Dolore

Registro internazionale del dolore acuto: linee guida non sempre utili

Rispettare rigorosamente le raccomandazioni delle procedure cliniche in materia di gestione del dolore postoperatorio non significa necessariamente che il paziente ne trarrà degli effetti positivi. Questo è almeno ciò che dimostrano i dati del Registro internazionale del dolore acuto PAIN OUT presentati oggi a Firenze in occasione del congresso della Federazione Europea di medicina del dolore (European Pain Federation EFIC).

Guarda una videointervista al Dott. Leykin sul progetto PAIN OUT

“Le linee guida di trattamento sono uno strumento importante per fornire ai medici, sulla base di prove scientifiche, fondamenti decisionali per migliorare i risultati del trattamento”, spiega il responsabile del progetto, Prof. Winfried Meissner (Policlinico universitario di Jena). “La domanda interessante è se un'azione coerente con le linee guida in gruppi eterogenei di pazienti comporti effettivamente risultati migliori”.

A questa domanda si può rispondere positivamente solo in parte, come dimostra l’indagine PAIN OUT presentata a Firenze. In 11 centri europei e israeliani sono stati intervistati in totale 6.347 pazienti sottoposti a intervento ortopedico o di chirurgia generale al fine di determinare i parametri secondo cui l’esito è da ritenersi positivo (“patient related outcomes”, PRO). In particolare è stato chiesto loro se si siano sentiti coinvolti in misura sufficiente nelle decisioni dei medici relative alla terapia del dolore postoperatorio e quale sia stata l’intensità di quest’ultimo.

Allo stesso tempo è stato verificato se i pazienti avessero ricevuto informazioni sulle possibili terapie del dolore postoperatorio e se il personale infermieristico avesse rilevato e documentato le loro condizioni in merito al dolore, entrambi provvedimenti consigliati dalle linee guida.

Due terzi dei pazienti hanno affermato di essere stati informati prima dell’intervento sulle possibili terapie del dolore, mentre per tre quarti il personale infermieristico ha documentato l'intensità del dolore postoperatorio.

In relazione ai risultati, la valutazione è stata eterogenea, ha segnalato il Prof. Meissner: “I pazienti che erano stati informati hanno dichiarato con maggiore frequenza di sentirsi coinvolti nel trattamento, quindi c'è stato un chiaro legame tra provvedimento e risultato. La documentazione non ha avuto invece alcun effetto nettamente positivo sull’intensità del dolore percepito. Le raccomandazioni indicate dalle linee guida, pertanto, non possono essere così facilmente integrate nel trattamento quotidiano”.

È importante quindi, oltre all’applicazione delle linee guida, misurare ripetutamente la qualità dei risultati, un processo semplice da effettuare grazie a PAIN OUT.

PAIN OUT (Improvement in postoperative PAIN OUTcome) è un progetto finanziato dall'UE per ottimizzare il trattamento del dolore postoperatorio, gestito da medici del dolore del Policlinico universitario di Jena insieme a 17 partner provenienti da nove paesi. Finora sono stati raccolti i dati di 35.000 pazienti e più di 60 cliniche di tutti i continenti hanno aderito al progetto.

Abstract Zaslansky et al, Implementation of clinical practice guidelines and patient reported outcomes: preliminary data from PAIN OUT, an international acute pain registry

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