Narni pain study: primo studio di popolazione sul dolore cronico

Dolore
Il dolore cronico è molto diffuso nella popolazione generale, in particolare nei soggetti con età superiore ai 50 anni. E’ quanto emerge da uno studio italiano denominato "Narni pain study"che ha coinvolto ricercatori dell’Università di Perugia-Polo di Terni, l’Azienda Ospedaliera “Santa Maria” di Terni e l’Associazione Narni Lotta contro il Cancro e presentato al 37° Congresso dell’AISD, l’Associazione italiana per lo studio del dolore la scorsa settimana a Stresa.

Questo studio ha anche evidenziato che la terapia prevalente per il dolore cronico è il trattamento con antinfiammatori non steroidei con risultati terapeutici abbastanza deludenti.

Il gruppo di ricerca del prof. Stefano Coaccioli, Direttore della Clinica Medica Generale e Terapia Medica - Università di Perugia, sede Terni, vicepresidente dell'Associazione Italiana per lo Studio del Dolore e membro del Consiglio Esecutivo della Fondazione Paolo Procacci Onlus, ha condotto uno studio con l’obiettivo di valutare la prevalenza, l’entità e le modalità di gestione del dolore cronico in ambito extraospedaliero in una popolazione del comune di Narni, in Umbria.

Queste valutazioni sono state effettuate attraverso delle domande inserite in un questionario distribuito a 8.000 persone residenti nel comune di Narni; i partecipanti tra l’altro dovevano anche indicare l’intensità del dolore provato, la sede, le possibili cause, la terapia seguita, se ottenevano dei risultati e la conoscenza della legge 38 del 15 marzo 2010.

L'organizzazione è stata curata dal Comune di Narni e dall'Associazione "Narni contro il Cancro.

In totale hanno partecipato allo studio 1230 soggetti con un’ età media di 56.2 anni, di cui il 43% uomini e il 57% donne. I risultati hanno mostrato che il 29% dei soggetti riferiva di provare dolore cronico, di cui 108 uomini e 243 donne; appare quindi chiara la prevalenza di tale sintomatologia nelle donne (X2=29.632, GL1, p<0.0001). Lo studio ha anche evidenziato l’importanza dell’età dei soggetti; individui con età compresa tra i 50 e i 70 anni rappresentano il 50% del totale dei malati. La residenza in campagna o in città non aveva influenza sull’insorgenza del problema (X2=0.023 GL1, p=0.879 città vs campagna).

Il dolore è stato così classificato e stratificato nella popolazione: nell’89% dei casi era moderato-forte; 5% fortissimo; 5% lieve o molto lieve. Il 19% dei partecipanti non assumeva farmaci, il 22% prendeva paracetamolo e ben il 46% assumeva antinfiammatori non steroidei.

Un altro dato molto importante che emerge da questo lavoro è che più della metà dei soggetti riferiva fallimento o scarso effetto dopo il trattamento farmacologico. Infine, la maggior parte dei soggetti ammetteva di non conoscere la legge 38.

L’European Survey sul dolore cronico, pubblicato nel 2006, è stato il più grande studio che ha esplorato la prevalenza, la gravità, il trattamento e l'impatto del dolore cronico in 15 paesi europei e in Israele. Questo survey aveva mostrato che quasi la metà dei partecipanti stavano assumendo analgesici non soggetti a prescrizione; ' over the counter ' (OTC), anti infiammatori non steroidei (FANS, 55%), paracetamolo (43%), oppioidi deboli (13%). I due terzi dei partecipanti stavano assumendo farmaci di prescrizione: FANS (44%), oppioidi deboli (23%), paracetamolo (18%), inibitori delle COX-2 (1-36%) e oppioidi forti (5%).

Il 40% aveva avuto una gestione inadeguata del dolore. Sono state osservate differenze interessanti tra i paesi, forse riflettendo le differenze di background culturale e delle tradizioni locali nella gestione del dolore cronico. Le conclusioni dello studio evidenziavano che il dolore cronico di intensità da moderata a grave si verifica nel 19% degli europei adulti , che compromettono gravemente la qualità della loro vita sociale e lavorativa . Pochissimi soggetti erano gestiti da specialisti del dolore e quasi la metà aveva ricevuto una gestione del dolore inadeguata. Il dolore cronico emergeva come un grave problema sanitario in Europa che andava considerato velocemente.

Da allora non sono più stati pubblicati dati epidemiologici nelle singole nazioni Europee o popolazioni selezionate o più ristrette.

La situazione italiana registrata nel comune di Narni non sembra molto diversa da quella descritta nello studio europeo, anzi gli autori rilevano una scarsa diffusione della cultura del dolore non solo a livello di persona sofferente ma ancor peggio a livello di personale sanitario deputato alle cure. Come per la survey europea, i Fans spiccano ancora in vetta alla classifica dei farmaci più usati per il controllo del dolore con tutti gli effetti avversi che generano in particolare nella popolazione più suscettibili e non controllando a pieno il dolore.

Emilia Vaccaro

Bentivegna G et al. Narni pain study: un’indagine epidemiologica di popolazione sul dolore cronico. 37°Congresso AISD-Stresa 22-24 maggio 2014

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