Oppioidi nei neonati prematuri, associati a peggioramento dei punteggi cognitivi

Dolore

Una dose cumulativa di oppioidi è associata a punteggi cognitivi peggiori nei bambini piccoli nati prematuri. E' quanto mostrato da uno studio pubblicato sulla rivista Early Human Development.

Una dose cumulativa di oppioidi è associata a punteggi cognitivi peggiori nei bambini piccoli nati prematuri. E’ quanto mostrato da uno studio pubblicato sulla rivista Early Human Development in cui gli autori americani precisano che la valutazione dello stato cognitivo è stata effettuata in neonati prematuri all’età di 20 mesi e che erano stati trattati con oppioidi per lenire il dolore procedurale in un’unità intensiva di cura neonatale.
Bambini con peso alla nascita estremamente basso (ELBW) sono esposti a molte procedure dolorose, nel reparto neonatale di terapia intensiva, come ad esempio l'inserimento di cateteri e l'intubazione endotracheale. 
L'esposizione dei neonati ELBW al dolore e lo stress ripetitivo in terapia intensiva può portare a instabilità cardiovascolare e può alterare l'organizzazione neuronale e sinaptica.
 
Gli autori riportano che in US, in genere, per ridurre il dolore, lo stress e i potenziali scarsi esiti neurologici vengono somministrati analgesici oppioidi. Essi possono anche essere utilizzati, precisano gli autori, per la sedazione nei bambini ELBW ventilati meccanicamente.
Anche in Italia è consentito l’utilizzo degli oppioidi nei bambini e nello specifico nei neonati ma ovviamente a seconda della gravità e tipologia del dolore.
Come è precisato in un documento ministeriale: il bambino è un paziente particolare. Per molte molecole, infatti, presenta notevoli differenze farmacocinetiche e farmacodinamiche rispetto alle età successive, differenze che cambiano continuamente in rapporto all’età del bambino e alle condizioni cliniche. A differenza dell’adulto, per il quale esiste un dosaggio valido in assoluto, in ambito pediatrico la dose va stabilita prendendo in considerazione tutte le variazioni funzionali degli organi nei vari stati maturativi e quindi va stabilita in base al peso e all’età, o alla superficie corporea.
Il dolore è classificato secondo l’OMS in lieve, moderato e forte; per ciascun livello d’intensità, vengono indicati dei farmaci, adeguati per potenza analgesica (Scala analgesica OMS) secondo un principio di gradualità d’intervento (Figura 4). Il primo gradino è quello del dolore lieve e prevede l’uso di un farmaco analgesico non oppioide. Il secondo gradino è quello del dolore moderato nel quale gli oppioidi deboli, con o senza associazione di paracetamolo e FANS, sono l’indicazione terapeutica. Il terzo è il gradino del dolore forte e gli oppioidi sono i farmaci di scelta, associati eventualmente ai farmaci adiuvanti e ai non oppioidi.
Ad oggi, però esistono dati limitati per quanto riguarda gli esiti dello sviluppo neurologico dei bambini prematuri esposti agli oppioidi, e gli studi disponibili sono risultati contrastanti.
L’obiettivo di questo lavoro è stato quello di esaminare la relazione tra dose cumulativa di oppioidi nei bambini ELBW in terapia intensiva e gli esiti dello sviluppo neurologico a 20 mesi di età corretta (CA).
A tal fine sono stati considerati nello studio 100 neonati ELBW che erano stati sottoposti a valutazioni complete dello sviluppo neurologico a 20 mesi (CA) ed erano stati classificati considerando l’esposizione cumulativa degli oppioidi durante il soggiorno nell’unità di terapia intensiva neonatale (alto vs. basso/ o nessun uso di oppioidi).
Misure di outcome comprendevano punteggi cognitivi, motori e linguistici secondo la scala Bayley Scales of Infant and Toddler Development-III che riguarda lo sviluppo del bambino. Sono state anche effettuate analisi di regressione multipla aggiustate per l'impatto dei fattori di rischio sociali e neonatali sul risultato.
I risultati hanno mostrato che 60 pazienti hanno avuto un’alta esposizione agli oppioidi e 40 una bassa o nessuna esposizione agli oppioidi. 
I neonati nel gruppo ad alto dosaggio hanno mostrato un maggior numero mediano di giorni di ventilazione (53,5 vs 45,6 giorni, p=0.046) e una maggiore incidenza di enterocolite necrotizzante (5% vs 21,7%, p=0.022).
Non ci sono state differenze significative nei punteggi BSITD-III tra i due gruppi di dosaggio di oppiacei. All' analisi multivariata la dose cumulativa di oppiacei è stata associata con punteggi cognitivi inferiori sulla BSITD-III, anche dopo aggiustamento per i fattori di rischio sociali e neonatali (β=-0,247, p=0.012).
In conclusione, la dose di oppioidi cumulativa è associata con punteggi cognitivi peggiori a 20 mesi in bambini nati prematuri e sottoposti a procedure comportanti dolore. Questa associazione è stata vista anche dopo aggiustamento per i fattori di rischio sociali e neonatali.
Emilia Vaccaro


Kocek M. et al. Evaluation of the relationship between opioid exposure in extremely low birth weight infants in the neonatal intensive care unit and neurodevelopmental outcome at 2years. Early Hum Dev. 2015 Nov 25;92:29-32. doi: 10.1016/j.earlhumdev.2015.11.001. 
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