010, gli autori del reporto hanno condotto un’indagine on-line su 50 programmi di distribuzione del naloxone per la prevenzione dei decessi per overdose. Nell’indagine sono rientrati 48 programmi attivi in 15 Stati, che nell’insieme hanno fornito dati provenienti da 188 organizzazioni locali.

In totale, questi centri hanno distribuito il farmaco e insegnato a usarlo a 53.032 persone, ricevendo poi 10.171 segnalazioni di salvataggio dall’overdose grazie al farmaco. Per quasi la metà dei programmi, tuttavia, l’approvvigionamento di naloxone si è rivelato difficoltoso, per ragioni di costi o legate alla catena di distribuzione.

Nel report si legge, inoltre, che questi programmi dovrebbero essere ampliati, soprattutto in luoghi come carceri e prigioni, all’interno dei programmi di trattamento dell’abuso di sostanze, coinvolgendo anche gruppi di supporto e studi medici.

Gli autori osservano anche che per facilitare l'uso di naloxone nelle overdose, alcuni Stati hanno approvato leggi per garantire una responsabilità limitata per i prescrittori che lavorano all’interno di tali programmi e altri hanno adottato una leggi (nota come la ‘legge del buon samaritano’) che protegge dall’arresto chi utilizza naloxone per trattare un’overdose.

E.Wheeler, et al. Community-based opioid overdose prevention programs providing naloxone -- United States, 2010. MMWR 2012; 61(6): 101-105.
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