Risultati deludenti da uno studio pubblicato online ahead of print sulla rivista American Journal of Emergency Medicine: la combinazione di ibuprofene e paracetamolo non è stata in grado di ridurre la sintomatologia dolorosa o la necessità di ricorrere ad analgesici d’emergenza in misura superiore ai due farmaci presi singolarmente in pazienti ospedalizzati in Medicina d’Urgenza per dolore secondario a lesioni muscolo scheletriche acute.

“E’ noto come gli analgesici non oppiacei siano spesso utilizzati nei pazienti ricoverati in Medicina d’Urgenza a causa di dolore muscolo-scheletrico. – si legge nell’introduzione al lavoro. - Se il loro impiego, tuttavia, si rivela inadeguato, si ricorre allora agli oppiacei con tutte le problematiche relative agli eventi avversi potenziali associati al loro utilizzo.”

La ricerca si è pertanto concentrata nell’individuazione di vie più efficaci per combattere il dolore, meno dispendiose per il sistema sanitario e senza AEs.
In letteratura erano già presenti documentazioni a favore dell’impiego di farmaci da banco da utilizzare in combinazione in modo efficace e sicuro.
Per tale ragione è stato allestito un nuovo studio, volto ad approfondire gli effetti della combinazione paracetamolo-ibuprofene in pazienti ammessi in Medicina d’Urgenza con dolore muscolo scheletrico dovuto a lesioni minori.

A tal scopo, i ricercatori hanno reclutato 90 pazienti, randomizzati al trattamento con paracetamolo 1g , ibuprofene 800 mg o in combinazione. E’ stata testata, pertanto, l’ipotesi che la riduzione dei punteggi associati al dolore percepito a seguito della somministrazione dei due analgesici da banco in combinazione fosse superiore di almeno 15 mm sulla scala VAS rispetto a quella osservata con il trattamento con i singoli farmaci. I pazienti reclutati dovevano avere un punteggio iniziale di dolore percepito >0 sulla scala VAS  per essere inclusi nello studio.

I tre gruppi di trattamento, di età media pari 36 anni, per il 54% di sesso maschile, per il 73% di etnia caucasica e per il 13% ispanica, erano ben bilanciati per alcune caratteristiche al basale quali i punteggi iniziali di dolore (59, 61, e 62, rispettivamente, per ibuprofene, paracetamolo, e la loro associazione).

I risultati hanno mostrato una riduzione del dolore percepito ad un’ora dal trattamento per tutti i gruppi presi in esame (p<0,001), con punteggi medi di circa 20 mm più bassi di quelli iniziali riportati sulla scala VAS. Tuttavia non sono state rilevate differenze significative tra i gruppi di trattamento, sia per quanto riguarda l’effetto analgesico che per il ricorso ad un trattamento analgesico di emergenza.

Lo studio, per ammissione degli stessi autori, era gravato da alcune limitazioni rilevanti, quali la dimensione numerica, l’eterogeneità del campione dello studio e un possibile bias di selezione. I ricercatori, inoltre, non escludono che potrebbero aver avuto risultati differenti se avessero limitato la sperimentazione a soggetti con intensità di dolore moderata o severa.

“Il nostro studio – aggiungono – era limitato ad una singola dose di analgesico e ad un tempo di osservazione (1 ora) limitato. E’ possibile ipotizzare, pertanto, l’esistenza di differenze tra i trattamenti in presenza di dosi multiple per periodi di osservazione più estesi”.

Bondarsky EE et al. Ibuprofen vs acetaminophen vs their combination in the relief of musculoskeletal pain in the ED: a randomized, controlled trial. Am J Emerg Med 2013 [Epub ahead of print]
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