Nuovo approccio senza oppiodi promettente per disintossicarsi dalla droga

Dolore
Un nuovo approccio per la disintossicazione da oppiacei che non comporta l'uso di oppiacei potrebbe essere superiore al protocollo a base di buprenorfina e naltrexone. Lo evidenzia uno studio presentato in occasione del congresso dell’American Society of Addiction Medicine, a Orlando, in cui una combinazione di tizanidina, idrossizina e gabapentin è risultata più efficace di buprenorfina più naltrexone ai fini della ritenzione in trattamento e del passaggio alla fase successiva del trattamento in un gruppo di pazienti con una dipendenza da oppiacei.

Inoltre, la combinazione dei tre farmaci è apparsa altrettanto efficace ai fini del controllo dei sintomi e in termini di durata della degenza in ospedale.

"Il nostro obiettivo era trovare un modo per trattare l’astinenza da oppiacei e aiutare i pazienti nella fase successiva del trattamento della dipendenza" ha spiegato l’autore principale dello studio Gregory Rudolf, dello Swedish Addiction Recovery Service di Seattle, in un’intervista.

"L’astinenza da oppiacei è sempre il primo ostacolo da superare quando un paziente si vuole disintossicare, per cui è molto importante avere a disposizione uno strumento efficace per gestire l’astinenza. I pazienti che fanno la terapia con buprenorfina e naltreoxone, devono comunque stare un paio di giorni senza assumere oppiacei prima di poter iniziare questa terapia" ha sottolineato Rudolf.

Il ricercatore e i suoi colleghi hanno eseguito un’analisi retrospettiva su un gruppo di pazienti che soddisfacevano i criteri di tossicodipendenza secondo il DSM-IV ammessi a prendere parte a un programma di disintossicazione in ospedale tra l’1gennaio 2011 e il 30 novembre 2012.

L’analisi ha riguardato in tutto 124 pazienti, di cui 40 trattati con il protocollo a base di buprenorfina e naltreoxone e 84 con quello non contenente oppiacei. Quest’ultimo, seguito per 4 giorni, era costituito dal miorilassante tizanidina, 8 mg per via orale ogni 6 ore, l’antistaminico idrossizina, 100 mg per via orale ogni 4 or , e l’anticonvulsivante gabapentin, 300 mg per via orale tre volte al giorno e 600 mg per via orale ogni sera prima di coricarsi .

"I farmaci non oppioidi hanno effetti sedativi che sono benvenuti nei pazienti in astinenza, e tizanidina in particolare, è un forte miorilassante utile" ha detto Rudolf.

Le analisi hanno mostrato che il protocollo non contenente oppiacei ha dato risultati almeno altrettanto buoni rispetto a quello con buprenorfina e naltrexone nel mantenere i pazienti in trattamento e nel portarli alla fase successiva della disintossicazione. Inoltre, i sintomi di astinenza riferiti dai pazienti sono risultati uguali o migliori e non c’è stato un peggioramento degli effetti collaterali.

In effetti, i pazienti sottoposti a questo protocollo hanno mostrato una ritenzione in trattamento (P = 0,026) e un passaggio alla fase successiva del trattamento disintossicante significativamente maggiori ( P = 0,006) rispetto ai pazienti trattati con buprenorfina e naltrexone.

I punteggi della Clinical Opiate Withdrawal Scale (COWS) sono risultati simili in entrambi i gruppi.

Inoltre, l'incidenza della bradicardia è stata maggiore nei pazienti trattati con buprenorfina/naloxone (65%) rispetto a quelli trattati con il protocollo non contenente oppiacei (44%; P = 0,029).

Infine, il 28,6% dei pazienti trattati con il protocollo non contenente oppiacei è passato con successo al trattamento con naltrexone iniettabile a rilascio prolungato.

Non si sono registrate differenze significative nell’ipotensione asintomatica tra il gruppo non trattato con gli oppiacei e quello trattato con buprenorfina e naltrexone (26,% vs 35%), né nell’ipotensione sintomatica (8,3% contro 10,0%), nell’assunzione di farmaci accessori (11,6 somministrazioni contro 11,8) e nella durata del ricovero in ospedale (3,6 giorni contro 3,4).

"Eravamo preoccupati di poter avere più problemi pressori o altri problemi cardiaci con tizanidina, ma in realtà in questo gruppo si è avuta meno bradicardia e punteggi equivalenti dell’ipotensione rispetto al gruppo sottoposto al protocollo con buprenorfina e naltrexone” ha detto Rudolf.

Ha anche aggiunto che con il protocollo senza oppiacei non vi è alcun picco dei sintomi di astinenza quando si finisce il trattamento. "Si può dire ai pazienti al termine della disintossicazione che il peggio è passato e che da lì in avanti le cose andranno meglio”.

Richard Ries, professore di psichiatria e direttore della Divisione sulle dipendenze della University of Washington di Seattle, non coinvolto nello studio, ha definito il nuovo approccio senza oppioidi interessante.

Lo specialista ha sottolineato che i non oppiacei modulano il processo dell’astinenza e anche che i punteggi della scala COWS  sono risultati altrettanto buoni e, in alcuni casi, anche migliori con i non oppiacei che con la combinazione buprenorfina/naloxone.

Inoltre, ha detto Ries, "con il nuovo approccio si può passare più rapidamente a un bloccante", per cui questa strategia è preferibile per coloro che vogliono arrivare all’astinenza dalla droga più velocemente possibile.

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