Parecoxib, meno dolore dopo prostatectomia dimezzando il consumo degli oppioidi

Dolore
Il parecoxib migliora l’analgesia in pazienti sottoposti a intervento chirurgico risparmiando oppioidi ma comporta aumento dei sanguinamenti nelle prime 24 ore dopo prostatectomia radicale a cielo aperto. Questo è quanto emerge dai risultati di uno studio multicentrico pubblicato sulla rivista BMC Anesthesiology.
L’intervento chirurgico di prostatectomia radicale a cielo aperto prevede l’asportazione della ghiandola prostatica mediante un’incisione addominale sotto-ombelicale di circa 6-10 cm. L’intervento può essere effettuato in anestesia “loco-regionale”oppure in anestesia generale.
Il controllo del dolore post-operatorio è un problema non del tutto risolto anche in questo caso.
Gli oppioidi sono utilizzati come il pilastro dell’ analgesia; tuttavia, il loro uso è associato ad effetti collaterali ben noti che possono influenzare soddisfazione del paziente, durata della degenza ospedaliera e aumentare il costo delle cure. Dall’altro lato gli antinfiammatori non steroidei (FANS) possono diminuire il consumo di oppioidi perioperatori  e gli effetti collaterali correlati agli oppioidi ma potrebbero comportare un aumento del sanguinamento e della formazione di ulcere.
Ci sono pero’ gli inibitori selettivi della cicloossigenasi 2 (COX-2) che risultano molto più sicuri; è questo il caso del parecoxib (pro-farmaco del valdecoxib) inibitore della COX-2 che riduce il consumo post-operatorio di oppioidi dopo chirurgia della tiroide, intervento di ernia, laparotomia ginecologica, artroplastica dell’anca e del ginocchio e anche interventi alla colonna vertebrale.
L’obiettivo di questo lavoro è stato quello di verificare il miglioramento dell’analgesia post-operatoria grazie al parecoxib in pazienti sottoposti a prostatectomia radicale a cielo aperto senza aumento del sanguinamento.
Lo studio multicentrico, prospettico, randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo ha coinvolto 105 pazienti (64 ± 7 anni), randomizzati a ricevere parecoxib (40 mg al momento del ricovero e 20 mg ogni 12 ore fino al 48 ore dopo l’intervento) o placebo con concomitante analgesia di morfina controllata dal paziente. 
Sono stati valutati, il consumo cumulativo di oppioidi (obiettivo primario), il beneficio complessivo nel punteggio dell’analgesia (OBAS), intensità del dolore e grado di interferenza con le attività giornaliere (m-BPI-SF), la scala dei sintomi collegati agli oppioidi (OR-SDS), e le perdite ematiche perioperatorie (obiettivi secondari).
I risultati hanno mostrato che il parecoxib è in grado di ridurre in modo significativo il consumo cumulativo di oppioidi del 24% (43 ± 24.1 mg versus 57 ± 28 mg, media ± SD, p=0,02), che si traduce in un netto miglioramento dell’ analgesia (OBAS: 2 (0/4) rispetto al 3 (1 / 5,25 ), p=0,01), gravità del dolore (m-BPI-sf: 1 (1/2) contro 2 (2/3), p <0,01) e interferenza del dolore (m-BPI-sf: 1 (0/1) contro 1 (1/3), p=0,001), così come effetti collaterali ridotti correlati agli oppioidi (OR-SDS score: 0.3 (0,075 / 0,51) rispetto a 0,4 (0,2 / 0,83), p=0,03).
Le perdite di sangue erano significativamente più elevate 24 ore dopo l'intervento nel gruppo parecoxib (4,3 g • dL-1 (3,6 / 4,9) rispetto al placebo (3,2 g • dL-1 (2,4 / 4,95), p=0,02).
Dopo la chirurgia addominale maggiore, parecoxib migliora significativamente l'analgesia percepito dei pazienti, diminuendo il consumo di oppiacei. Parecoxib può tuttavia aumentare le perdite ematiche perioperatorie. Ulteriori studi sono necessari per valutare gli effetti delle selettività degli inibitori della ciclossigenasi-2 sulla perdita di sangue.
Emilia Vaccaro
Dirkmann D. et al.  Effects of parecoxib on analgesia benefit and blood loss following open prostatectomy: a multicentre randomized trial. BMC Anesthesiol. 2015 Mar 9;15:31. doi: 10.1186/s12871-015-0015-y.
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