Dolore

Rischio di ricorrenza di cancro al seno dimezzato nelle donne in sovrappeso "consumatrici" di Fans

La ricorrenza del cancro al seno ormone-correlato è ridotta della metà nelle donne in sovrappeso e obese che hanno usato regolarmente aspirina o altri farmaci anti-infiammatori non steroidei (FANS), secondo i dati pubblicati in Cancer Research, rivista dell’American Association for Cancer Research.

L'obesità è associata ad una peggiore prognosi del cancro al seno e a elevati livelli di infiammazione, tra cui una maggiore espressione della cicloossigenasi-2 (Cox-2) e dell'attività dei macrofagi infiltrati nel tessuto adiposo.
Il prodotto dell’enzima Cox-2, la prostaglandina proinfiammatoria E2 (PGE2), stimola l'espressione dell'aromatasi nel tessuto adiposo e la successiva produzione di estrogeni, che possono promuovere la progressione del cancro al seno.

In questo studio, i ricercatori hanno utilizzato il sangue di pazienti obesi e hanno cercato di ricreare un ambiente simile a quello del tumore che contiene le cellule tumorali, le cellule adipose e le cellule immunitarie che promuovono l'infiammazione.
Essi hanno scoperto che i fattori associati con l'obesità avviano una rete di segnalazione all'interno dell'ambiente tumorale per promuovere la crescita e la resistenza alla terapia.

I ricercatori hanno utilizzato i dati provenienti da 440 donne con diagnosi di cancro al seno ERalfa-positivo (dipendente dalla presenza di estrogeni per proliferare) invasivo e trattati presso l'Università del Texas Health Science Center e il Centro START Cancer Care Clinic a San Antonio, in Texas, tra il 1987 e il 2011.

Delle donne studiate, il 58.5% erano obese e il 25.8% erano in sovrappeso. Circa l’81% aveva assunto  l'aspirina, e il resto avevano preso un altro antinfiammatorio non steroideo (Fans). Il 42% e il 25% aveva preso statine e acido grasso omega-3, rispettivamente.

Dalle pazienti è stato prelevato il sangue ed è stato osservato che l’esposizione del loro siero stimolava una maggiore espressione della Cox-2 nei macrofagi e la produzione di PGE2. Questa è stata correlata all’aumentata espressione dell'aromatasi nei preadipociti dopo incubazione in mezzi condizionati (CM) raccolti dalle pazienti obese. Tale effetto veniva neutralizzato dall’inibizione della Cox-2 col celecoxib.
Inoltre, il CM preso da co-colture di macrofagi/preadipociti esposti a sieri di pazienti obesi stimolavano una maggiore attività delle cellule del cancro al seno ERα positivi, la proliferazione e la migrazione rispetto ai sieri di pazienti di peso normale, e queste differenze venivano eliminati o ridotte con l'aggiunta di un inibitore dell'aromatasi durante la generazione del CM.

La revisione dei dati provenienti da questi pazienti, che avevano un indice medio di massa corporea> 30, ha rivelato che i consumatori di Fans avevano un tasso di recidiva inferiore al 52% e un ritardo di 28 mesi nel tempo alla recidiva.
C'era un'indicazione di protezione dovuto all’ aspirina e altri Fans anche dopo aver analizzato i dati considerando l’uso di statine e acidi grassi omega-3, che hanno anche effetti anti-infiammatori.

Questo studio dimostra che l'uso quotidiano di un Fans, che inibisce la Cox-2, è associato a ridotta ricorrenza del tumore alla mammella  ERalfa positivo, nelle donne obese e in sovrappeso.
Andranno adesso effettuati studi prospettici disegnati per esaminare il beneficio clinico di uso di Fans in pazienti obesi con cancro al seno.

La Dr. Linda A. deGraffenried, professore associato di scienze nutrizionali presso l'Università del Texas a Austin ha dichiarato:  "I nostri studi suggeriscono che limitare il segnale infiammatorio può essere un approccio efficace, meno tossico per modificare gli effetti promotori del cancro dovuti all’ obesità e migliorare la risposta del paziente alla terapia ormonale".

Come hanno sottolineato gli autori, questa scoperta suggerisce che l'aspirina potrebbe svolgere un ruolo nel ridurre la mortalità per cancro al seno: "Questi risultati suggeriscono che i Fans possono migliorare la risposta alla terapia ormonale, consentendo in tal modo a più donne di continuare la terapia ormonale piuttosto che dover cambiare alla chemioterapia e affrontare gli effetti collaterali ad essa associati e le complicazioni. Tuttavia, questi risultati sono preliminari e i pazienti non devono mai intraprendere qualsiasi trattamento senza consultare il proprio medico."

La Dr. DeGraffenried ha concluso sottolineato che: "Questi studi dimostrano che il maggior beneficio dall’ aspirina (e dagli altri Fans) si potrà ottenere nelle persone con una malattia in cui è coinvolta l’infiammazione, e non solo nell'obesità".

Emilia Vaccaro

Bowers L.W.  NSAID Use Reduces Breast Cancer Recurrence in Overweight and Obese Women: Role of Prostaglandin–Aromatase Interactions
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