Menopausa, l'emicrania è davvero un problema?

Dolore
L'evidenza suggerisce che l’emicrania è influenzata da fattori ormonali, e in particolare, dai livelli di estrogeni, ma relativamente pochi studi hanno indagato la prevalenza e le caratteristiche di questa problematica rispetto alla menopausa. Un recente revisione sistematica della letteratura pubblicata sulla rivista International Journal of Women’s Health ha effettuato una carrellata dei dati conosciuti e ha evidenziato che l’emicrania è una problematica maggiormente presente nel periodo fertile della donne e in peri-menopausa ma che gli studi sono eccessivamente eterogenei per dare delle risposte definitive.
L’emicrania si verifica in entrambi i sessi, ma si riscontra soprattutto nelle donne, con una prevalenza una tantum cumulativo del 43% nelle donne e del 18% negli uomini.
C'è una forte evidenza del collegamento tra l’emicrania e lo stato ormonale della donna, e sia i tempi che la frequenza degli attacchi di emicrania sono influenzati da eventi ormonali.
In questa revisione sistematica della letteratura sono stati analizzati 6.326 articoli e ne sono stati selezionati per l’analisi 22
L'emicrania può essere influenzato da variazioni dello stato ormonale delle donne nel menarca, mestruazioni, gravidanza, menopausa , così come è collegata all'uso di contraccettivi orali e della terapia ormonale sostitutiva.
L’emicrania di solito inizia dopo il menarca, si verifica più frequentemente durante le mestruazioni, e migliora durante la gravidanza e dopo la menopausa. 
L'ipotesi del "ritiro degli estrogeni", più di 40 anni dopo essere stata proposta per la prima volta, è ancora la più accreditata per spiegare il meccanismo attraverso il quale l'emicrania è innescata dagli ormoni ovarici.
Secondo questa ipotesi l'emicrania è innescata dall'improvviso calo dei livelli di estrogeni che si verifica immediatamente prima del ciclo mestruale e durante la transizione verso la menopausa o all’inizio del periodo post-menopausale (periodo di transizione verso la menopausa).
Occorre considerare che nel periodo peri-menopausale c’è una grande fluttuazione dei livelli di ormoni che subiscono un decisivo crollo in menopausa che è stato anche evidenziato in studi di popolazione che hanno sottolineato un miglioramento dell'emicrania dopo la menopausa, con un possibile aumento nella peri-menopausa.
La frequenza dell’emicrania in menopausa va tra il 10 e il 29%. Nei primi questionari sul problema le donne intervistate rispondevano di provare maggiormente mal di testa 57-85% rispetto all’emicrania 16.5%-29% ma che quest’ultima comportava una significativa disabilità. Inoltre, la frequenza dell’emicrania era decisamente più alta nelle donne in peri-menopausa.
Andando alla tipologia dell’emicrania, la letteratura disponibile suggerisce che l’ emicrania senza aura (MO) è più influenzato dagli ormoni rispetto all’ emicrania con aura (MA), non solo nel periodo fertile ma anche durante e dopo la menopausa.
Studi condotti su pazienti afferenti a centri specializzati sulla cefalea non hanno mostrato alcun miglioramento o peggioramento dell'emicrania. 
L’eziologia della menopausa può giocare un ruolo nell'evoluzione della stessa durante il periodo della menopausa, con un miglioramento che si verifica con maggiore probabilità dopo una menopausa spontanea piuttosto che dopo la menopausa chirurgica.
E’ stato anche osservato che l’uso terapeutico di ormoni esogeni può influenzare il decorso dell'emicrania; l’uso regolare di tali ormoni può essere associato con lo sviluppo di " mal di testa esogeno ormone-indotto ". D'altra parte, secondo la teoria del " mal di testa da ritiro di estrogeni ", cefalea o emicrania possono essere causati dalla cessazione di una terapia a base di estrogeni esogeni.
Studi di popolazione osservazionali hanno evidenziato che la terapia ormonale sostitutiva post-menopausa è stato associata a un peggioramento dell'emicrania.
Sono stati anche studiati diversi regimi terapeutici sull’emicrania, ma hanno portato a risultati non conclusivi. Va notato che negli studi analizzati dalla revisione, la piccola dimensione del campione, la mancanza di gruppi placebo e le definizioni di endpoint inadeguati o non chiare, limitano la loro capacità di determinare fino a che punto la terapia ormonale sostitutiva è utile, o meno, nelle donne con emicrania.
In conclusione, gli studi presenti in letteratura sull’emicrania in menopausa sono eterogenei e spesso con risultati contrastanti. Studi epidemiologici su grandi campioni di popolazione hanno comunque evidenziato che l’emicrania sembra più un problema delle donne nelle fasi mestruali e nel periodo peri-menopausale che non della menopausa. Questo perché il turbinio di ormoni in queste fasi della vita della donna influenzano maggiormente la possibilità di insorgenza del disturbo emicranico. Non essendoci ad oggi misure preventive specifiche raccomandate per le donne in menopausa con emicrania, vi è la necessità di ulteriori ricerche per chiarire il rapporto tra emicrania e cambiamenti ormonali nelle donne e per quantificare l'onere reale dell'emicrania dopo la menopausa.
Emilia Vaccaro



Ripa P. et al  Migraine in menopausal women: a systematic review. Int J Womens Health. 2015 Aug 20;7:773-82. doi: 10.2147/IJWH.S70073.
leggi


SEZIONE DOWNLOAD