Oppiacei ad alto dosaggio possono cancellare la memoria del dolore

Dolore
Uno studio del Centre for Brain Research dell’Università di Vienna, appena uscito su Science, dimostra che gli oppiacei non solo alleviano temporaneamente il dolore, ma, al giusto dosaggio, possono anche cancellare le tracce della memoria del dolore nel midollo spinale, effetto finora sconosciuto, e quindi eliminare una causa chiave del dolore cronico.

Per arrivare al risultato, gli autori, guidati da Ruth Drdla-Schütting, hanno ricreato una procedura chirurgica in vivo in cui le fibre nocicettive sono state stimolate in condizioni controllate. Sandkühler dice: "Anche se un’anestesia profonda impedisce di provare qualsiasi sensazione di dolore, con questa procedura siamo stati in grado di annullare il potenziamento sinaptico a lungo termine nel midollo spinale. Nonostante l'anestesia, sembra esserci una traccia di memoria per il dolore e un coinvolgimento di un amplificatore del dolore" ha spiegato l’autore senior dello studio Jürgen Sandkühler in un comunicato stampa diffuso dall’Università di Vienna.

“Alte dosi di oppioidi somministrate per via endovenosa nell’arco di un'ora sono state in grado di eliminare completamente il potenziamento; la traccia della memoria del dolore è stata quindi cancellata di nuovo e l'amplificatore è stato spento" ha aggiunto l’autore. Da notare che in genere gli oppioidi in genere vengono somministrati a dosi moderate in un tempo più lungo.

La traccia della memoria è innescata da svariati meccanismi, tra cui il potenziamento sinaptico a lungo termine, cioè il potenziamento della trasmissione del segnale a livello delle sinapsi tra le cellule nervose. Questa memoria del dolore può tradursi in una sensazione di dolore amplificato di durata molto superiore a quella dovuta alla reale causa del dolore, portando anche alla sindrome da dolore cronico.

Gli autori della ricerca, che è sponsorizzata dal Vienna Fund for Science, Research and Technology (WWTF), stanno ora studiando le possibili ricadute di questa scoperta in ambito clinico e chiedendosi se addirittura potrebbe essere foriera di un cambiamento di paradigma nella terapia del dolore. A tal fine, si sta sperimentando la somministrazione di un oppiaceo ad alto dosaggio per 60 minuti a pazienti con sindrome algica e a controlli.

"Se questo approccio dovesse rivelarsi efficace in clinica, ciò porterebbe a un cambio di paradigma nella terapia del dolore. Vorrebbe dire allontanarsi da una terapia del dolore temporanea, puramente sintomatica, per spostarsi verso un’eliminazione a lungo termine della causa del dolore attraverso gli oppiacei".

L'effetto degli oppiacei si basa sulla loro capacità di legarsi a recettori specifici, i recettori mu (MOR) che si trovano sulle cellule nervose e che processano le informazioni nocicettive. Fino ad ora, si pensava che gli oppiacei fossero in grado di alleviare il dolore solo quando legati ai MOR e quindi di eliminare la stimolazione nel sistema di elaborazione del dolore.

È per questo che nella pratica clinica gli oppiacei vengono somministrati in modo continuativo a dosi moderate, in modo da far sia che siano legati permanentemente ai MOR. Questa strategia può alleviare il dolore in modo molto efficace, ma non elimina la causa alla radice. Il nuovo approccio descritto dal team austriaco - una terapia con oppiacei ad alto dosaggio, di breve durata - provoca invece un’inversione dei cambiamenti cellulari che giocano un ruolo importante nella memoria del dolore, eliminando quindi una delle possibili cause del dolore cronico.

R. Drdla-Schutting, et al. Erasure of a Spinal Memory Trace of Pain by a Brief, High-Dose Opioid Administration. Science 2012;335(606):235-238. Doi:10.1126/science.1211726.
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Alessandra Terzaghi
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