Neurostimolazione del trigemino utile nella prevenzione dell'emicrania

Dolore
Il trattamento con uno stimolatore transcutaneo sopraorbitale rappresenta un’opzione terapeutica efficace e sicura nella prevenzione dell’emicrania.
Queste le conclusioni dello studio PREMICE (PREvention of MIgraine with CEfaly(R)), un trial recentemente pubblicato online sulla rivista Neurology, pubblicazione ufficiale dell'American Academy of Neurology.

La neurostimolazione periferica, un trattamento riconosciuto nel dolore cronico, è stata fino ad ora poco studiata nelle cefalee primarie. In particolare, la neurostimolazione percutanea occipitale è stata in grado di dare sollievo nell’emicrania cronica in un trial controllato con un gruppo di controllo con finto intervento e nella cefalea a grappolo in alcuni trial aperti prospettici.

E’ stato anche documentato in letteratura come la combinazione di stimolazione percutanea occipitale e sopraorbitale fosse maggiormente efficace delle due tecniche prese singolarmente nel trattamento dei pazienti affetti da emicrania cronica. Tuttavia, la neurostimolazione percutanea resta una procedura invasiva, spesso non accettata dai pazienti con minore disabilità da emicrania episodica. Al contrario, la neurostimolazione transcutanea non è invasiva ed è considerata potenzialmente efficace nei pazienti cefalalgici sin dal 1985.

L’assenza di studi controllati a riguardo è stata colmata dal trial PREMICE, che ha valutato l’efficacia e la sicurezza della neurostimolazione trigeminale con uno stimolatore transcutaneo sopraorbitale. Lo studio, un trial in doppio cieco, controllato con un gruppo di controllo con finto intervento, prevedeva che, dopo un mese di run-in, i pazienti con almeno 2 attacchi/mese di emicrania fossero randomizzati, secondo un rapporto 1:1, a stimolazione vera o falsa, mediante applicazione quotidiana dello stimolatore per 20 minuti durante un lasso di tempo di 3 mesi.

Sono stati reclutati 67 pazienti alla randomizzazione al trattamento. Gli outcome primari dello studio erano rappresentati dalla variazione dei giorni/mese con emicrania e dal tasso di responders pari almeno al 50%.

I risultati hanno mostrato, tra la fase di run-in e il terzo mese di trattamento, una riduzione media dei giorni con emicrania statisticamente significativa nel gruppo con stimolazione vera (6,94 vs 4,88;  -32%) anziché nel gruppo con stimolazione falsa (6,54 vs 6,22;  -4,1%).
Inoltre, entro il terzo mese di trattamento, si è osservata una differenza statisticamente significativa nella percentuale di pazienti che rispondono al trattamento (38,1%)
rispetto al gruppo trattato con placebo (12,1%).

La percentuale di pazienti che ha dichiarato di essere soddisfatta o molto soddisfatta del trattamento si è avvicinata al 70%. La riduzione del ricorso ai farmaci è stata pari al 37% nel gruppo trattato mentre è rimasta praticamente immutata nel gruppo placebo.
Quanto alla sicurezza, il trattamento di neurostimolazione non si è associato ad un incremento di eventi avversi.

“Nonostante l’eccellente tollerabilità e la facilità d’impiego del dispositivo per la neuro stimolazione del trigemino, la compliance al trattamento non è andata oltre il 61,7%, a fronte di valori di compliance registrati per la terapia farmacologica dell’emicrania che si attestano intorno al 79,8% - scrivono gli autori a commento del loro lavoro. – Ciò è probabilmente dovuto alla lunga durata del trattamento (20 minuti), decisamente sproporzionata rispetto al tempo necessario per l’assunzione di un farmaco. (…) Inoltre non è ancora noto il meccanismo d’azione della neurostimolazione del trigemino sull’emicrania. E’ stato osservato come in volontari sani questo intervento si associ ad un elevato effetto sedativo. Se ciò abbia un ruolo nei pazienti trattati cronicamente per l’emicrania non è ancora chiaro, ma suggerisce come la neurostimolazione possa cambiare l’attività del SNC”.

Schoenen J et al. Migraine prevention with a supraorbital transcutaneous stimulator A randomized controlled trial. Published online before print February 6, 2013, Neurology;
doi: 10.1212/WNL.0b013e3182825055

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