Neuropatia da HIV, risultati deludenti con pregabalin

Dolore
Anche il pregabalin, così come già molti altri farmaci, non ha dato risultati confortanti nel contrastate la neuropatia da HIV, una delle algie più difficili da trattare, di frequente presenza nei pazienti con HIV e che si aggrava con il procedere della malattia.

Lo studio in questione, identificato con la sigla A0081244 è un trial in doppio cieco controllato verso placebo il cui protocollo  prevedeva l’arruolamento di 416 pazienti con dolore neuropatico associato all’infezione da HIV. Il trial è stato interrotto prematuramente dopo che un’analisi ad interim condotta su 246 pazienti ha evidenziato differenze rispetto al placebo. Le valutazioni venivano fatte dai pazienti compilando quotidianamente un diario  in cui riportavano i punteggi del dolore in una scala numerica a 11 punti.

Pfizer ha interrotto prematuramente anche un altro studio di fase III condotto sempre con pregabalin in pazienti con neuropatia diabetica in quanto un’analisi ad interim ha evidenziato come il farmaco non abbia migliorato il controllo del dolore rispetto al placebo in questo setting molto complesso..

Lo studio, denominato A0081242, ha arruolato 665 pazienti che soffrivano di neuropatia diabeticae nei quali il controllo del dolore era inadeguato. Ai pazienti è stato somministrato pregabalin (150 o 300 mg/die) per sei settimane. Complessivamente, i pazienti hanno evidenziato un miglioramento medio del dolore di 2,2 punti in una scala da 0 a 10. Coloro che evidenziavano un miglioramento di almeno il 30% venivano randomizzati a pregabalin o placebo e potevano continuare la terapia per altre 13 settimane. I dati top-line dei 294 pazienti che sono entrati nella seconda fase dello studio e che hanno ricevuto pregabalin hanno evidenziato una riduzione del dolore di 3,9 punti rispetto al basale, non diversi dai 3,5 punti di riduzione osservati con il placebo.

In Europa, pregabalin è indicato per il trattamento del dolore neuropatico periferico e centrale negli adulti,  come terapia aggiuntiva negli adulti con attacchi epilettici parziali in presenza o in assenza di generalizzazione secondaria.e per il trattamento del Disturbo d’Ansia Generalizzata  negli adulti.

Neuropatia da HIV
Numerose sono le neuropatie periferiche che possono comparire in corso di infezione da HIV: la polineuropatia distale simmetrica, la neuropatia tossica da farmaci antiretrovirali, la sindrome da linfocitosi infiltrativa diffusa, le polineuropatie infiammatorie demielinizzanti, la mononeuropatia multifocale,

la poliradiculopatia progressiva e la polineuropatia associata alla immunoricostituzione. Esse rappresentano un problema clinico rilevante a causa della loro elevata incidenza e della difficoltà di trattamento.

La polineuropatia distale simmetrica è la neuropatia periferica più frequente nell'infezione da HIV. E' evidente clinicamente nel 30% dei pazienti sieropositivi e nel 100% dei casi di AIDS all'esame autoptico.  La PDS è caratterizzata dalla perdita di fibre a livello dei nervi sensitivi con degenerazione assonale ed attivazione di macrofagi. Si manifesta con dolore e/o parestesie ai piedi. Spesso si associa astenia muscolare moderata. L'esame neurologico rivela riflessi tendinei assenti o ridotti nel 96%-100% dei casi. La sensazione di dolore e di calore è alterata nei segmenti più distali degli arti inferiori nell'85% dei pazienti. L'elettromiografia evidenzia potenziali di attivazione sensoriale ridotti o assenti.

I farmaci, attualmente utilizzati nella terapia sintomatica della neuropatia da HIV sono spesso inefficaci nel controllo del dolore e sono anche gravati da effetti collaterali e interazioni farmacologiche con le terapie antivirali utilizzate per il controllo dell’infezione da HIV. Inoltre si deve aggiungere che anche alcuni farmaci antiretrovirali sono a loro volta potenzialmente neurotossici (ddI, ddC, d4T, ritonavir).

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