Oppioidi, utilizzo più che raddoppiato worldwide (anche in Italia) ma restano Paesi ancora indietro

Dolore

Un recente studio pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica "Lancet" sottolinea che l'uso di analgesici oppioidi è aumentato a livello globale, ma rimane ancora basso in Africa, Asia, America Centrale, Caraibi, Sud America e Europa orientale e sud-orientale.

Un recente studio pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica “Lancet” sottolinea che l'uso di analgesici oppioidi è aumentato a livello globale, ma rimane ancora basso in Africa, Asia, America Centrale, Caraibi, Sud America e Europa orientale e sud-orientale.
Nonostante gli analgesici oppiacei siano essenziali per alleviare il dolore, il loro utilizzo resta inadeguato in molti Paesi.
L’ obiettivo di questo studio è stato quello di fornire un update dei cambiamenti registrati in tutto il mondo, a livello regionale e seguendo dati nazionali nell’ uso di analgesici oppioidi.
I ricercatori, provenienti da più parti del mondo, hanno anche analizzato gli eventuali impedimenti all'uso di questi farmaci.
Innanzitutto sono state calcolate le dosi giornaliere di analgesici oppioidi definite a fini statistici (S-DDD) per milione di abitanti in tutto il mondo e per le diverse regioni e Paesi negli anni 2001-2013.
Sono state quindi utilizzate equazioni per le stime del cambiamento longitudinali. 
I ricercatori hanno anche confrontato i dati sull’utilizzo di questi farmaci rispetto alla prevalenza di alcuni disturbi di salute che necessitano dell'utilizzo di oppiacei.
Sono stati intervistati soggetti da 214 Paesi o territori su eventuali impedimenti alla disponibilità di questi farmaci, ed è stata utilizzata l’analisi di regressione lineare per stabilire la forza delle associazioni tra impedimenti e uso.
Di seguito riportiamo i dati dell’S-DDD per milione di persone al giorno.
I risultati hanno mostrato che la S-DDD di analgesico oppioide è più che raddoppiata in tutto il mondo tra il 2001-03 e il 2011-13, da 1417 S-DDD (95% CI -732 a 3565; per un totale di circa 3.01 miliardi di dosi definite giornaliere all'anno) a 3027 S -DDD (-1.162-7215; per un totale di circa 7.35 miliardi di dosi giornaliere definite all'anno).
Gli aumenti sostanziali sono avvenuti in Nord America  da 16.046 S-DDD [95% CI 4.032-28.061] a 31.453 S-DDD [8.121-54.785]), Europa occidentale e centrale da 3.079 S-DDD [1.274-4.883] a 9.320 S-DDD [3.969-14.672]), e Oceania (Polinesia, Melanesia, Micronesia, Australia e Nuova Zelanda) 2.275 S-DDD [763-3.787] a 9.136 S-DDD [2.508-15.765]).
Ci sono Paesi in cui l’utilizzo è davvero basso e non ci sono stati incrementi negli anni, basti pensare a Paesi dell’Asia del sud come lo Sri Lanka in cui si è passati da 26 S-DDD nel 2001-03 a 24 S-DDD del 2011-13 ma anche dell’America centro-meridionale come il Nicaragua che aveva un dato di 36 S-DDD nel 2001-03 e di 37 S-DDD nel 2011-13.
Altri Paesi non hanno mostrato alcun aumento sostanziale dell’uso.
Per quanto riguarda l’Italia c’è stato un aumento del consumo da 725 S-DDD del 2001-01 a 3953 del 2011-13, quindi l’utilizzo si è quintuplicato ma rimane basso rispetto agli altri Paesi europei basti pensare al numero della Germania pari a 23.352 S-DDD  (2011-13) o dell’Austria 20.066 (2011-13) o della Svizzera (11.186), per fare alcuni esempi.
In Italia si sta diffondendo l’utilizzo di farmaci oppiacei in soggetti con dolore acuto moderato-grave e con dolore cronico persistente ma per quanto riguarda l’abuso forse possiamo stare ancora tranquilli.
E’ noto che per quanto concerne l’abuso, questo è abbastanza diffuso in US anche se non si sa chiaramente il perché. In Italia fino all’arrivo delle legge 38/2010 gli oppioidi erano utilizzati solo per trattare i pazienti con cancro allo stadio terminale.  Oggi, nel nostro Paese, tali farmaci sono disponibili per i soggetti che necessitano di analgesia ma ovviamente sono state messe in atto strategie per il corretto utilizzo (es. training del personale sanitario, campagne rivolte al pubblico sul corretto utilizzo dei farmaci oltre a un’attiva sorveglianza sul tale uso).
Inoltre, per quanto riguarda gli impedimenti all'uso, gli autori del presente studio hanno evidenziato l'assenza di formazione e sensibilizzazione dei professionisti medici, la paura della dipendenza, le risorse finanziarie limitate, le questioni in sourcing, atteggiamenti culturali, la paura di diversione, i controlli del commercio internazionale, e la regolamentazione onerosa.
Un maggior numero di impedimenti segnalati era significativamente associato a minor uso.
In conclusione, questo studio sottolinea come in generale in consumo di oppioidi è in forte crescita soprattutto in US ed Europa occidentale mentre in Paesi in cui persistono atteggiamenti culturali errati, paura dell’utilizzo e scarsa formazione del personale sanitario il loro utilizzo è ancora a livelli bassi.
Emilia Vaccaro



Berterame S. et al. Use of and barriers to access to opioid analgesics: a worldwide, regional, and national study. Lancet. 2016 Feb 2. pii: S0140-6736(16)00161-6. doi: 10.1016/S0140-6736(16)00161-6. 
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