Una giornata per discutere e confrontarsi sul dolore oncologico. Questo è stato il Pain free day che si è svolto a Milano il 15 maggio. Tale iniziativa è stata organizzata dalla Fondazione ANT Italia Onlus in collaborazione con il Corriere della Sera. La data non è stata scelta a caso ma ha coinciso con il 36° anniversario di attività della fondazione.

Come ci ha spiegato la Dott.ssa Iacono, che si occupa degli aspetti legati alla comunicazione di ANT insieme alla Dott.ssa Maria Rita Tattini,  “ l’ANT è un’ampia realtà no profit italiana per l’assistenza socio-sanitaria domiciliare gratuita ai malati oncologici. E’ attiva in 9 regioni italiane (Emilia Romagna, Puglia, Toscana, Veneto, Lombardia, Marche, Lazio, Campania e Basilicata) e si occupa dell’assistenza di 4000 pazienti al giorno.

L’ANT è nata come associazione nel 1978 per iniziativa dell’oncologo Franco Pannuti e da allora ha preso in cura più di 100mila pazienti che vengono seguiti a domicilio da 20 equipe di professionisti, pagati dalla fondazione, che si occupano del paziente 24 ore su 24, tutti i giorni dell’anno, considerando la problematica del malato a 360°, dalle cure psicologiche, alle palliative, alle fisioterapiche, infermieristiche etc. e circa 1800 volontari impegnati nella logistica e nella raccolta fondi. Non manca l’impegno anche verso gli aspetti sociali come cure igieniche, cambio biancheria, biblioteca e cineteca domiciliare, trasporto del malato in ospedale per esami e visite mediche.

Durante il Pain Free Day sono stati illustrati i risultati di una indagine sul sollievo dal dolore oncologico condotta da ANT in collaborazione con la fondazione Alitti, anch’essa molto attiva in tema dolore.

Questa indagine ha avuto come obiettivo il miglioramento della gestione del dolore fornendo degli strumenti di dialogo tra il paziente, la sua famiglia e l’equipe di professionisti.

Tale studio ha coinvolto in medici dell’ANT che hanno consegnato ai pazienti 4630 kit del sollievo, forniti dalla fondazione Alitti, in cui erano presenti un opuscolo informativo sul dolore, un righello per la misura del dolore e un diario dove registrare giornalmente l’intensità dello stesso e, inoltre, il testo della legge 38/2010 sul dolore. Alla fine dell’indagine, sono stati restituiti il 36.6% dei questionari anche se le schede valide complete erano 539.  Da tali schede è risultato che l’età media dei pazienti era di 76 anni, di cui il 51% donne che riuscivano a controllare bene il dolore nonostante, il alcuni casi in fase avanzata di malattia, erano stati dichiarati episodi di dolore intenso. Dall’indagine è, inoltre, emerso che la misurazione del dolore veniva fatta in modo corretto anche a livello domiciliare, come anche il trattamento in linea con la legge 38/2010.

Durante la giornata, il Prof. Fanelli, Presidente della Commissione Cure Palliative del Ministero della Salute e il Prof. Stefano Zamagni hanno focalizzato l’attenzione sui farmaci derivanti dalla morfina per il controllo del dolore e sulla considerazione delle cure domiciliari, entrambe problematiche sulle quali in Italia siamo in grave ritardo. In Italia andrebbero maggiormente considerate le organizzazioni come ANT che assicurano cure personalizzate che spesso in ospedale non possono essere garantite.

L’ANT si occupa anche di prevenzione oncologica, sia presso strutture sanitarie offerte gratuitamente ad ANT, sia negli ambulatori ANT di Bologna, Brescia, Porto Sant’Elpidio e Pesaro, sia all’interno dell’Ambulatorio Mobile ANT-Bus della Prevenzione con strumentazione molto avanzata. Nell’ambito del solo Progetto Melanoma, che ha preso il via nel 2004, sono stati visitati 75.172 pazienti in 68 diverse province italiane (dato aggiornato al 31 dicembre 2013).

La Fondazione ANT raccoglie 22 milioni di euro l'anno e solo il 18% dei proventi proviene da fonti pubbliche, per lo più da convenzioni con le ASL. Prendendo come riferimento il 2013, ANT finanzia la maggior parte delle proprie attività grazie alle erogazioni di privati cittadini e alle manifestazioni di raccolta fondi organizzate (56%) al contributo del 5x1000 (11%) a lasciti e donazioni (7%). ANT è la 10^ Onlus nella graduatoria nazionale su oltre 35.000 aventi diritto nel medesimo ambito. Per quanto concerne la destinazione dei proventi, nel 2013 il 18% è stato impiegato nelle spese per la raccolta fondi, mentre il 76% di quanto raccolto è stato destinato all’attività istituzionale (assistenza, prevenzione, formazione, attività di sedi e delegazioni).

Il costo globale della presa in carico di ciascun assistito ANT (in media 130 giorni) nel 2013 è stato pari a 2.090 euro (esclusi i farmaci che restano a carico del Servizio Sanitario Nazionale e il cui costo è assimilabile a quello della presa in carico). Secondo una recente elaborazione Ageing Society - Osservatorio Terza Età su dati del Ministero della Salute, Farmindustria – il costo medio per una giornata di degenza in ospedale è di 780 euro (comprensivo di farmaci, servizi, ecc. - dati riferiti all'anno 2009).

Concludiamo enunciando il principio su cui si fonda l’agire dell’ANT e cioè l’Eubiosia che significa “buona vita, vita in dignità” sino all’ultimo respiro, augurandoci che cresca sempre più il numero di delegazioni sparse in tutta Italia, ad oggi un centinaio,  e le iniziative di sensibilizzazione verso un problema in crescente aumento.

Emilia Vaccaro