L’uso di oppiacei, specie se prolungato, può associarsi a disfunzione erettile e bassi livelli di testosterone. Lo evidenzia uno studio osservazionale appena pubblicato sulla rivista Spine. 

In questo studio, gli uomini che hanno fatto uso di oppiacei a lungo per combattere il mal di schiena hanno mostrato una probabilità significativamente maggiore di dover assumere farmaci contro la disfunzione erettile e una terapia sostitutiva ormonale rispetto a coloro che non li hanno utilizzati (OR 1,45, IC al 95% 1,12-1,87; P < 0,01)

E, indipendentemente dalla durata del trattamento, i pazienti trattati con 120 mg/die o più di equivalenti di morfina hanno mostrato una probabilità anche maggiore di dover ricorrere alla terapia sostitutiva con testosterone o a quella anti-impotenza rispetto a quelli non trattati con gli oppiacei (OR 1,58; IC al 95% 1,03-2,43).

Nell’introduzione del lavoro, gli autori spiegano che, mentre l'uso degli oppioidi per il trattamento del dolore cronico non oncologico è diventato sempre più comune, l'uso a lungo termine di questi agenti per il trattamento del mal di schiena è stato poco studiato. Inoltre, aggiungono che sia negli uomini sia nelle donne è stato evidenziato un ipogonadismo legato al trattamento con oppioidi per via orale, ma la prevalenza di questo fenomeno, i fattori di, di rischio, il significato funzionale e l’influenza delle comorbidità non sono stati studiati.

Per saperne di più, i ricercatori hanno esaminato le associazioni tra uso di farmaci per la disfunzione erettile e della terapia sostitutiva ormonale, da un parte, e utilizzo di oppiacei, età del paziente, presenza di depressione e abitudine al fumo in una popolazione di 11.327 uomini al di sopra dei 18 anni, ai quali era stato diagnosticato un mal di schiena. Il gruppo, guidato da Richard Deyo, della Oregon Health and Science University di Portland, ha anche valutato l'effetto della dose e della durata della terapia con oppioidi sul ricorso ai farmaci anti-impotenza e al trattamento sostitutivo con testosterone.

Gli autori hanno raccolto i dati sulle cartelle cliniche dei pazienti 6 mesi prima e 6 dopo il basale dello studio e hanno classificato l’utilizzo degli oppiacei nelle seguenti categorie: nessun utilizzo; utilizzo a breve termine (90 giorni o meno); utilizzo episodico, e a lungo termine (120 giorni o più, o più di 90 giorni con 10 o più prescrizioni). Inoltre, hanno valutato se un paziente prendeva oppioidi a lunga o a breve durata d'azione e la dose equivalente di morfina approssimativa del farmaco, nonché l’utilizzo della terapia sostitutiva ormonale e dei diversi farmaci anti-impotenza (gli inibitori della PDE5 sildenafil, tadalafil e vardenafi) nei 6 mesi prima e dopo il basale.

Sono state considerate anche le caratteristiche demografiche dei pazienti, le comorbidità, le abitudini riguardo alla salute e l’eventuale prescrizione in contemporanea di sedativi ipnotici, come le benzodiazepine e i barbiturici.

L'età media dei pazienti era di 48,6 anni e la maggior parte erano bianchi (89,3%). I pazienti che prendevano farmaci contro la disfunzione erettile o trattamenti sostitutivi ormonali (909 partecipanti) erano significativamente più anziani (55,7 anni contro 48, P <0,01), avevano comorbilità mediche significativamente maggiori, erano più frequentemente depressi, avevano più probabilità di non aver  mai fumato e più probabilità di assumere ipnotici sedativi rispetto a quelli che non facevano l’uno o l’altro  trattamento.

L’analisi ha evidenziato anche una correlazione significativa tra la durata della terapia con oppioidi e la probabilità di fare ricorso ai farmaci anti-impotenza o alla terapia sostitutiva con testosterone (P < 0,0001), così come le prescrizioni di ipnotici sedativi (P < 0,0001).

Analogamente, "si è osservato un aumento delle prescrizioni di farmaci per la disfunzione erettile o della terapia sostitutiva ormonale all'aumentare della dose e della durata della terapia con oppiacei".

L’analisi di regressione logistica ha mostrato un’associazione significativa tra l'età, le comorbidità mediche e l'uso prolungato di oppioidi e l'uso del testosterone e degli inibitori della PDE5. Inoltre, i pazienti con disturbi depressivi (P = 0,01) e i consumatori di sedativi ipnotici (P = 0,006) sono risultati significativamente più propensi a fare uso di testosterone o dei farmaci contro l’impotenza.

Circa il 19% dei pazienti trattati con più di 120 dosi equivalenti di morfina al giorno, "ha mostrato evidenza di disfunzione sessuale", concludono i ricercatori, avvertendo che il rischio è rimasto significativo anche dopo aggiustamento per le covariate.

Tra i limiti dello studio, segnalano gli autori, vi sono li disegno trasversale e la mancanza di informazioni sulle cause responsabili della prescrizione iniziale degli oppiacei e sull’eventuale compresenza di altre condizioni dolorose.

R.A. Deyo, et al. Prescription opioids for back pain and use of medications for erectile dysfunction. Spine 2013; 38: 909-915
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