Napoli, arriva la macchina che misura il dolore durante interventi chirurgici

Dolore
E’ oggi possibile monitorare il dolore percepito da un paziente durante un’ intervento chirurgico in anestesia generale. E’ quanto annunciato dai medici dell’Ospedale Monaldi di Napoli, primi in Italia ad utilizzare questa nuova apparecchiatura.

Durante l’anestesia generale, il paziente non prova dolore. Questa affermazione non è del tutto veritiera in quanto, come hanno spiegato i clinici dell’Ospedale campano Monaldi, i pazienti sotto anestesia generale in corso di intervento chirurgico percepiscono dolore, anche se in misura lieve.

In seguito a queste sensazioni vengono generate delle variazioni di parametri clinici quali la pressione arteriosa e la frequenza cardiaca che potrebbero anche influire sull’esito finale dell’intervento perché viene conservata memoria della sofferenza provata.

La valutazione di questo dolore ad oggi veniva effettuata in maniera empirica ed i farmaci antidolorifici venivano dosati soltanto in base al peso corporeo e all’osservazione della risposta cardiaca e pressoria del paziente.

Questo è quanto ha spiegato il Dott. Antonio Corcione, Direttore della UOC Anestesia e Terapia Intensiva Post Operatoria dell’Ospedale Monaldi.
Oggi, invece, dopo una sperimentazione che ha coinvolto anche un’azienda ospedaliera del Nord Italia è stato introdotto il Metrodoloris che viene applicato a tutti i pazienti sottoposti a intervento chirurgico nell’ospedale campano e che è indice del tono parasimpatico del paziente, fornendo, dunque, informazioni sull’intensità del dolore percepito dal paziente.

Questa tecnologia è nuova in Italia ma non all’estero, infatti, in Francia è presente già dal 2011. L’ avventura del Metrodoloris è il risultato dell’ incontro nel 2008 tra Fabien Pagniez esperto in ingegneria medica con il Dott. Régis Logier, direttore del laboratorio di tecnologia dell'innovazione presso l'Ospedale Universitario di Lille. L’Ing. Pagniez ha alle spalle otto anni di esperienza in sistemi di monitoraggio avanzati per le sale operatorie negli ospedali,  il Dott. Logier ha, invece,  scoperto un modo per leggere alcuni dati dal nostro sistema nervoso centrale avendo lavorato per 20 anni su una tecnologia in grado di valutare il dolore provato dai pazienti.

Nasce così una start-up per lo sviluppo di un sistema capace di valutare la sofferenza effettiva sopportato dal corpo e nel 2009 tale progetto vince un concorso nazionale del Ministero dell'Istruzione Superiore e della Ricerca francese. Arrivano così investimenti per supportare lo sviluppo dei primi prototipi. Nel 2010, 25 Ospedali Europei hanno adottato tale sistema e la maggior parte sono coinvolti in studi clinici per dimostrare la sua efficacia.

Oggi molti ospedali in Europa usano tale sistema in ostetricia per monitorare la sofferenza fetale  e in neonatologia, per migliorare il comfort dei bambini ricoverati in ospedale .
Adesso anche in Italia, tale strumento permetterà ai medici di valutare lo stato di sofferenza del paziente in maniera costante, riuscendo a ottimizzare la quantità di antidolorifici da erogare evitando anche il rischio di eventi avversi.

La Dott.ssa Clelia Esposito, Dirigente medico anestesista, responsabile tecniche speciali di anestesia presso l’Ospedale Monaldi ha precisato che “tale monitoraggio fornisce informazioni sulla sensazione del dolore percepita dal paziente e attraverso l’analisi del segnale elettrico cardiaco esprime un indice numerico che consente di modulare in maniera ottimale il dosaggio di farmaci antidolorifici, in particolare oppioidi, somministrati durante l’intervento, evitandone inutili sovradosaggi. Tuttavia è necessario mettere sempre in connessione il valore monitorato con il contesto di cure praticate.”

Emilia Vaccaro

SEZIONE DOWNLOAD