Il trattamento con naloxegol, un antagonista del recettore degli oppiacei ad azione periferica, si è dimostrato efficaci nel ridurre la stipsi indotta da questi analgesici in due studi pivotal di fase III –KODIAC-04 e KODIAC-05 – presentati in occasione della Digestive Disease Week, conclusasi da poco a Orlando, in Florida.

Nel primo dei due trial, durato 12 settimane, il 44,4% dei pazienti trattati con 25 mg/die di naloxegol ha risposto al trattamento contro il 29,3% dei pazienti trattati con placebo (P = 0,001), mentre nel secondo, di disegno simile, la percentuale di risposta con lo stesso dosaggio del farmaco è stata rispettivamente del 39,7% contro 29,3% (P = 0,021).

"Circa il 40-80% dei pazienti sottoposti a una terapia cronica con oppioidi sviluppa stipsi, una complicanza in genere fastidiosa, che può tuttavia diventare anche grave, provocando occlusione intestinale e costringendo a ridurre il dosaggio degli oppioidi a un livello subottimale" ha spiegato l’autore che ha presentato gli studi, William D. Chey, della University of Michigan di Ann Arbor.

I due trial, randomizzati, controllati e in doppio cieco, hanno coinvolto in totale quasi 1400 pazienti che non soffrivano di stitichezza cronica prima di iniziare la terapia con gli oppioidi per alleviare un dolore non oncologico. I partecipanti, che avevano preso dosi equivalenti di morfina comprese tra 30 e 1000 mg a settimana per almeno un mese, sono stati assegnati al trattamento con naloxegol 12,5 mg o 25 mg una volta al giorno oppure placebo.

Per poter partecipare agli studi, i pazienti dovevano avere meno di tre movimenti intestinali spontanei a settimana, accompagnati da sintomi come sforzo durante l’evacuazione o sensazioni di ostruzione o di evacuazione incompleta.

I partecipanti sono stati classificati come responder se avevano almeno tre movimenti intestinali spontanei a settimana durante lo studio. Inoltre, dovevano avere almeno un movimento intestinale in più ogni settimana rispetto al basale durante 9 delle 12 settimane dello studio e aver avuto tre o più movimenti intestinali alla settimana durante l'ultimo mese. “Obiettivi piuttosto ambiziosi da raggiungere” ha sottolineato Chey.

Nel KODIAK-04, le percentuali di risposta nei due gruppi trattati con i due diversi dosaggi di naloxegol sono risultate significativamente maggiori rispetto al gruppo di controllo.

In questo studio, la risposta nel gruppo trattato con 12,5 mg è stata del 40,8%, mentre nel KODIAK-05 non è risultata significativamente diversa dal placebo.

Circa la metà dei pazienti aveva già provato lassativi senza successo. Nel sottogruppo di questi pazienti non responder ai lassativi, la risposta al naloxegol è stata di circa il 42% con il dosaggio più basso e circa il 47% con quello più elevato.

Il tempo di comparsa del primo movimento intestinale dopo l’inizio del trattamento è stato di 6-12 ore nel gruppo trattato con il dosaggio più elevato del farmaco contro 36-37 ore nel gruppo placebo, differenza definita da Chey "davvero notevole".

Da notare che non si sono stati cambiamenti significativi rispetto al basale nei punteggi del dolore o nelle dosi di oppiacei alla fine dello studio, il che indica come il trattamento con naloxegol non abbia interferito con l’analgesia indotta dagli oppioidi o non abbia portato a sospendere gli analgesici.

La maggior parte degli eventi avversi, più frequenti con naloxegol 25 mg, sono stati di tipo gastrointestinale e sono stati diarrea, nausea, dolore e vomito. Gli eventi avversi gravi sono stati rari, e quelli cardiovascolari sono risultati distribuiti in modo uniforme tutti i gruppi, ha riferito Chey. L’unico evento cardiaco ritenuto correlato al trattamento si è verificato in un paziente trattato con placebo, mentre non si è osservato alcun cambiamento degli elettrocardiogrammi durante gli studi.

In entrambi i trial, circa il 10% dei pazienti assegnati al trattamento con il dosaggio più alto del farmaco ha abbandonato lo studio a causa di effetti avversi.

Infine, ha spiegato Chey, ci sono stati due decessi nei gruppi di trattamento attivo, uno dovuto al cancro e l'altro a complicanze a seguito di intervento di sostituzione delle valvole cardiache, ma nessuno è stato considerato correlato al trattamento.

W Chey, et al. Efficacy and safety of naloxegol in patients with opioid-induced constipation: results from two prospective, randomized, controlled trials. DDW 2013; Abstract 900.