Il metilnaltrexone (MNTX), un antagonista dei recettori mu degli oppioidi ad azione periferica, può ripristinare la funzione intestinale nei pazienti critici che presentano una stipsi. È quanto emerge da uno studio pubblicato nel numero di marzo della rivista Mayo Clinic Proceedings.

Gli oppioidi sono un caposaldo dei trattamenti utilizzati nelle unità di terapia intensiva (UTI), ma il loro uso provoca di frequente una costipazione che può ritardare la ripresa dell’alimentazione e della dimissione dal reparto.

ll MNTX, in virtù della sua bassa liposolubilità, attraversa scarsamente la barriera ematoencefalica, limitando così i suoi effetti alla periferia. Grazie a questa proprietà il farmaco è in grado di contrastare gli effetti collaterali degli oppiodi a livello gastrointestinale, senza interferire con la loro azione analgesica, che è invece determinata dall'azione sui recettori mu a livello del sistema nervoso centrale.

Secondo gli autori, guidati da Parind B. Patel, dell’Hammersmith Hospital di Londra, nella loro esperienza MNTX si è rivelato molto efficace nell’ottenere l’evacuazione rispetto ai lassativi tradizionali nei pazienti critici della loro UTI, è stato ben tollerato e non dato alcun segno di antagonizzare gli effetti dell’analgesia a livello centrale.

Per questo studio, i ricercatori hanno esaminato retrospettivamente 88 pazienti critici non chirurgici ricoverati presso la terapia intensiva durante un periodo di 10 settimane dall’1 settembre al 15 novembre 2009. Tra questi, 15 soffrivano di stipsi indotta da oppioidi entro 72 ore dal ricovero in terapia intensiva e sette sono stati trattati con MNTX mentre otto con la terapia convenzionale costituita da picosolfato di sodio e supposte di glicerina.

Il risultato più eclatante è stata la rapidità d’azione del MNTX. Nel gruppo trattato con questo farmaco, sei pazienti su sette, l’86%, sono riusciti a evacuare entro 24 ore (P = 0,001), mentre non ci è riuscito nessuno degli otto pazienti trattati con i lassativi convenzionali.

Il MNTX si è dimostrato inefficace in un paziente che presentava un grande ematoma intraddominale. Escludendo questo paziente dall'analisi, nei pazienti trattati con MNTX l’evacuazione è avvenuta in media entro 7,8 ore contro 96 ore nel gruppo trattato con i lassativi convenzionali, con una differenza tra i due gruppi riguardo al tempo necessario per ottenere l’evacuazione di circa 3,5 giorni (P< 0001).

In tutti i pazienti del gruppo MNTX si è riusciti a introdurre un’alimentazione enterale completa, mentre quest’obiettivo è stato raggiunto solo dal 50% di quelli trattati con i lassativi convenzionali (P = 0,08).

"Abbiamo osservato un miglioramento clinicamente significativo dell'alimentazione e una diminuzione dei volumi gastrici residui nei nostri pazienti trattati con MNTX" ha spiegato Patel, il quale ha però sottolineato che lo studio del suo gruppo era troppo piccolo per poter dimostrare la significatività anche statistica di questi risultati; tuttavia, il miglioramento ottenuto sul fronte della nutrizione enterale suggerisce che varrebbe la pena di indagare più a fondo.

"I nostri risultati” ha concluso infatti Patel “dimostrano un possibile ruolo del MNTX nella gestione della stipsi da oppioidi nei pazienti critici e suggeriscono l’opportunità di verificarlo con uno studio più ampio di tipo controllato nel setting della UTI”.

S.B. Sawh, et al. Use of Methylnaltrexone for the Treatment of Opioid-Induced Constipation in Critical Care Patients. Mayo Clinic Proceedings 2012;87(3):255-259. doi:10.1016/j.mayocp.2011.11.014
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